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Attualità

Morciano: sospensione erogazione idrica giovedì 15 ottobre

La sospensione avrà la durata di ore 8, a partire dalle ore 14 con ripristino alle ore 22. 

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Acquedotto Pugliese sta effettuando interventi per il miglioramento del servizio nell’abitato di Morciano di Leuca.


I lavori riguardano l’inserzione di nuove opere acquedottistiche sulla condotta principale adduttrice all’abitato.


Per consentire l’esecuzione dei lavori, sarà necessario sospendere temporaneamente la normale erogazione idrica giovedì 15 ottobre nell’intero abitato.


La sospensione avrà la durata di ore 8, a partire dalle ore 14 con ripristino alle ore 22.

Disagi saranno avvertiti esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo.


Acquedotto Pugliese raccomanda i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dalla interruzione idrica.


I consumi, infatti, costituiscono una variabile fondamentale per evitare eventuali disagi.


Attualità

Denuncia delle violenze patite: nelle caserme si accendono le “stanze arancioni”

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In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, da oggi saranno illuminate di arancione le caserme dell’Arma dei Carabinieri che ospitano le 150 stanze del progetto “Una stanza tutte per sé”, nato per assistere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite, grazie a una collaborazione istituzionale tra l’Arma e il Soroptimist International d’Italia, l’associazione di donne impegnate nel sostegno all’avanzamento della condizione femminile nella società.





“Una stanza tutta per sé” è un ambiente allestito in modo che la donna possa sentirsi a proprio agio nel raccontare di volta in volta le emozioni negative vissute, accolta in un luogo dedicato da personale specializzato.





Per questo il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. Giovanni Nistri e la Presidente del Soroptimist Mariolina Coppola hanno sottoscritto un formale protocollo finalizzato a disciplinare l’attività di collaborazione nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, contenente le linee guida per l’arredamento delle stanze che deve tener conto della psicologia dei colori e delle immagini. Ogni stanza, inoltre, è dotata di un sistema audio-video per la verbalizzazione computerizzata che evita alla vittima più momenti di testimonianza e che può servire per la fase processuale successiva. 




In ogni caserma, dove lo spazio lo ha consentito, è stato previsto un angolo per l’accoglienza o lo svago dei bambini che accompagnano la mamma, che potrebbero essere stati oggetto di violenza diretta o assistita. 





L’invito a una maggiore sensibilizzazione verso la violenza di genere e l’attività dei club locali del Soroptimist hanno consentito al progetto di estendersi in poco tempo in moltissime caserme italiane, oggi illuminate simbolicamente di arancione secondo quanto previsto dalla campagna internazionale “Orange the World”, a cui anche Arma dei Carabinieri e Soroptimist hanno aderito. 


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Attualità

Vaccinazioni Covid: priorità per 49mila pugliesi

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Il piano di vaccinazione nazionale prevede delle categorie che per prime potranno vaccinarsi a fine gennaio, quando, secondo quanto anticipato dal ministro Roberto Speranza, dovrebbe essere consegnata la prima tranche di dosi, per circa 1,7 milioni di dosi.





Sono circa 49mila i pugliesi che rientrano nella fascia di coloro che potranno sottoporsi per primi alla vaccinazione anti Covid. Come indicato in una lettera inviata dalla Regione Puglia al commissario straordinario Domenico Arcuri, si tratta degli operatori sanitari, poco più di 35mila, degli anziani ospiti delle Rsa, circa 10mila, e dei collaboratori e dipendenti delle residenze sanitarie, poco più di 4mila.




Le strutture pugliesi che dispongono di frigoriferi capaci di raggiungere temperature molto basse, sino a -80 gradi, e, quindi, nella possibilità di conservare i vaccini anti Covid sono state individuate. Sono in tutto 22.


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Attualità

Calzaturiero, Filograna rilancia

Nasce la “Antonio Filograna”: nel capannone di 6mila mq previsti produzione di calzature e di articoli di pelletteria ed una scuola di formazione: un vera Academy per il settore

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C’è chi, nei momenti di crisi, si nasconde in un angolo e spera supinamente che passi e chi invece si butta e decide di scommettere sulla ripresa; un po’ come quel servo, di evangelica memoria, che nasconde sotto terra il talento ricevuto e l’altro che invece lo investe e lo raddoppia.

Un industriale che ha deciso di non nascondersi ma che invece si è lanciato in un investimento vero ed importante c’è ed è un casaranese doc: Antonio Sergio Filograna

Erede di due importanti e impegnativi cognomi oltre che di un impero industriale calzaturiero purtroppo decaduto per colpa della crisi di alcuni decenni fa; una prima crisi, specifica di settore, che ha praticamente azzerato il distretto industriale più grande del Salento ma che, dopo alcuni lunghissimi anni, ha visto proprio Antonio Sergio Filograna avere il coraggio di scommettere sulla ripartenza, investendo capitali propri e puntando su calzature di alta qualità.

Quella scommessa in realtà è già stata vinta perché, nonostante le mille difficoltà, la rinascita produttiva di Casarano c’è stata e quindi quel giovane imprenditore ha già avuto ragione.

Ora ci riprova ma noi prima di tutto dobbiamo correggere quel termine scommessa spesso utilizzato perché in realtà non rende merito al progetto da lui stesso annunciato.

Scommessa vuol dire affidarsi esclusivamente al proprio intuito, un po’ come puntare un numero qualunque sulla roulette e affidarsi poi alla fortuna, mentre invece il progetto di cui parliamo non è frutto della temerarietà di uno sprovveduto, quanto piuttosto scaturito da un’attenta analisi del mercato, da un piano di sviluppo realizzato da una squadra di professionisti e anche, perché no, dal fiuto e dal coraggio che contraddistinguono ogni buon imprenditore.

«Nonostante la pandemia, il mondo del lusso non si è mai fermato», ha dichiarato Antonio Sergio Filograna, «e allora abbiamo riconsiderato un precedente progetto di sviluppo che stava per essere definitivamente abbandonato».

Nello specifico si tratta della costituzione di un polo di produzione che prenderà il nome di “Antonio Filograna” (in memoria dello zio e padre adottivo che ha creato un impero economico partendo dal nulla) e che sarà completamente distinto dalla Leo Shoes, con un management indipendente ed un destino tutto proprio.

Il piano di sviluppo è triennale e si concretizzerà in uno stabilimento il cui capannone (che un tempo ospitava la “Filanto Boys”) già sorge a pochi metri dalla Leo Shoes stessa. Nei suoi 6mila metri quadri, sarà organizzato in tre diversi lotti con il primo riservato alla produzione di calzature, il secondo (la vera novità per il nostro territorio) alla produzione di articoli di pelletteria ed il terzo invece sarà una vera e propria scuola di formazione: un Academy per il settore.

«L’attività relativa alla produzione di pelletteria partirà in realtà in un secondo momento», evidenzia l’imprenditore casaranese, «perché è una materia nuova per il nostro territorio e non ci sono  ancora le figure specializzate per la produzione a livello industriale. Nel solo calzaturificio puntiamo ad impiegare da subito 80 addetti che gradualmente aumenteranno sino a 190 e sono già partiti i tirocini per circa 50 risorse. È una sfida stimolante», conclude Antonio Sergio Filograna, «perché, al di là del progetto industriale, noi vogliamo formare la futura forza lavoro di questa terra».

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