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Cronaca

Uccise per il parcheggio: ergastolo

Massimo della pena per Roberto Pappadà, 58anni, di Cursi, l’uomo che il 28 settembre scorso uccise i suoi vicini di casa in seguiti ai continui litigi per il parcheggio dell’auto

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Condannato all’ergastolo Roberto Pappadà, 58anni, di Cursi, l’uomo che il 28 settembre scorso uccise i suoi vicini di casa in seguiti ai continui litigi per il parcheggio dell’auto (CLICCA QUI).

Con la sua Smith Wesson mise fine alla vita di  Andrea Marti, il padre Francesco Marti e la zia Maria Assunta Marti.

Per questo in primo grado (rito abbreviato) i giudici hanno accolto la richiesta invocata dal pubblico ministero e condannato l’imputato per triplice omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione; tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto di arma da fuoco e ricettazione.

Cronaca

Dona stipendio durante pandemia: carabiniere salentino sarà Cavaliere della Repubblica

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Non solo Irene Coppola, la sarta gallipolina che ha donato migliaia di mascherine: anche un altro salentino sarà tra i Cavalieri della Repubblica insigniti dal Presidente Mattarella per essersi contraddistinti per il loro servizio alla comunità durante la pandemia.

Stiamo parlando di Ettore Cannabona, carabiniere originario di Miggiano, da 10 anni in Sicilia per lavoro.
Cannabona, ha deciso di donare il suo stipendio dopo aver “visto il disagio negli occhi dei tanti uomini e donne di Altavilla Milicia che durante i giorni della pandemia non avevano nulla da mangiare.

Per me contano i valori e i rapporti umani che sono alla base della convivenza tra le persone“, ha raccontato, “il mio gesto era privato e rispondeva solo a un’esigenza: fare qualcosa di concreto per chi ha sofferto nei mesi duri della pandemia” .

La solidarietà del maresciallo ha attivato una intera comunità che, col supporto di supermercati e macellerie del paese, è riuscita a soddisfare il bisogno di un centinaio di famiglie.

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Cronaca

Colpo fallito nella notte al distributore di carburante di Depressa

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2d depressa benzina martella petroli distributore

Tentato furto al distributore di carburante “2D” Martella Petroli di Depressa, a Tricase.

Il colpo mancato è stato registrato nella notte tra martedì 2 e mercoledì 3 giugno, attorno all’1e30, quando due ignoti hanno preso di mira le colonnine del self service. 

Il pronto intervento della “Folgore”, vigilanza privata di Tricase collegata al distributore mediante impianto di videosorveglianza, ha messo in fuga i malintenzionati. 

Sul posto sono accorsi anche i carabinieri che hanno potuto constatare come le macchinette del self fossero intatte. L’unica traccia tangibile, immagini a parte, del passaggio dei due ladri era nei tombini che gli stessi hanno provato a forzare nell’intento, probabilmente, di manomettere proprio l’impianto di telecamere a circuito chiuso che ha rovinato il loro piano. 

Le successive ricerche in zona non hanno dato esito: i malviventi, seppur fuggiti a mani vuote, non sono stati rintracciati.

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Cronaca

Parentopoli in Camera di Commercio? Accusa di diffamazione per imprenditore e Pinuccio di “Striscia”

Accusati di diffamazione aggravata ai danni del dottor Maurizio Siciliano per servizio andato in onda su Canale 5 nel marzo 2019

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Un servizio di Striscia la Notizia che raccontava di presunti favoritismi all’interno della Camera di Commercio di Lecce ha portato, a margine di un’inchiesta penale, ad un doppio avviso di conclusione delle indagini.

Nelle scorse ore l’inviato pugliese del programma di Canale 5, Pinuccio (al secolo Alessio Giannone) e l’imprenditore Roberto Fatano (Presidente “Laica Associazione delle Imprese e delle Professioni del Salento”) sono accusati di diffamazione aggravata ai danni del dottor Maurizio Siciliano, della Camera di Commercio.

Il servizio sotto accusa andò in onda il 6 marzo del 2019, col titolo “Un daino per nemico”. L’inviato, con una intervista all’imprenditore leccese, alludeva a possibili favoritismi, di una commissione tecnica, pro Maurizio Siciliano. Il servizio di Pinuccio sottolineava come nella commissione in questione presenziava il fratello, Carlo Siciliano, dirigente Asl. Per quella che veniva definita una “strana coincidenza”.

Ora i due indagati avranno 20 giorni per depositare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima che il pm formalizzi l’azione penale.

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