Connect with us

Collepasso

Uccise il padre bruciandolo: non fu omicidio volontario

Orrore da Collepasso. Reo confesso: un agente immobiliare di 48 anni, al culmine di un litigio, hacosparso di alcol l’anziano genitore ed appiccato le fiamme

Pubblicato

il

Chiamò le forze dell’ordine dopo un litigio, comunicando che suo padre era morto.

Lo scorso mese di maggio a Collepasso, Vittorio Leo, 48 anni titolare di un’agenzia immobiliare fu fermato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso il padre, Antonio Leo, 90 anni, trovato carbonizzato in casa.

Messo sotto torchio dagli inquirenti alla fine il 48enne confessò l’omicidio ma negli interrogatori a seguire sostenne la teoria dell’incidente.

Delle scorse ore la decisione del pm, a conclusione delle indagini, di derubricare l’accusa: non omicidio volontario ma omicidio preterintenzionale, aggravato dal vincolo familiare.

Alezio

Tamponi positivi anche ad Alezio, Collepasso e Racale

Come accaduto a MAtino anche da Alezio e Collepasso i sindaci invitano ad evitare la caccia al contagiato, ricordando che “chi risulta positivo al Covid-19 non ha colpe e il nome e cognome è riservato e coperto da privacy”

Pubblicato

il

Alezio, Collepasso e Racale: arriva ancora dai sindaci l’ufficialità dei casi positivi al covid 19.

ALEZIO

Ieri sera il sindaco di Alezio Andrea Barone aveva postato su facebook: “Cari concittadini, vi informo che anche nel nostro Comune si è verificato un caso positivo al Covid 19. Si tratta di un operatore sanitario già posto sotto sorveglianza dalle autorità competenti”.

Il sindaco ha poi manifestato la sua “completa vicinanza alla famiglia del soggetto coinvolto e vi esorto, ora più che mai , a rispettare le regole: restiamo a casa!”.

Barone ha poi infine esprimere “un sincero ringraziamento a tutti gli operatori sanitari che, con immenso coraggio e generoso impegno, lottano in prima linea per tutelare la salute di tutti noi.
A loro e a tutti i familiari va il mio riconoscente abbraccio
”.

RACALE

Da Racale, un po’ come aveva fatto il suo collega Johnny Toma da Matino all’ex sindaco Donato Metallo (da poco dimissionario per correre alle elezioni regionali) ha dovuto metaforicamente alzare la voce per interrompere la caccia all’uomo scatenatasi dopo l’ufficialità del tampone positivo.

Non chiedete chi è, non ha senso”, ha scritto sulla sua pagina facebook, “comprendo la paura ma le autorità hanno già fatto quello che c’era da fare e lo stanno continuando a fare per mettere tutti in sicurezza. A noi spetta solo rispettare il dolore e le regole che vengono imposte”.

A tal proposito ha poi aggiunto rivolgendosi direttamente a chi ha contratto il virus: “Un solo pensiero, con tutto il cuore. Che ti possano arrivare forza e carezze. Un abbraccio forte a tutti i familiari. Vi siamo tutti vicini. Preghiamo e speriamo con voi”.

COLLEPASSO

Infine a Collepasso da dove il sindaco Paolo Menozzi ha postato su facebook la notizia: “Cari concittadini, mi hanno comunicato la brutta notizia di un nostro concittadino che era in isolamento fiduciario insieme alla famiglia già da diversi giorni e che, sottoposto ad analisi, è risultato positivo al Tampone covid-19”.

Ho contattato personalmente la famiglia”, ha aggiunto, “stanno tutti bene è stanno eseguendo rigidamente il protocollo che ormai, purtroppo, tristemente noto in tutto il mondo. Ho espresso la nostra solidarietà e vicinanza a nome di tutta la comunità di Collepasso. Per quanto di mia competenza”, ha concluso il suo post, “assicurerò una attenta vigilanza sulla questione e rinnovo cari cittadini ve lo chiedo veramente da padre di famiglia con forza di non uscire di casa per nessuna ragione siamo cittadini responsabili”.

A distanza di un apio d’ore, però, il sindaco di Collepasso ha dovuto rimettere mano alla tastiera questa volta per richiamare i suoi concittadini: “Invito tutti a smetterla con commenti di “caccia al contagiato”. Chi risulta positivo al Covid-19 non ha colpe e il nome e cognome è riservato e coperto da privacy”, ha postato ancora, “comprendo la paura ma abbiate fiducia nelle autorità. Stiamo già operando tutto ciò che necessita. Restiamo uniti e insieme ce la faremo”.

