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Attualità

Le decisioni del Cts e le anticipazioni sul Dpcm

Quarantena accorciata e uscita “breve” dall’isolamento per gli asintomatici. Poi le novità delle limitazioni: dai luoghi privati agli studi, dallo sport a matrimoni e funerali

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La riunione del Comitato tecnico-scientifico tenutasi oggi, in via emergenziale, dà il via libera alla quarantena accorciata da 14 a 10 giorni, come già succede in Germania. E per uscire dall’isolamento basterà un solo test negativo.





È stato anche stabilito che dopo 21 giorni un asintomatico è “libero” anche se ancora positivo.





Intanto trapelano informazioni dagli ambienti di governo su quelle che saranno le direttive imposte dal nuovo Dpcm, che potrebbe essere ufficializzato già domani.





Ne riportiamo alcune, sottolineando come ancora si tratti solo di indiscrezioni in attesa di conferma e pubblicazione ufficiale.





Verso le nuove “misure urgenti”




Secondo indiscrezioni, le nuove misure urgenti di contenimento del contagio contenute dal prossimo Dpcm prevederanno (oltre al già imposto obbligo della mascherina anche in luoghi aperti) che nei luoghi privati (che siano essi abitazioni o sedi associative) sia consentito l’accesso a massimo 10 persone diverse dal nucleo familiare così per come iscritto in anagrafe.





È attesa poi la sospensione delle attività sportive che comportino contatto fisico, fatta eccezione per quelle che prevedano la contemporanea presenza di non più di 6 soggetti nel campo da gioco.





Gli studi professionali dovranno consentire la presenza di non più di una persona per ogni stanza, incentivando il ricorso allo smart working. Il ricevimento della clientela dovrà avvenire o con modalità telematiche o attraverso una barriera che non consenta il contatto.





Sempre secondo indiscrezioni, vi saranno novità anche per i matrimoni (massimo 10 persone oltre agli interessati e chi lo officerà) e funerali (non più di 15 presenti).


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Rete idrica per le frazioni di Galatina: “In arrivo nuovo tronco”

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“Il tronco di rete idrica in amianto che collega Galatina alle frazioni di Collemeto e Santa Barbara non sarà più fonte di disagio per i nostri concittadini”. Lo afferma l’amministrazione di Galatina, guidata dal sindaco Amante, che avrebbe risolto un problema spinoso che si portava avanti da decenni.
“Su richiesta dell’amministrazione comunale, e dopo aver sentito il parere di Acquedotto, l’Autorità Idrica Pugliese ha comunicato che avverrà la sostituzione del tronco che collega Galatina alle frazioni“, si legge nel comunicato.





“Lavoriamo con attenzione alle periferie”




“Le problematiche che i cittadini mi hanno rappresentato – ha dichiarato Loredana Tundo, assessore ai Lavori Pubblici – fin dal nostro insediamento hanno trovato la giusta attenzione, dal momento che abbiamo deciso di dare soluzione al problema oramai divenuto decennale. Già da tempo erano state avviate le interlocuzioni con AQP, i quali hanno convenuto sulla necessita di sostituire il tronco che per tanti anni ha lasciato a secco i rubinetti dei nostri concittadini per le continue rotture. La richiesta che abbiamo inoltrato è stata articolata in modo che se non fosse stato possibile sostituirlo interamente da subito, di progettare un intervento per lotti funzionali, dando priorità al tronco tra Collemeto e Santa Barbara. La risposta positiva che oggi abbiamo ricevuto è per noi soddisfacente e ci fa ben sperare per la sostituzione dell’intera condotta. Al momento è partita la progettazione per la realizzazione del tratto che congiunge Collemeto con Santa Barbara. Questo, unitamente ai finanziamenti ricevuti per la costruzione dei nuovi tronchi di acqua e fognatura, è frutto di un lavoro attento nei confronti delle periferie e delle frazioni di Galatina”.


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I dati Covid dell’Asl di Lecce: 4 paesi sopra i 50 contagi. In 5 Covid-free

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L’aggiornamento settimanale della Asl di Lecce sul Covid in provincia: sono 1482 gli attualmente positivi. Un calo di 107 casi rispetto alla scorsa settimana.





