Connect with us

Tricase

Tricase, Asl: il Sindaco replica all’opposizione

Pubblicato

il

Intervento del primo cittadino Antonio Musarò “con riferimento alla polemica del tutto pretestuosa ed inutile da parte dell’opposizione sulla vicenda Asl veterinaria”. Scrive Musarò nella sua nota: “Vorrei precisare quanto segue, ribadendo, se ancora ce ne fosse bisogno, che appare del tutto evidente il tentativo di soffiare sul fuoco da parte di una opposizione probabilmente a corto di argomenti e alla ricerca disperata di un accreditamento, che non viene, agli occhi dei cittadini di Tricase.


Come Sindaco, mi sono da subito mosso per cercare di risolvere la spinosa situazione che si è venuta a creare. Vi era, da tempi non sospetti, un accordo con la Asl di sistemare la sede di Veterinaria negli uffici di Depressa debitamente risistemati perché quella ci sembrava la sede deputata per questo servizio. Aggiungo che, da quando mi sono insediato, non ho mai apprezzato l’ubicazione degli uffici dell’Asl, perché scomodissimi da raggiungere per tanti cittadini che da tutto il Capo di Leuca si riversano a Tricase, ed ho preso subito l’impegno di trasferirli in altra sede più idonea ed agevole. Ad un certo punto, però, inspiegabilmente, vi è stata una accelerazione da parte dell’Asl, che aveva deciso di accorciare i tempi e trasferire gli uffici a Specchia e, se questo non è successo, è solo ed elusivamente per un mio pronto intervento.


Infatti, mi sono attivato subito con i vertici dell’Asl di Lecce, Guido Scoditti e Franco Sanapo, e sono riuscito a scongiurare il trasferimento a Specchia, cosa che, sono costretto a dire, con le precedenti Amministrazioni sarebbe certamente accaduta. Sono riuscito a fare accettare all’Asl la temporanea sistemazione di Veterinaria presso l’ex Tribunale, dove l’Asl si era già accasata per aver eseguito proprio in quei giorni le vaccinazioni, in attesa che si possa arrivare presto alla Cittadella della Salute. A questo proposito, ribadisco la mia ferma volontà di realizzare questo Centro e la mia squadra di governo ce la sta mettendo tutta per arrivare a questo traguardo così importante per tutto il Capo di Leuca.

Questi sono i fatti. Le chiacchiere stanno a zero. Con il mio personale intervento, siamo riusciti a mantenere questo servizio a Tricase e allo stesso modo riusciremo anche a realizzare quello che l’opposizione, se stesse al governo, non riuscirebbe mai a fare. Continuare ad alimentare le polemiche, davvero, non giova a Tricase”.


Cronaca

Fiamme domate da Canadair nella marina di Andrano

Ennesimo incendio nei pressi della Torre del Sasso sulla litoranea tra Tricase Porto a marina di Andrano

Pubblicato

il

Caldo torrido ed ennesimo incendio con le fiamme che distruggono gli ulivi (quelli che restano) e la macchia mediterranea.La zona interessata è ancora una volta in pieno Parco Otranto – Bosco di Tricase – Santa Maria di Leuca.Siamo sulla litoranea tra Tricase Porto e marina di Andrano, nei pressi della Torre del Sasso.La stessa zona già altre due volte da inizio estate è stata interessata da vasti incendi.

Ancora una volta la mano di qualche incosciente sta provocando devastazione e desertificazione del territorio oltre che mettere a repentaglio (come si può notare dal video in basso) anche abitazioni e incolumità dei residenti in zona.

Vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase lavoro da ormai alcune ore per arginare le fiamme. Poi, l’arrivo di un Canadair e l’interdizione al traffico del tratto di litoranea interessato.

.CLICCA QUI PER GUARDARE VIDEO

Continua a Leggere

Appuntamenti

Sapori d’Estate a Tricase

Serata di festa in piazza Cappuccini promossa dal Comitato Feste Sant’Antonio. Il suono del Salento con il concerto de Lu Rusciu Nosciu, divertimenti per bambini ed altre sorprese

Pubblicato

il

Il comitato festa “S. Antonio da Padova” Tricase, in collaborazione con Cantiere di Dio e con il Patrocinio del Comune di Tricase organizza Sapori d’Estate e festa di Conclusione del Grest.

Dopo i solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio, dello scorso giugno”, spiegano gli organizzatori, “la nostra comunità e l’intera città di Tricase si ritrovano insieme per condividere un altro momento di festa alquanto significativo”.

Domenica 7 agosto, a partire dalle 20:30, piazza Cappuccini ancora una volta si vestirà a festa; la serata vedrà protagonisti principali Lu Rusciu Nosciu, gruppo di pizzica tradizionale salentina.

I più piccini saranno coinvolti direttamente dallTRIBÙdeiSEMPREALLEGRI, giocolieri acrobatici, trampolieri, equilibristi, fuocolieri dal Salento.

Promotore dell’evento il Comitato Festa “Sant’Antonio da Padova” con in prima fila il presidente Antonio Ficocellidon Pierluigi Nicolardi, parroco della comunità.

L’appuntamento dunque è per domenica prossima alle 20,30 in Piazza Cappuccini.

Carmine De Marco

Continua a Leggere

Attualità

Hervé Cavallera, le prossime elezioni e l’inesistente formazione politica

La speranza è in una ripresa della partecipazione politica e di scelte responsabili che tengano presenti effettive capacità operative. Ma è solo una sentita speranza…

Pubblicato

il

Le dimissioni personali di Draghi e il conseguente richiamo al voto per il 25 settembre prossimo hanno scatenato una serie di problemi, a prescindere dalle ragioni della crisi del governo e di qualunque considerazione sul medesimo.

