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Cronaca

Sulle spalle di Don Tonino per uno scatto

Dal web la folle bravata di due giovani che si arrampicano sulla statua dell’amato vescovo salentino

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Incoscienza, talvolta, fa rima con stupidità.

È il caso della bravata che in queste ore sta facendo discutere a Tricase e dintorni: due ragazzi si sono fatti immortalare sulla statua di Don Tonino Bello.

Nell’omonima piazza, i due giovani, i cui volti nello scatto che circola in rete son coperti da una emoticon, sono letteralmente saliti sulle spalle del monumento a Don Tonino, per il gusto di farsi immortalare dagli amici.

Un gesto, appunto, tanto incosciente, come può essere l’età degli interessati, quanto stupido, irresponsabile ed irrispettoso.

Del resto, per una manciata di like in molti son disposti a questo ed altro…

Lo scatto, che nelle intenzioni dei protagonisti sarebbe sicuramente dovuto restare “per pochi intimi”, come spesso accade in questi casi, ha fatto invece il giro dei social, alimentando le polemiche.

Per la statua, di recente tornata “a casa” nella piazza dedicata al compianto vescovo, dopo anni trascorsi nella pur vicina piazzetta Dell’Abate, una spiacevole sorpresa.

Ma un peso che le larghe e pazienti spalle di Don Tonino avranno già saputo perdonare.

Cronaca

Atti intimidatori e estorsione: arrestato usuraio a Salve

Interessi del 190% su una cifra di 3mila euro che un imprenditore aveva chiesto per superare momento di difficoltà

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Usura, estorsione, violazione di domicilio aggravata, danneggiamento di abitazione e autovettura.

Una collezione di reati quella imputata a Luigi Minghetti, 61enne di Salve, tratto in arresto nelle scorse ore, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP Panzera, dai carabinieri del comune del Capo di Leuca.

Il fermo arriva a margine di una lunga indagine avviata nel febbraio 2019 e conclusasi 8 mesi dopo, in ottobre.
In questo arco temporale Minghetti avrebbe danneggiato, tra il febbraio e l’aprile 2019, la casa e l’autovettura di una persona, un imprenditore che si era rivolto a lui per chiedere un supporto economico per superare un momento di difficoltà.

Il rapporto tessuto tra i due si sarebbe però presto configurato come vera e propria usura del 61enne all’indirizzo dell’imprenditore.

La cifra da restituire, pari a 3mila euro, sarebbe presto lievitata del 190%.
L’insostenibilità e la violenza della situazione creatasi ha spinto così la vittima a denunciare usura e usuraio.

L’indagine dei carabinieri, col supporto del Norm, ha portato a dei rilievi incontrovertibili che hanno confermato il racconto dell’imprenditore ed inchiodato Minghetti. Tra questi, le impronte papillari di quest’ultimo, lasciate in occasione di uno degli atti intimidatori.

Per il 60enne sono quindi scattate le manette. Al momento l’uomo è associato presso la Casa Circondariale di Lecce.

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Cronaca

Maxi serra di marijuana con 360 piante: un arresto

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Centinaia di piante in una maxi serra: un uomo di Leverano, T. F., 45enne, aveva messo in piedi una coltivazione di marijuana alla luce del sole.

L’incredibile scoperta dei carabinieri ha permesso di rinvenire in un fondo del leveranese ben 353 piante in essiccazione ed altre 7 in coltivazione.

Un numero sorprendente che ha portato all’arresto del responsabile, tradotto ai domiciliari presso la sua abitazione.

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Cronaca

Nascondeva 30 grammi di coca tra auto e casa: arrestata 29enne

Perquisizione veicolare e domiciliare a segno per i carabinieri di Racale: nei guai una ragazza del posto

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I carabinieri di Racale hanno arrestato una giovane del posto sorpresa in possesso di cocaina.
La ragazza, P. A., 29enne, sottoposta a perquisizione veicolare, è stata sorpresa con un incolucro contenente 7 dosi di cocaina per un peso complessivo di 2,51 grammi.

Come da protocollo è quindi scattata la perquisizione domiciliare a suo carico nella quale i militari hanno trovato ulteriori 13 dosi della medesima sostanza dal peso complessivo di 27,10 grammi; un bilancino di precisione;
materiale vario per il confezionamento 130 euro in denaro contante.

Sottoposto il tutto a sequestro, i carabinieri hanno sottoposto a fermo la donna che, espletate le formalità di rito, è stata tradotta presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

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