Continua a Leggere

Attualità

La SPS di Collepasso dona 10mila mascherine agli ospedali salentini

Le titolari dell’azienda, le sorelle Sabrina e Pamela Seclì: “Non serve riconvertire stabilimenti, impostare catene produttive o cercare tessuti speciali. Non c’è tempo, l’emergenza è adesso”

Pubblicato

il

Dopo aver attivato i protocolli anti-contagio previsti nel DPCM del 11 marzo al fine di tutelare la salute dei propri dipendenti e predisposto tutte le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, la SPS Manifatture salentina leader nella progettazione e produzione di abbigliamento per i più importanti brand internazionali d’alta gamma, ha dedicato qualche ora della giornata odierna alla produzione di 10mila mascherine lavabili e riutilizzabili.

Le mascherine sono realizzate utilizzando tre strati diversi di tessuto: il primo strato, quello che poggia sul viso è in cotone 100%, il secondo strato, l’imbottitura ovattata è in poliestere e garantisce l’isolamento, il terzo e ultimo strato è una viscosa trapunta a rombo utile ad ancorare i tessuti. Alle prove di laboratorio il prodotto ha mostrato una buona resistenza al lavaggio a secco e ad umido, quindi facilmente igienizzabili.

Le mascherine, prodotte nel nuovo stabilimento di Collepasso, saranno distribuite gratuitamente a medici e infermieri degli ospedali di Lecce, Casarano, Copertino, Galatina, Gallipoli, Scorrano e Tricaseentro questo fine settimana.

“Non serve riconvertire stabilimenti, impostare catene produttive o cercare tessuti speciali”, dicono le titolari dell’azienda, le sorelle Sabrina e Pamela Seclì, “non c’è tempo, l’emergenza è adesso. Se tutte le aziende che producono abbigliamento dedicassero uno o due giorni alla produzione di mascherine, camici, copricapo, ecc., utilizzando le rimanenze dei tessuti presenti in magazzino, il problema non sarebbe certamente risolto ma almeno attenuato. In questo modo eviteremmo speculazioni e allo stesso tempo daremmo tutti una mano a chi lavora in prima linea. Cari colleghi diamoci da fare!”.

Al contempo, gli oltre cinquanta dipendenti della SPS stanno garantendo la continuità aziendale, con riduzione dell’orario di lavoro, nella speranza che questa emergenza finisca presto, in quanto, “il protrarsi di questa condizione causerà inevitabilmente gravi ripercussioni su tutto il comparto tessile abbigliamento in Puglia e nel resto d’Italia. Basti pensare che la maggior parte dell’abbigliamento di lusso dei grandi marchi francesi e italiani è Made in Italy e viene prodotto in Puglia, nel Salento”, concludono Sabrina e Pamela Seclì.

Continua a Leggere

Attualità

Vanno tutti via! I nostri paesi stanno scomparendo

L’economista eretico: “Grave la situazione a Casarano, Collepasso, Taurisano, Maglie, Diso ed in tanti altri centri”. Appello al popolo salentino

Pubblicato

il

Ottocentoventi. No, non sto parlando del numero esatto dei Santi Martiri di Otranto.

820 sono gli abitanti che la città di Casarano ha perduto negli ultimi 21 anni e 8 mesi, dai 20.669 abitanti del 31/12/1997 ai 19.849 abitanti del 31/08/2019 (data dell’ ultimo dato ufficiale Istat disponibile).

Di questi ottocentoventi abitanti, 127 sono stati persi soltanto nei primi 8 mesi del 2019, con un trend negativo che proietterà il calo demografico del Comune di Casarano a sfiorare le 900 unità alla data del 31/12/2019, portando la popolazione complessiva all’incirca al medesimo dato di ben 30 anni prima (19.783 abitanti al 31/12/1989).

Un calo di circa il 4,28 % della popolazione in 22 anni. Un evento che non ha eguali nella storia recente di Casarano, quantomeno dall’ Unità d’Italia ai giorni nostri, due guerre mondiali comprese.

Nel 1997 le culle di Casarano ospitarono 307 neonati (345 nel 1995). Nei primi 8 mesi del corrente anno 2019 soltanto 90 di esse sono state occupate da un nuovo nato, con una proiezione sui 12 mesi che non dovrebbe superare le 134 nuove nascite.

Nel triennio 1996-1997-1998 il saldo migratorio (immigrati meno emigrati) fu pari a +3.

Quindi Casarano attraeva residenti. Nel corso dell’anno 2018 tale saldo è stato di -25. Nei soli primi 8 mesi del 2019, il saldo migratorio è già attestato a -56.

Non è tutto. La notizia peggiore è un’altra. Se dal punto di vista numerico la popolazione casaranese è tornata indietro di 30 anni esatti, la sua composizione per classi di età è oggi profondamente sbilanciata, essendo caratterizzata da una piramide demografica “malata” e foriera di ulteriori gravi squilibri socio-economici futuri.