In primo luogo i tempi brevi e il periodo della campagna elettorale. Tutto deve essere fatto durante la calura estiva e in una Penisola in cui è sempre insidiosa la presenza del covid-19 (per non dire del rischio di incorrere nel vaiolo delle scimmie). Ciò, si capisce, non è molto piacevole, ma quello che particolarmente colpisce è che i partiti si sono rivelati come sorpresi dall’evento con ripercussioni interne insospettabili per i più e con frenetiche ricerche di alleanze.

Così se da una parte le “diserzioni” e i conseguenti cambi di schieramento di noti ministri manifestano dei malanimi sotterranei e gestioni personalistiche, dall’altra si assiste alla volontà di un “abbracciamoci” meramente legato alla difesa nei confronti del comune nemico, abbraccio che vuol mettere da parte, al momento, delle divergenze radicali.

Il tutto, nel mondo dei social, accompagnato ad un confuso e prepotente fiume di parole che contrasta con la siccità dei veri corsi d’acqua. E di fronte ad un centrodestra che elettoralmente tende a presentarsi coeso, ecco allora il centrosinistra cercare di superare i tanti non secondari distinguo, mentre, sempre al momento, il contiano “Movimento 5 stelle” fa parte a sé.

Tutto ciò induce ad una serie di riflessioni. In primo luogo il fallimento del movimentismo rivoluzionario portato al potere dalle utopie di Beppe Grillo.

In secondo luogo la persistenza di numerosi contrasti che rendono molto difficile l’esistenza in Italia di un reale bipolarismo, il quale poi esiste nel contingente soltanto in funzione di alleanze per la vittoria.

In realtà, ed è questo l’aspetto che in questa sede sembra giusto sottolineare, un reale bipolarismo è storicamente sorto, in Gran Bretagna prima (fine del XVII secolo coi tories e whigs)  e negli Stati Uniti poi, in quanto si trattava di un contrasto di interessi all’interno dell’alta borghesia e della nobiltà (una parte più legata allo sfruttamento della proprietà terriera e l’altra più rivolta al libero commercio). Una contrapposizione politica, insomma, non permeata da visioni ideologiche, come successivamente è accaduto nel resto d’Europa, soprattutto in seguito al declino delle monarchie.

Ciò spiega come oggi in Italia si corra alla formazione di patti elettorali che spesso non scaturiscono da un idem sentire, ma dalla necessità di far fronte comune in nome di vicinanze per così dire post-ideologiche. In questo scenario, qui naturalmente solo tracciato a grandi linee, gioca poi un ruolo prepotente il personalismo, il fascino del leader, accentuato dal mondo della comunicazione di massa.

In tal modo, il cittadino non sempre politicamente addottrinato può scegliere tra Meloni, Salvini, Berlusconi, Letta, Renzi, Calenda, Di Maio, Conte e così via in funzione della capacità empatica di costoro, senza affatto curarsi di analizzare se presentano un articolato programma e cosa questo prevede (e se sono in grado di realizzarlo). Così letteralmente scopriamo che vi sono tanti partiti e partitini, e tanti aspiranti leader che certo rendono più confuse le menti.

E infine vi sono delle parole chiave che si accettano a priori e che vengono agitate come slogan. Si pensi alla cosiddetta Agenda Draghi che sembra essere invocata come un testo sacro e che è semplicemente un programma di lavoro su temi – certamente molto importanti – come il completamento del Pnrr, la riforma del codice degli appalti e la questione energetica, temi che naturalmente qualunque governo post-draghiano dovrà affrontare.

A tutto questo si deve aggiungere (ed è un problema che non riguarda solo l’Italia, ma le nazioni democratiche in generale) l’inesistente formazione politica (non partitica) del cittadino, il quale vota semplicemente in quanto ha raggiunto la maggiore età.

Come se per valutare una concezione della vita, quale dovrebbe essere quella espressa da un partito politico, basti semplicemente essere maggiorenne. Di qui, come si può agevolmente vedere, la presenza su diversi periodici di presunti opinionisti che discettano su tutto, come se il loro punto di vista fosse suffragato da qualche certezza scientifica.

Negli anni si è spesso parlato in Italia, per quanto riguarda la scuola, dell’insegnamento dell’educazione civica, ma tale insegnamento non ha mai avuto un grande successo, anche perché è stata inteso come mera illustrazione del dettato costituzionale.

Insomma, ci si trova di fronte ad un quadro abbastanza frastagliato, amplificato sino allo spasimo dai media, come si tratti di uno spettacolo e non invece di un momento importante della nostra vita civile in quanto si ha più che mai bisogno, in libere elezioni, di una scelta oculata di programmi e persone capaci di realizzarli.

Ciò non è stato mai facile, lo si sa già, ma non si deve deflettere e favorire l’astensionismo dilagante che sta diventando prevalente in tutto il mondo occidentale. Non si va più a votare – si potrebbe dire – perché non ci si fida abbastanza dei politici e si giudica il voto un inutile rito, ma non votando si conferma proprio lo scollamento tra la classe politica, che pur rimane e gestisce la res publica, e i cittadini con il conseguente danno della società tutta.

La speranza è che le future elezioni segnino una ripresa della partecipazione politica e di scelte responsabili che tengano presenti effettive capacità operative. Ma è solo una sentita speranza. Nel futuro occorre non solo un impegno per affrontare i numerosi problemi concreti del presente, ma anche pensare alla formazione di una più oculata e partecipata vita politica.
Hervé Cavallera

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus