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Castrì

Petardo contro casa di negoziante

Esplosione nella notte con effetto di bomba carta: distrutte porta e finestre di un titolare di supermercato a Castrì di Lecce

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Una esplosione nella notte ha svegliato gli abitanti di Castrì di Lecce nella zona di via Grassi dove, attorno alle 3e30, è stata presa di mira una abitazione.


Sono intervenuti sul posto i carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Calimera. I militari stanno tuttora indagando per risalire a chi possa aver fatto esplodere un grosso petardo che ha colpito la casa di un 59enne negoziante del luogo. L’effetto dell’esplosione è stato quello di una bomba carta ed ha distrutto la porta d’ingresso e le finestre vicine.

L’abitazione della vittima, titolare di un supermercato, era sprovvista di assicurazione contro tali eventi e di sistema di videosorveglianza.


Alessano

Omicidio pensionato di Castrì, in manette anche 30enne di Corsano

Si tratta di Emanuele Forte, 30enne di Corsano, accusato di concorso in omicidio aggravato e rapina aggravata ai danni del 75enne ex falegname

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Quarto arresto per l’omicidio di Donato Montinaro, il falegname in pensione di Castrì di Lecce, rinvenuto cadavere nella sua abitazione l’11 giugno scorso.

I carabinieri hanno fermato Emanuele Forte, 30enne di Corsano, accusato di concorso in omicidio aggravato e rapina aggravata ai danni del 75enne ex falegname.

Gli approfondimenti investigativi, svolti a seguito dei fermi eseguiti lo scorso 14 ottobre nei confronti di altri tre persone, tutte del Capo di Leuca (Angela Martella, 58 anni, originaria di Gagliano del Capo e residente a SalvePatrizia Piccinni, 48 anni, originaria di Modugno e residente ad Alessano Antonio Esposito, 39 anni, originario di Tricase e residente a Corsano), hanno evidenziato la sussistenza di ulteriori elementi a carico del quarto indagato, che hanno reso necessario anche nei suoi confronti l’emissione di un provvedimento restrittivo.

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Alessano

Omicidio pensionato di Castrì, interrogati i fermati

Davanti al Gip e al Pm i tre fermati, tutti del Capo di Leuca, per l’assassinio dell’ex falegname. Ancora nessuna novità sul presunto quarto complice

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Si è tenuto l’interrogatorio delle tre persone arrestate per l’omicidio di Donato Montinaro, il falegname in pensione di 76 anni, ucciso la sera del 10 giugno scorso a Castrì di Lecce, nel suo appartamento dove viveva con la figlia disabile.

Dinanzi alla gip Laura Liguori, e alla pm Maria Consolata Moschettini, le tre persone fermate: Angela Martella, 58 anni, originaria di Gagliano del Capo e residente a Salve (assistita dall’avv. Simona Reale); Patrizia Piccinni, 48 anni, originaria di Modugno (Bari) e residente ad Alessano (avv. David Alemanno); Antonio Esposito, 39 anni, originario di Tricase e residente a Corsano (avv. Luca Puce).

L’interrogatorio è stato blindato e nulla trapela neanche sugli sviluppi delle indagini volte ad individuare la quarta persona che sarebbe coinvolta nell’omicidio e che sarebbe stata tirata in allo proprio dagli arrestati.

Il movente secondo gli investigatori sarebbe quello della rapina finita male.

Il pensionato, infatti, nel 2015 aveva riscosso quasi 70mila euro da una polizza assicurativa ed aveva confidato ai suoi amici di tenere i soldi in casa perché non si fidava delle banche. Probabilmente chi ha agito sapeva e mirava proprio a quei soldi

Martella sarebbe l’unica persona ad aver avuto contatti con Montinaro, confermati da una telefonata in ingresso sul cellulare della vittima 10 minuti prima della presunta esecuzione. Il gruppo, una volta entrato in casa poco prima delle 21, avrebbe legato le caviglie e i polsi dell’uomo, spogliato dalla vita in giù, imbavagliato e incappucciato, e infine anche percosso. Non si conosce la somma eventualmente rubata, dall’appartamento mancherebbe all’appello la motosega.

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Alessano

Pensionato ucciso in casa: arrestati in 3 nel Capo di Leuca

Due donne e un uomo, per i carabinieri, sono i responsabili dell’omicidio del falegname, a Castrì, dello scorso giugno

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Sono 3 gli arresti per l’omicidio di Donato Montinaro, 75 anni, pensionato di Castrì, ucciso in casa suo lo scorso 11 giugno.

A margine delle indagini, i carabinieri hanno fermato un gruppo di sospettati del Capo di Leuca: sono Angela Martella 58 anni nata a Gagliano del Capo ma residente a Salve, Patrizia Piccinni 48 anni originaria di Modugno ma residente ad Alessano, Antonio Esposito 39 anni nato a Tricase ma residente a Corsano (convivente della 48enne). Una quarta persona risulta invece indagata a piede libero.

Secondo quanto ricostruito, una delle donne conosceva la vittima. Sarebbe stata lei a fornire, al resto del gruppo, le informazioni necessarie per mettere a segno quella che avrebbe dovuto essere una rapina.

Per l’accusa, la donna sapeva che l’anziano custodiva i suoi risparmi in casa, non avendo fiducia negli istituti di credito. Da qui, l’idea di fare irruzione nella sua abitazione per impossessarsene.

La sera dell’11 giugno il blitz, finito in tragedia. Dal corpo della vittima, trovato legato ad una sedia, incappucciato e ferito, si è risaliti alle cause del decesso, avvenuto per asfissia da  “soffocamento  diretto  per  azione  combinata  di imbavagliamento, incappucciamento e strangolamento con indumenti, lenzuola e nastro adesivo”.

Fondamentale, per le indagini, il cellullare della vittima che fu ritrovato per strada ad alcune ore dal delitto: era stato smarrito (o abbandonato) dai rapinatori.

Da qui si è potuto risalire ad un contatto telefonico tra una delle donne e la vittima, la sera prima dell’omicidio. Poi, dagli approfondimenti sul numero della donna che lo aveva contattato, si è risalito agli altri contatti. Per arrivare ad individuare tre telefoni che, la sera dell’11 giugno, avevano agganciato la stessa cella del telefono del pensionato: i telefoni, appunto, dei 3 finiti in queste ore in manette.

Il resto, per stringere il cerchio, lo hanno fatto le videocamere di sorveglianza della zona. Dall’analisi delle immagini di vari impianti nei dintorni dell’abitazione della vittima, i carabinieri avrebbero avuto riprova del fatto che il gruppo era sul posto proprio alla sera ed all’ora in cui Donato Montinaro fu ucciso.

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