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Specchia

Universiadi: Francesca, una specchiese in finale

Francesca Lanciano prova il salto (triplo) verso la vittoria: sfiderà 10 atlete internazionali e una connazionale

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E’ giorno della finale alle Universiadi di Napoli per l’atleta saltatrice di Specchia, Francesca Lanciano.
Dopo aver centrato l’obiettivo finale qualificandosi con la decima misura assoluta con 13,24 metri (+1,8 il vento) al primo tentativo, sfiderà le altre 11 atlete in lizza: le ucraine Korsun e Krasutska, la portoghese Tavares Da Veiga, l’altra azzurra Vittoria Cestonaro, la kazaka Ovchinnikova, la cinese Li, la slovena Filipic, la thailandese Chuaimaroeng, la portoghese Oliveira, la turca Tilki e la sudafricana Chabangu.
Appuntamento fissato per questo pomeriggio alle 18,25.

Attualità

Dimissioni a Specchia: polemica senza fine

Il vice sindaco dimissionario racconta i due episodi che hanno portato alla rottura definitiva e poi ribadisce alla sindaca Martinucci: ““Ho deciso di lasciare quando ho percepito che lei non aveva fiducia nei miei confronti, e soprattutto, per la sua incapacità, o mancata volontà, di ascoltare i miei disagi che le ho più volte rappresentato”

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Dopo le dimissioni e le conseguenti esternazioni degli “ex” assessore Luca Rizzo e vice sindaco Roberto Musio e la replica della sindaca Alessandra Martinucci la “serie” si arricchisce di una nuova puntata.

Attore protagonista Roberto Musio che non ha mandato giù alcune dichiarazioni della prima cittadina.

Vorrei evidenziare”, scrive rivolgendosi direttamente a Martinucci, “che lo scorso 11 maggio, ho rassegnato le mie dimissioni, da assessore e vicesindaco, con una lettera personale a mia firma esclusiva, adducendo motivazioni ben precise, che lei conosce molto bene, e che solo ed esclusivamente per le stesse intendo rispondere.  Per tale ragione la invito, insieme a tutti i cittadini, a rileggerla attentamente per verificare se la risposta data, in maniera alquanto promiscua, nel suo manifesto, possa rappresentare adeguato riscontro”.

La prego, inoltre”, insiste Musio, “di approfondire in quale parte, tale contenuto, risulti così censurabile al punto da avere leso la sua immagine e quella dell’intero paese fino a considerare l’ipotesi di interessare “Autorità competenti”. Oltre  ad  avere  indirizzato  questo  suo  messaggio  a  persona  che  non  l’aveva  offesa,  ha  contestualmente omesso di fare ricorso alla memoria circa il mio personale atteggiamento in questi undici mesi, periodo in cui ritengo di aver riservato, nei suoi riguardi, un esclusivo grande senso di dedizione. In tutte le occasioni in cui l’ho dovuta sostituire, ho sempre parlato di lei, puntualmente, come se fosse lei stessa a presenziare. Ritengo di averla sempre sostenuta, sia per le parole di elogio che ho sempre riservato alla sua persona, e per ogni volta che  i  cittadini  reclamavano  una  sua  maggiore  presenza  soprattutto  nei  maggiori  luoghi  di aggregazione, gli stessi in cui l’avevano sostenuta in campagna elettorale. Possono essere solo quelle le occasioni, per quanto mi riguarda, per le quali lei potrebbe interessare “Autorità competenti” che secondo me non possono che essere gli unici e veri testimoni: i Cittadini di Specchia”.

Poi Musio di aver utilizzato il “mezzucci” riferendosi “a due circostanze in cui proprio la sua mancanza di chiarezza, ha permesso che si parlasse in maniera errata di due episodi ben precisi”.

Poi l’ex vice approfondisce a partire dalla prima circostanza: “Come lei ben sa, sono stato tacciato, anche da diversi nostri amici comuni, di essere stato io a tenerla lontana dai sostenitori del movimento FARE. Per mallevarmi da tale responsabilità, sarebbe bastato un suo chiarimento. Avrebbe dovuto, semplicemente, riferire la sua personale e libera posizione, esprimendo la sua dichiarata contrarietà ad un tesseramento al direttivo FARE per le motivazioni, che lascio a lei esprimere, quando le verrà nuovamente riproposta la richiesta. “Mezzucci”  signor  sindaco,  riconducibili  in  questo  caso,  sono  alcuni  messaggi  circolati  sul  gruppo  dei sostenitori, dove si imputava proprio al sottoscritto la colpa di averla influenzata, ammesso che un sindaco si possa  fare  influenzare,  a  stare  lontana  dal  movimento  FARE,  senza  che  lei  intervenisse  o  smentisse”.

Secondo Musio a questa mancanza di chiarezza, “se ne sono aggiunte altre di situazioni, per le quali, anche se avvenute a mia insaputa, avevo ormai assunto, il ruolo di “responsabile unico”: tutta colpa del vice sindaco!”.

Ed ecco il racconto dell’altro episodio che avrebbe avuto un ruolo determinante nella decisione di Musio di lasciare e che riguarda una cena svoltasi Taviano, che avrebbe visto come avventori la sindaca, l’ex assessore Rizzo e gli esponenti dei gruppi consiliari di minoranza, “ad insaputa di tutti gli altri consiglieri comunali di cui lei era il sindaco. Quella sì, poteva essere una occasione da “dimissioni” o azione per essere sfiduciata. È vero che poi avete dato dei chiarimenti, a noi altri consiglieri, cercando di spiegare le ragioni per cui non avete ritenuto di avvisare, ma resta comunque un fatto grave perché tutto ciò si sarebbe potuto, anzi dovuto fare alla luce del sole”.

Proprio in riferimento a quell’episodio per Musio “mezzucci sono  quelli  utilizzati  da  chi,  pur  consapevole  della  mia  estraneità,  continua  a riportarmi tra i commensali di quella cena che, chiunque sia stato ad organizzarla, sarà stato sicuramente uno sprovveduto! Il mio rapporto con i consiglieri della minoranza è stato sempre chiaro e trasparente”, chiarisce, “con loro ho intrattenuto, e continuo a farlo, una relazione basata su un rapporto di reciproco rispetto e di correttezza, soprattutto in relazione a quelle che sono le diverse posizioni. Chiunque volesse individuare quello che è stato il mio atteggiamento con le minoranze fino alle dimissioni, non si affanni a ricercarla in nessuna osteria di Taviano vada, piuttosto, a rileggersi i diversi atti delle delibere di Consiglio comunale e si legga i miei interventi. Il resto sono solo parole”.

L’ex vice sindaco torna poi sulle sue dimissioni: “Ho lasciato perché ho ritenuto che non ci siano più i presupposti per un sereno cammino comune e ne  ho  avuto  la  prova  e  la  conferma  in  questi  giorni,  in  cui  lei  ha  voluto  alimentare,  segnando  un  solco insormontabile, ulteriormente questo divario”.

Il riferimento e alla nota a firma di Martinucci sulle dimissioni sue e di Rizzo in cui “ha voluto mischiare e rispondere a differenti posizioni, utilizzando quasi una risposta standard che andasse bene per tutte le occasioni, senza cercare invece di entrare in tutti i passaggi della mia lettera dell’11 maggio per ricercare ragioni di confronto”.

Poi ribadisce con estrema chiarezza: “Ho deciso di lasciare quando ho percepito, anche da piccole cose, che lei fondamentalmente non aveva fiducia nei miei confronti, e soprattutto, per la sua incapacità, o mancata volontà, di ascoltare i miei disagi che le ho più volte rappresentato”.

Riguardo alla carica di consigliere comunale, “è il frutto delle preferenze dei miei elettori quelli che hanno contribuito in maniera importante a farla diventare sindaco perché è, ragionevolmente, desumibile che lei sia diventata sindaco anche grazie a me e molto più difficilmente che io sia diventato consigliere comunale, grazie a lei. Perché vuole farmi dimettere per una carica che mi ha dato il popolo? Non posso credere, e non voglio credere, che lei supponga che un sindaco abbia questi poteri. Perciò, è importante che  lei rilegga  attentamente  il contenuto della  mia lettera  di  dimissioni dalle  cariche, perché forse le sarà sfuggito qualche passaggio tra i quali : “sosterrò senza riserve ogni azione che riterrò utile per i miei cittadini”; non faccia confusione. Praticamente”, la stoccata, “lei dovrà semplicemente promuovere azioni utili per i cittadini, sindaco, e io le sosterrò senza riserve”.

Infine Roberto Musio confessa che “oggi sono più sereno e ricevo solo messaggi di solidarietà e fiducia da parte di tanti amici. A loro, che me lo stanno chiedendo, ho promesso di continuare a svolgere il ruolo che mi hanno conferito con serietà, come ritengo di avere sempre fatto. Mi spiace per tutti quei cittadini che hanno creduto in tutti noi e che evidentemente avranno occasione nei modi, nelle sedi e nei tempi giusti, di valutare serenamente il perché di questo progetto interrotto, anche se, comunque, la mia non era una elezione a vice sindaco o assessore ma a consigliere comunale, quindi”, conclude, “tradirei i miei elettori se, senza valido motivo, rinunciassi a tale carica”.

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Attualità

Specchia: la dura replica di Martinucci agli assessori dimissionari

“Hanno macchiato la mia persona, il mio ruolo da primo cittadino e l’intera comunità. Valutino l’opportunità di lasciare il loro posto in consiglio comunale a chi vuole impegnarsi per il paese”

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Dopo le dimissioni ravvicinate dell’assessore Gianluca Rizzo e del vice sindaco Roberto Musio accompagnate, soprattutto la prima, da sonore sbattute di porta arriva la replica della sindaca Alessandra Martinucci.

In questo momento particolare non avrei voluto dover dedicare del tempo per replicare a quanto contenuto nelle lettere di dimissioni degli ex assessori Musio e Rizzo”, ha premesso la prima cittadina, “questo è un momento storico per l’intero Paese, in cui le priorità per noi e per tutti sono ben altre! Un momento in cui ogni consigliere comunale dovrebbe utilizzare le proprie energie in altro!”.

Martinucci sostiene che “abbiamo saputo dimostrare che fare squadra è il nostro punto di forza e che insieme a tutta la comunità è possibile affrontare le difficoltà. Una comunità di cui sono fiera per il grande senso di responsabilità dimostrato”.

La sindaco poi precisa: “A meno di un anno dalla mia elezione, non immaginavo che, in un periodo così particolare, avrei dovuto difendermi da accuse tanto gravi, denigratorie, rivolte a me come persona e come sindaco, ruolo istituzionale che ricopro, con orgoglio e con dedizione, grazie alla fiducia che la comunità ha riposto in me”.

Riguardo ai presunti “condizionamenti esterni, gli assessori evocano innominabili e parlano di messaggi di indubbia qualificazione e di mezzucci, porta a porta o a mezzo social… Tutto ciò, però, senza dire quando e come sarebbero avvenuti questi presunti condizionamenti, senza fare riferimento a fatti concreti, senza muovere accuse specifiche e circostanziate che, come tali, porrebbero la sottoscritta nella condizione di smentirle prontamente, punto per punto. Nulla di tutto ciò!”.

Per Alessandra Martinucci “sono state mosse accuse volutamente generiche, che lasciano libero spazio all’immaginazione di chi le legge (e di chi le ascolta) e che, soprattutto, insinuano il sospetto che questa amministrazione non sia “libera” e non operi nel rispetto dei ruoli. Mi paragonano, addirittura, ad una “domatrice mancata”, andando a ledere totalmente la dignità umana, mia e di chi mi sta vicino, come se avessero a che fare con animali da circo. Sarebbe comportamento responsabile, da cittadini e, ancor di più, da consiglieri comunali, attribuire nome e volto a questi innominabili e portare esempi concreti a sostegno di queste gravissime quanto generiche affermazioni. Sarebbe responsabile e maturo anche procedere con una denuncia, nel caso tutto quanto scritto avesse veramente fondamenta”.

Perché allora non lo fanno?”, chiede provocatoriamente la sindaca? “Forse non è vero? O si tratta solo di subdola strategia per attribuire tali vesti a persone diverse a seconda dell’interlocutore che si ha di fronte?”.

Alessandra Martinucci

Le dichiarazioni che hanno accompagnato le dimissioni di Rizzo e Musio non sono proprio andate giù a Martinucci: “Per quanto mi riguarda le accuse mosse sono troppo infamanti: hanno macchiato la mia persona, il mio ruolo da primo cittadino e l’intera comunità. Sono persona libera! Da un anno a questa parte ho agito liberamente e senza alcun condizionamento e/o imposizione da parte di terze persone. Ci tengo a ribadire che non sono e non siamo i burattini di nessuno. Ed i consiglieri Rizzo e Musio possono essere solo testimoni di ciò. Siamo e restiamo liberi, non condizionati o condizionabili”.

Gli assessori dimissionari secondo la prima cittadina hanno “la responsabilità ed il dovere di chiarire quanto accaduto. Un gesto dovuto all’intera comunità di Specchia e soprattutto a chi in loro ha riposto fiducia e stima, ed in nome della verità”.

Poi l’invito, diretto, senza giri di parole: “Se l’obiettivo, come dimostrato, è solo contrastare il lavoro della amministrazione, invito loro a riflettere responsabilmente sulle dimissioni dal consiglio comunale per lasciare spazio a chi vuole portare valore aggiunto per il paese. La fiducia degli elettori è già stata lesa. Distruggere qualcosa non è mai la soluzione giusta”.

La sindaca si rivolge poi ai suoi concittadini: “Prendendo atto delle dimissioni, assicuro che continueremo a lavorare nel migliore dei modi per portare avanti il progetto che i cittadini hanno scelto”.

Infine Alessandra Martinucci lascia aperta anche la porta degli strascichi giudiziari: “Per tutelare il buon nome e l’immagine di Specchia, prima ancora che della sottoscritta, valuteremo anche la possibilità di esperire le più opportune azioni legali innanzi alle Autorità Giudiziarie competenti”.

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Attualità

Specchia: si dimette anche il vice sindaco

Dopo l’assessore Gianluca Rizzo anche Roberto Musio: “Non ci sono i presupposti per continuare un percorso comune per attuare serenamente e liberamente il programma amministrativo, anche a causa di mezzucci, porta a porta o su gruppi social, che qualcuno sta attuando e che considero inaccettabili”

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Dopo le rumorose dimissioni dell’assessore Gianluca Rizzo, l’amministrazione guidata dal sindaco Alessandra Martinucci continua a perdere pezzi.

Questa volta a rimettere il mandato è il vice della Martinucci, Roberto Musio.

Confermo la mia volontà già anticipata il 21 aprile scorso di rimettere la carica di vice sindaco, le deleghe ad assessore comunale e contestualmente di voler uscire dal gruppo consiliare di maggioranza”.

Questo l’incipit di una lettera inviata al sindaco, alla capogrupppo della maggioranza Manuela Sanapo e a tutti i consiglieri di maggioranza, dall’ormai ex vice sindaco.

Da quella data”, prosegue Musio, “ho poi sperato in una ricomposizione che passasse da un serio confronto e chiarimento tra tutti noi e con la partecipazione dei sostenitori di cui, una parte, aveva chiesto proprio un incontro per tentare di unificare la squadra che aveva sostenuto alle scorse elezioni. In tale circostanza si sarebbero disposte con reciproca franchezza le criticità che hanno interessato gli 11 mesi di vita amministrativa verificando definitivamente la possibilità di superarle.

Purtroppo”, affonda Musio, “tale incontro richiesto, non si è voluto, evidentemente, farlo. Nell’ultima riunione con tutti voi, ho preso atto che ormai le nostre posizioni sono molto più distanti, anche con lo stesso sindaco. In questo periodo di riflessione, ho constatato che ormai non esistono i presupposti per continuare un percorso comune per attuare serenamente e liberamente il programma amministrativo, anche a causa di mezzucci, porta a porta o su gruppi social, che qualcuno sta attuando e che considero inaccettabili”.

Evidentemente”, chiude il cerchio Musio, “si ignorano, o non si ricordano, situazioni che hanno caratterizzato la vita politica della nostra comunità con azioni denigratorie nei confronti di persone politicamente scomode, anche se poco tempo prima erano state tirate per la giacca per essere candidate a svolgere con onestà, libertà e senza condizionamenti il ruolo istituzionale”.

Per l’ex vice sindaco “è giusto che l’amministrazione vada avanti per rendere il paese di servizi che merita secondo criteri e metodi che si riterranno opportuni e si operino conseguenti innesti necessari per ricomporre l’organo esecutivo (…). Continuerò conservare il ruolo di consigliere comunale conferitomi dei miei lettori lo scorso 27 maggio. Resterò al servizio di ogni cittadino, con una veste diversa ma che nessuno creda meno efficace. Sosterrò senza riserve ogni atto deliberatorio che riterrò utile e positivo per la nostra comunità”.

Roberto Musio chiude la usa lettera “ringraziando ognuno, a partire dal sindaco, per gli importanti comuni momenti di collaborazione trattenuti per tutti quegli atti e quelle azioni, molti o pochi che siano stati, attuati nel pieno rispetto della legge”.

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