Casarano
Uomo accusa malore: apprensione in centro a Casarano
Provvidenziale l’intervento del 118 nel cuore del paese: il malcapitato non sarebbe in pericolo di vita
Attimi di apprensione in mattinata nel centro di Casarano per un uomo che ha accusato un malore.
Nel cuore del paese, in via A. Lupo, pochi minuti dopo mezzogiorno, si è reso necessario l’intervento del 118. Il malcapitato era nelle vicinanze del bar “MxxD” quando, per cause ancora ignote, si è improvvisamente sentito male.

I presenti gli hanno subito prestato soccorso, chiamando anche i numeri d’emergenza. In loco è accorsa un’autoambulanza, la cui equipe medica ha preso in carico l’uomo.
Complice l’ora, in cui il traffico è già di per sé intenso in zona, le operazioni di soccorso hanno impegnato la sede stradale per alcuni minuti, non essendovi aree di sosta libere.
Fortunatamente, mentre le auto in transito venivano deviate in altra direzione, l’intervento del personale sanitario è parso da subito provvidenziale per scongiurare gravi conseguenze.

L’uomo soccorso, secondo primi riscontri, non sarebbe in pericolo di vita. Dopo qualche minuto di paura, in cui alcune dozzine di persone si erano concentrate in loco per verificare cosa stesse accadendo, via A. Lupo è tornata alla sua routine.
Appuntamenti
La sfida con l’Union Brescia per continuare a sognare
Confermato il regolamento senza supplementari e rigori
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di Giuseppe Lagna
La Lega Pro ha comunicato gli accoppiamenti del secondo turno della fase finale play-off nazionale.
Gare di andata, domenica 17 maggio 2026:
- Casarano-Union Brescia ore 20.00
- Salernitana-Ravenna ore 20. 00
- Potenza-Ascoli ore 20.00
- Lecco-Catania ore 20.45
Gare di ritorno, mercoledì 20 maggio 2026:
- Union Brescia-Casarano ore 20.00
- Ravenna-Salernitana ore 20:45
- Ascoli-Potenza ore 20.00
- Catania-Lecco ore 20.30
In questo secondo turno della fase nazionale vale lo stesso regolamento del primo per quanto riguarda l’accesso alla fase successiva, senza il ricorso a tempi supplementari e rigori.
Casarano
Un cuore grande così!
Altra impresa di un Casarano infinito. “Rimontona” in Brianza con il 3-0 firmato da Cerbone e Grandolfo (più un autogol) che ribalta lo 0-2 del “Capozza”. A mezzogiorno rossoazzurri conosceranno l’avversaria per il secondo turno della fase nazionale dei play off
RENATE-CASARANO 0-3
Reti: pt 36′ Cerbone, 45′ autogol Ori; st 9′ Grandolfo
di Giuseppe Lagna
Nel corso del precampionato circolava persino una canzone dal titolo “Salvare n’imu“, ad indicare il primo obiettivo del neopromosso Casarano: giusta umiltà al cospetto di un girone quasi da serie B.
E invece che ti combina la compagine del patron Filograna, agli ordini di Vito Di Bari?
Non solo staziona nell’arco di tutto il campionato sempre nella fascia play-off, ma addirittura dall’ottavo posto finale ti va ad eliminare nell’ordine Monopoli, Cosenza e Renate.
A questo punto, cari signori, è storia, perché le Serpi solo con un tre a zero potevano ribaltare la sconfitta di tre giorni prima al Capozza: detto fatto!
Con la città in visibilio per il tetto mai raggiunto nella sua storia calcistica da quando hanno inventato i play-off, resta l’attesa a mezzogiorno e trenta del sorteggio per gli abbinamenti delle squadre per il secondo turno della fase nazionale.
Eccole in ordine alfabetico: Ascoli, Brescia, Casarano, Catania, Lecco, Potenza, Ravenna, Salernitana.
Al termine dell’impresa a Meda, esultanza incontenibile in campo tra abbracci e lacrime di gioia di calciatori e tecnici, con il presidente Antonio Filograna Sergio al settimo cielo, mentre si levavano i cori del centinaio di tifosi fuorisede per lavoro o studio, a sopperire al discutibile divieto di trasferta.
Quattro partite in tredici giorni, e non è finita, stanno a indicare spirito di sacrificio e di lotta in un gruppo fortemente coeso, ben costruito e diretto, supportato da un caloroso e affezionato pubblico, nell’urgente prospettiva di una ripresa, anche oltre il calcio, in città e comprensorio.
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Attualità
Casarano si sveglia solo col voto
Tra cantieri improvvisamente riaperti, piazze affollate e promesse da campagna elettorale, la città riscopre la politica. Ma il vero dubbio resta uno: durerà anche dopo le urne?
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di Antonio Memmi
Siamo convinti che le elezioni dovrebbero celebrarsi almeno una volta all’anno o magari due: una in primavera e una sotto Natale!