Al 31/12/2018 (ultimo anno “completo” di cui sono disponibili i dati), l’indice di vecchiaia (over 65 diviso under 15) è risultato pari a 167,8 cioè circa 168 anziani ogni 100 ragazzi (per il 2019 l’indice è previsto in peggioramento). Alla data del 31/12/1989, quindi soli 29 anni prima, l’indice di vecchiaia era pari a 52,5 , cioè 52,5 anziani ogni 100 ragazzi. Quindi, a parità di abitanti, se al 31/12/1989 la struttura della popolazione a Casarano era “sana”, attualmente oggi la piramide delle età è divenuta di tipo trapezoidale, quindi insostenibile sul lungo periodo.

La città di Casarano è entrata in una spirale perversa dalla quale è difficile uscire. Date le attuali tendenze, la conseguenza sarà uno spopolamento costante e progressivo, con un lento, ineluttabile (?) deterioramento del quadro economico-sociale.

Allargando lo sguardo alla condizione demografica dei Comuni limitrofi a Casarano, la situazione appare in molti casi ancora più grave.

Sintetizzando al massimo, per non sovraccaricare il lettore con una sequela di dati statistici (disponibili su richiesta) il quadro demografico è negativo ovunque, con condizioni di particolare gravità registrate a Collepasso, mentre a Taurisano età media e indici di vecchiaia peggiorano con maggiore gradualità.

A livello provinciale, poi, le uniche due località che “sfiorano” una qualche sostenibilità demografica di medio periodo sono Giorgilorio (frazione di Surbo) e Merine (frazione di Lizzanello). Al contrario, un Comune come Diso, tra circa 30 anni, proseguendo l’attuale trend, diventerà una città fantasma, sul modello di quelle dei film western. Tra i medi centri, spicca in negativo la condizione di Maglie, oramai scesa sotto i 14mila, frazione di Morigino inclusa.

Un alieno che con la sua astronave sbarcasse oggi nel Sud Salento, esaminando i dati demografici sopra citati, utilizzando il traduttore universale, ci porrebbe delle domande: “Che cosa vi è accaduto? Che cosa vi sta accadendo? Siete impegnati da circa 25 anni in una guerra che state perdendo ?

Qualcosa ha prodotto più danni di una guerra. Questo “qualcosa” invisibile ha agito e sta agendo subdolamente nelle nostre vite e nelle nostre famiglie.

Molte persone sono sottoccupate. I salari sono bassi. Molti giovani e meno giovani sono disoccupati. L’incertezza del futuro blocca le nascite.

Tanti giovani sono stati costretti all’emigrazione forzata, abbandonando casa, ricordi, affetti e magari genitori anziani e/o ammalati.

Tanti altri ancora, a malincuore, sono in procinto di fare le valigie, magari dopo aver lottato strenuamente (e invano) per cercare di costruirsi un futuro nella propria terra. Le loro destinazioni saranno il profondo Nord Italia, oppure la Germania, la Svizzera, il Belgio. E’ un passato che ritorna. Alla fine degli anni ’80 gli emigrati salentini tornavano nei loro rispettivi paesi, costruivano case per i loro figli, confidando in un futuro migliore, confortati dalla costante crescita dell’economia italiana e salentina, la quale faceva sperare in un domani di lavoro e serenità per tutti. Invece, dopo 30 anni, l’emigrazione è riesplosa, l’antico sconforto è ritornato.

Soltanto comprendendo a fondo le cause si possono cercare dei rimedi, anche se, in ambito demografico, gli squilibri, una volta prodotti, necessitano di tempi assai lunghi per essere ricomposti.

Per stimolare la riflessione, chiudo con una citazione di Michael Ende, autore del libro “La Storia Infinita” (da cui venne tratto il famoso omonimo film fantasy del 1984).

il protagonista Atreju chiede a Gmork : “Perché Fantàsia sta morendo?”.

La risposta che Atreju riceve da Gmork è la seguente: “Perché la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni, così il nulla dilaga. Il nulla è il vuoto che ci circonda, è la disperazione che distrugge il mondo e io ho fatto in modo che il nulla dilaghi, perché è più facile dominare chi non crede in niente e questo è il modo più sicuro di conquistare il potere”.

Mi appello ora a tutti i lettori di questo articolo che non vogliano rassegnarsi alla morte delle proprie Comunità. Invito pubblicamente a scrivermi all’indirizzo E-mail indicato in calce tutti coloro che vogliano battersi per cercare di costruire un futuro per se stessi, per i loro figli e per i loro nipoti in questo lembo di terra carsica tanto bella quanto svantaggiata. Occorre organizzarsi per resistere. Lo scrivente ha idee, competenze e volontà. Soltanto se saremo in tanti, potremo bloccare un destino per noi infausto che al momento appare fatalmente inevitabile. Riconquistiamo la speranza. Riconquistiamo il Salento. Riconquistiamo l’ Italia.

Marco Nassisi (economista eretico. E-mail: riconquistarelitalia@libero.it)

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus