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Tricase

L’ex Adelchi alla Olc di Specchia per 400mila euro

Base d’asta 11 milioni. Bramato dell’azienda di Costruzioni Metalmeccaniche e Carpenteria Metallica ha versato la cauzione e dovrà pagare il resto entro 90 giorni per concludere la transazione

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Il complesso che una volta ospitava la Nuova Adelchi Spa è stato acquistato all’asta, alla modica cifra di 400mila euro dalla O.L.C. srl, Costruzioni Metalmeccaniche e Carpenteria Metallica azienda di Specchia facente capo ad Oronzo Bramato.


L’immobile sin dal fallimento, dichiarato dal tribunale di Lecce nel 2014, è rimasto inutilizzato, una cattedrale nel (semi)deserto della zona industriale di Tricase. Sicuramente molto meno movimentata da quando, erano i tempi d’oro, circa duemila persone ogni giorno si recavano in fabbrica a lavorare per il noto calzaturificio.

Bramato ha sicuramente fatto un affare perché rispetto alla base d’asta di 11 milioni di euro ha acquistato con il 96% di sconto!


L’imprenditore di Specchia ha già versato la cauzione e dovrà versare la residua somma entro 90 giorni per definire l’acquisto.


La O.L.C., Costruzioni Metalmeccaniche e Carpenteria Metallica, nasce nel 1969 come impresa artigiana specializzata nella produzione di calibri fissi di controllo.

Successivamente, attraverso un accurato programma di investimenti, l’azienda abbandona la dimensione artigianale per darsi un assetto societario più consono alle sue caratteristiche ed a quelle della sua clientela.


Oggi, proprietaria di un insediamento industriale di 30.000 mq. dei quali 7.500 mq. coperti, dotata dei più moderni impianti di lavorazione e con oltre 102 collaboratori altamente specializzati alle sue dipendenze, la O.L.C. si pone di diritto fra le aziende leader del settore.


“O.L.C., una realtà calibrata sulle esigenze del mercato”, si legge sul sito internet dell’azienda e, se oggi ha deciso di fare questo investimento, sicuramente avrà i suoi buoi motivi. Nella speranza che le sue fortune possano anche essere quelle dell’intero territorio.


Giuseppe Cerfeda


Cronaca

Poliziotto morto in incidente: disposta consulenza per ricostruzione dinamica

Indagato 29enne di Tricase che finì contro l’auto del poliziotto

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Disposta una consulenza tecnica per stabilire cause e dinamica dell’incidente stradale che lo scorso 21 giugno ha tolto la vita al poliziotto Tommaso Verdoscia.

L’assistente capo coordinatore, in servizio alla Prefettura di Lecce, da Sternatia, luogo dove abitava, si stava dirigendo in auto al lavoro, per il turno (da mezzanotte alle 7 del mattino).

Avrebbe perso il controllo della sua Fiat Punto, che si è ribaltata e si è scontrata con una Volkswagen Golf. Luogo della tragedia la strada statale Lecce-Maglie all’altezza dello svincolo per Cavallino.

Nella giornata di ieri il pm Stefania Mininni ha conferito l’incarico all’ingegnere Lelly Napoli per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Ipotesi omicidio stradale

Iscritto, come atto dovuto, nel registro degli indagati un 29enne di Tricase con l’accusa di omicidio stradale. Era alla guida dell’auto che finì su quella di Verdoscia. I suoi difensori hanno nominato un consulente di parte. Allo stesso modo ne hanno nominato uno i familiari (moglie, madre e fratello) del 49enne poliziotto.

Il lavoro che seguirà nella prossime ore, con la ricostruzione della dinamica, dovrà anche stabilire eventuali responsabilità dell’indagato. Dalla perizia si cercherà di capire se l’uomo ha rispettato le distanze di sicurezza imposte dal codice della strada, se ha tentato manovre di emergenza per scongiurare l’impatto e se stava utilizzando il telefono cellulare in quel momento.

I difensori dell’indagato hanno nominato un consulente di parte. Lo stesso hanno fatto i familiari della vittima.

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Sport

Il futuro del Tricase Calcio: i tifosi chiedono chiarezza

I Rum Boys: «Vogliamo un progetto serio, duraturo e solido, altrimenti siamo disposti anche a rimanere senza calcio. Attendiamo fiduciosi risposte concrete e non chiacchiere da bar…»

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Lontani dallo stereotipo dei tifosi che vanno in curva solo per sfogare beceri istinti o peggio consumare un pomeriggio… alcolico o stupefacente, i Rum Boys, gruppo organizzato della tifoseria tricasina, anche nel recente periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria che tante altre emergenze si è portato dietro, hanno fatto vedere il loro attaccamento alla città, mettendosi a disposizione per tante iniziative di volontariato e sostegno a chi in quel triste periodo ne aveva bisogno.

La squadra di calcio resta però sempre al centro dei loro pensieri e lo fanno notare con garbo a chi oggi dovrebbe prenderne le redini e assicurarle un futuro degno della storia e della tradizione della maglia rossoblu.

«In questo periodo le vicissitudini della vita ci hanno visti in prima linea nella nostra città per motivi diversi dal nostro Tricase calcio», scrivono in una nota i Rum Boys, «speriamo naturalmente in una evoluzione quanto più serena possibile per tutto e per tutti. Ritorniamo, però, ora a parlare di calcio in questo silenzio assordante. come accade ogni estate da molti anni a questa parte, torniamo a porci sempre la stessa domanda: quale sarà il futuro della nostra gloriosa maglia?».

Il 30 giugno si è conclusa ufficialmente la stagione 2019 – 2020, ed i Rum Boys,  «già da ora», pretendono «chiarezza e garanzie da parte di chi ha in mano la gestione della nostra squadra».

La tifoseria organizzata chiede «quanto prima di conoscere le reali intenzioni riguardante il futuro prossimo, ribadendo ancora una volta che ci siamo stancati del modo di fare ed agire che ha caratterizzato l’ultimo decennio».

«Vogliamo un progetto serio, duraturo e solido», avvertono i Rum Boys, «altrimenti siamo disposti anche a rimanere senza calcio, consapevoli che ciò significherebbe ingoiare un boccone amarissimo per chi come noi vive per questi colori». «Attendiamo fiduciosi», concludono, «risposte concrete e non chiacchiere da bar…».

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Cronaca

Uccise gatto sbattendolo contro un muro: sarà giudicato con rito abbreviato

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Andrà a giudizio con rito abbreviato l’uomo di Tricase accusato di aver ucciso un gatto sbattendolo contro una parete.

La vicenda risale al 3 novembre 2018.

L’uomo, 76enne, G. M. le sue iniziali, fu denunciato dalla donna che accudiva il micetto.

Lei stessa, una 57enne di Tricase, dopo aver denunciato l’accaduto si è costituita parte civile.

La donna, assieme al gatto ucciso, ne custodiva degli altri.

Secondo il suo racconto, il 76enne avrebbe prelevato la sua preda direttamente dal giardino della stessa donna, a Tricase Porto, per poi portarla in un immobile disabitato e sbatterla ripetutamente contro un muro. Sino a provocarne la morte.

L’udienza

Oggi, davanti al giudice monocratico, l’udienza nella quale è stata accolta la richiesta di rito abbreviato ed è stata fissata la prossima udienza al febbraio prossimo.

L’uomo risponde del reato di uccisione di animali.

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