Così, per sicurezza, perché questo è il periodo in cui tutto sembra possibile: le strade si asfaltano, tutti sorridono e salutano e perfino gli operai dei cantieri “storici”, creature mitologiche e leggendarie, avvistate con la stessa frequenza dei panda albini, tornano improvvisamente tra noi.
CITTÀ INVASA DA SLOGAN E PASSERELLE
In queste settimane Casarano è diventata un gigantesco set politico a cielo aperto; liste presentate ovunque: nelle piazze nobili, nei vicoli stretti, nelle periferie dimenticate, davanti ai bar, accanto ai monumenti; cambiano gli sfondi, cambiano le sedie, cambiano le bandiere, ma le parole restano identiche, come quei tormentoni estivi che a luglio già non sopporti più.
“Sport”, “Inclusione”, “Giovani”, “Rilancio”, “Visione”, “Partecipazione”, programmi impeccabili naturalmente, talmente impeccabili che uno si domanda come mai Casarano non sia già diventata come Singapore; curiosamente invece, sull’ospedale tutti sembrano un po’ timidi, prudenti, quasi afoni, come gli studenti interrogati su un capitolo che hanno studiato poco.
LA POLITICA TORNATA A RIEMPIRE LE PIAZZE
Eppure, qualcosa di buono, stavolta, c’è davvero!
Perché, al netto della retorica da palco e delle promesse lucidate a nuovo, la politica locale ha ricominciato a smuovere animi e coscienze come non accadeva da anni.
Le piazze, infatti, sono tornate a riempirsi, la gente discute, partecipa, applaude e soprattutto si rivedono tanti giovani, che fino a ieri consideravano la politica locale più o meno coinvolgente come un convegno sulle guarnizioni dei rubinetti.
INCOMBE IL BALLOTTAGGIO
Forse dipende dal fatto che questa volta la partita appare davvero aperta o almeno abbastanza aperta da convincere tutti di avere una possibilità concreta perché, lasciando perdere i soliti sondaggi fatti al tavolino del bar (quelli dove il candidato favorito coincide sempre con il cognato di chi parla), è evidente che Ottavio De Nuzzo parta in vantaggio ed è un vantaggio tutt’altro che misterioso.
I sindaci uscenti, infatti, almeno sulla carta, partono sempre favoriti: conoscono la macchina amministrativa, occupano naturalmente la scena e soprattutto possono contare su liste piene di candidati che agli elettori ci sanno parlare sul serio, uno per uno, famiglia per famiglia e di voti ne portano tanti.
La matematica elettorale, però, racconta anche altro e cioè che vincere al primo turno potrebbe essere più complicato del previsto, perché i numeri, almeno quelli fatti a spanne, sembrano spingere decisamente verso il ballottaggio e lì la partita cambierebbe completamente perché sembra davvero poco probabile che gli altri candidati possano, al ballottaggio, chiedere al proprio elettorato di appoggiare il Sindaco uscente.
GLI EQUILIBRI CHE CAMBIANO
Da una parte infatti c’è Marco Nuzzo, volto ufficiale del PD e della Sinistra progressista tradizionale, quella che, accanto ai programmi amministrativi prova ancora a parlare di identità politica senza sembrare uscita da un cineforum del 1978 ma con la freschezza di un giovane “pulito”.
Dall’altra c’è Luigi Anastasia, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e da quella sinistra delusa che ha deciso di prendere le distanze dai dem e soprattutto dalle geometrie politiche disegnate a Bari.
Infine, ma non ultima, c’è Laura Parrotta, che probabilmente rappresenta la vera “anomalia” di questa campagna elettorale, la candidata che ha fatto perno sulla trasversalità: una figura sostenuta contemporaneamente dalla destra dissidente (quella che non ha gradito le decisioni dei palazzi provinciali che hanno deciso di schierarsi con De Nuzzo) e da pezzi di sinistra altrettanto scontenti delle scelte arrivate dal capoluogo.
EVENTO QUASI SOPRANNATURALE
Intanto però Casarano osserva, ascolta e soprattutto si gode il miracolo temporaneo della campagna elettorale: strade rifatte, telecamere finalmente installate al cimitero dopo anni di alibi burocratici sulla privacy e, soprattutto, quella scena quasi mistica ai Giardini William Ingrosso, dove ben dieci operai e manovali lavoravano contemporaneamente addirittura di sabato mattina (pensateci, dieci! E tutti insieme. Roba da accendere un cero alla ‘Mmaculata).
DOPO I MANIFESTI SERVIRÀ LA NORMALITÀ
La speranza di tutti è che, tra un comizio e un taglio del nastro, questa volta nascerà davvero qualcosa di duraturo.
Casarano non ha bisogno dell’ennesima campagna elettorale permanente, ma di una normalità straordinaria: strade sistemate anche senza voti da chiedere, piazze vive anche senza palchi e politica capace di ricordarsi dei cittadini pure quando i manifesti saranno stati strappati dal vento.
E chissà, forse il vero miracolo non saranno i dieci operai del sabato mattina, ma una città che finalmente ricomincia a credere in sé stessa.
*Immagine in alto generata con IA
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