I Comuni con più di 50 casi sono Cavallino, Galatina, Galatone e Lecce. Segue dettaglio nelle tabelle.





Minervino, Ortelle, Santa Cesarea, Tiggiano e San Cassiano i centri fermi a 0 casi in atto.





I vaccini somministrati in tutta la provincia sono 31mila e 204. Quasi 9mila in più rispetto alla settimana scorsa.













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Carenza nell’organico anti-Covid di Galatina: “Situazione insostenibile”

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Personale sotto stress nel reparto anti-Covid di Galatina. Lo sostiene la Camera del Lavoro territoriale della Cgil di Lecce con un comunicato in cui si legge che “l’Unità operativa complessa (Uoc) di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Caterina Novella è in difficoltà per le gravi carenze della pianta organica. Oggi la Fp-Cgil Lecce ha di nuovo scritto alla Asl ed al prefetto di Lecce, chiedendo assunzioni e stabilizzazione e per contrastare scelte contro intuitive, specie in questo momento storico. La richiesta è chiara – si legge ancora nel comunicato – : potenziare la pianta organica per garantire una turnazione adeguata agli standard. Servono medici ma non solo: sostituire 5 infermieri (2 assegnati ad altro reparto, 2 in malattia prolungata e 1 in pensione); assumere altri 5 infermieri (1 per turno); assumere altri 3 Oss; stabilizzare i 5 Oss il cui contratto scade il 19 marzo. A conti fatti, escludendo il fabbisogno di medici, mancano all’appello: 13 unità da assumere e 5 da stabilizzare.
Nel Padiglione “De Maria” del nosocomio galatinese, dove è dislocata l’Uoc, si contano appena 5 medici, 32 infermieri turnisti (di cui 8 godono dei benefici della Legge 104), 1 unità di personale ausiliario, 11 Operatori socio-sanitari (di cui 5 in scadenza di contratto al prossimo 19 marzo, data entro cui sono “costretti” a godere di ferie maturate e riposi compensativi). Ciò significa che operano su ogni turno un solo medico, 4/5 infermieri ed 1 o 2 Oss per 25 pazienti”. “





“Situazione insostenibile”




“È una situazione insostenibile”, spiega il segretario provinciale della Fp Cgil Lecce, Floriano Polimeno, “anche perché oltre un terzo dei pazienti ricoverati ha necessità di assistenza continua a causa di grave insufficienza respiratoria. Ogni infermiere deve operare sulle due ali del reparto, gestire le corsie, curare il trasporto di materiale e di degenti e badare contemporaneamente a 6 pazienti ciascuno, pazienti che possono essere considerati da terapia sub intensiva per le sintomatologie respiratorie. Situazione ancor più complicata se poi la Asl tarda a sostituire le 5 unità infermieristiche assenti da tempo (2 assegnate ad altro reparto, 2 in malattia prolungata e 1 pensionamento) o, peggio ancora, revoca il 22 febbraio (oggi) l’assegnazione temporanea di alcuni Oss alla Uoc decisi solo venerdì 19 febbraio”.

Non è la prima volta che la Fp Cgil denuncia questa situazione. Il 5 gennaio scorso, dopo due mesi di solleciti alla Asl, ha scritto anche al prefetto, Maria Rosa Trio, denunciando oltre alla carenza del personale anche l’assenza di una squadra deputata alla sanificazione degli ambienti. Dopo l’intervento del prefetto sono comparse le squadre di sanificazione, ma non medici e personale sanitario. “Il sacrificio di questi lavoratori – mandati allo sbaraglio con turni massacranti in spregio ad ogni norma di legge, specie in caso di assistenza di pazienti affetti da Covid-19 -“, continuano dalla Cgil,”consente alla Asl di fregiarsi della gestione della pandemia. In realtà, senza il potenziamento dell’organico sono a rischio degenti e lavoratori: la Fp Cgil Lecce tutelerà in tutte le sedi il personale per i danni che potranno derivare dal perdurare di tale situazione”.


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