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Tricase

Vertenza Adelchi: “Ancora parole!”

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Lo ha dichiarato uno degli operai che protestano, Rocco Panico, al termine dell’incontro di ieri al tavolo della Regione Puglia a Bari. “Alle parole si sono aggiunte altre parole”, ha dichiarato Panico, “ma di concreto ancora nulla!”. Una “situazione che rimane molto difficile e delicata” ha commentato Salvatore Giannetto, segretario provinciale della Uil. Confermata, comunque, l’intenzione di attivare una manovia (dunque con il ritorno al lavoro di 40-50 operai) entro il 30 novembre. Più ottimista, invece, la vice presidente regionale Loredana Capone: “Passo importante”.

Domani, intanto, la vertenza si sposterà a Roma, al Ministero dell’Economia, per cominciare a discutere dell’accordo di programma, previa presentazione di progetti da parte dell’Azienda (i cui dirigenti, a questo proposito, proseguiranno in questi giorni gli incontri con le istituzioni regionali). Poi, lunedì 26 ottobre, si tornerà in Provincia per definire con Adelchi i tempi e le turnazioni riguardanti il rientro dei lavoratori.

Ieri a Bari erano presenti, oltre ad Adelchi Sergio, alla Capone, a tutte le sigle sindacali ed a Confindustria, anche l’assessore regionale al Lavoro, Michele Losappio, l’assessore provinciale Ernesto Toma. Ricco di tensione il “faccia a faccia” tra i rappresentanti istituzionali e dell’azienda da una parte ed i lavoratori (che hanno raggiunto bari con due pullman) dall’altra.

Cronaca

Ecocentro di Tricase chiuso: la gente scarica i rifiuti in strada

Passaggio di consegne tra ditte gestrici ed ammodernamento. Poi la riapertura

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Un ammasso di rifiuti “parcheggiati” dinanzi all’ecocentro comunale: non uno scenario nuovo per Tricase, anche se non si ripeteva da tempo.

Nelle scorse ore ignoti han ben pensato di scaricare di tutto dinanzi al cancello, nella zona industriale tricasina, dopo aver capito che l’ecocentro è chiuso.

La chiusura è determinata dal fatto che l’incarico annuale alla ditta sin qui gestrice è scaduto e il commissario prefettizio, Guido Aprea, non avrebbe concesso il rinnovo. A pesare infatti sarebbe la difformità tra la ditta incaricata della gestione del centro di smaltimento e la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti a domicilio nell’abitato di Tricase.

Il nodo verrà sciolto in queste ore, proprio a favore di quest’ultima azienda che si occuperà quindi di entrambe le mansioni.

Nel frattempo all’interno dell’ecocentro sono in corso dei lavori di adeguamento dell’impianto.

Secondo indiscrezioni il punto di raccolta dovrebbe riaprire entro pochi giorni, comunque dopo Ferragosto. Nel frattempo, sarebbe il caso che noi cittadini non ci mettessimo del nostro trasformandolo in una discarica a cielo aperto.

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Cronaca

Una nuova bandiera per il monumento ai caduti di Tricase

L’Associazione Nazionale Carabinieri della Sezione di Tricase provvede a sostituire il vecchio tricolore malmesso in onore ai caduti in guerra

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Facebook spesso è luogo di discussione. Talvolta costruttiva. A Tricase, ad esempio, qualche giorno fa ha tenuto banco, in gruppi social che riuniscono utenti del posto, la questione bandiera per il monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale che si erge dinanzi all’ex consorzio Acait.

La bandiera che sventolava al fianco della statua era infatti strappata e sgualcita e non rendeva certo onore alla memoria degli stessi uomini che su quel luogo si intende ricordare.

L’Associazione Nazionale Carabinieri della Sezione di Tricase ha così deciso di intervenire per rimediare al problema. Ha provveduto ad ammainare il brandello della bandiera rimasta, sostituendola con la nuova bandiera che attualmente risventola sul pennone.

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Attualità

Tricase, Antonio De Donno si presenta

Antonio De Donno, candidato sindaco del centrosinistra

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Da dove nasce la decisione di candidarsi a Sindaco di Tricase?
«Ognuno di noi prova a pianificare la propria vita in base ad aspirazioni ed esigenze individuali e della propria famiglia, e quando il computo delle esperienze è costruito negli anni da centinaia di relazioni personali, istituzionali, lavorative grazie alle possibilità che la vita associativa e la passione politica mi hanno dato, allora il concetto di “Famiglia” si allarga per confluire in quello di Comunità, che altro non è che un tessuto vivo di sane relazioni e valori in cui l’azione dell’uno incide direttamente sulla vita dell’altro. Quando si arriva a questa consapevolezza e si è chiamati all’impegno in prima persona non ci si può tirare indietro».

Quali esperienze in particolare possono incidere sul suo impegno per Tricase? Come si può conciliare lavoro, vita privata e ruolo istituzionale?
«Questo è un aspetto importante della motivazione e della decisione, e traccia le caratteristiche che i tanti amici della comunità politica e della società civile hanno in me individuato.
Le Acli mi hanno dato grandi possibilità di formazione, il percorso associativo trentennale è stato scandito quasi quotidianamente da esperienze e momenti formativi gestionali, associativi e Politici. Attualmente sono: presidente regionale in carica, mandato che termino a settembre prossimo dopo 8 anni (siamo una delle pochissime realtà in cui le cariche si possono rivestire solo per 2 mandati nella vita, il che ha favorito un grande ricambio generazionale); ricopro la carica di Vice presidente nazionale Acliterra; sono nel CDA di Caf Acli Italia da 8 anni; amministratore delegato di Acli Service Salento, Lecce, Brindisi e Taranto; presidente di un organismo formativo accreditato. Poi gli impegni nelle mie passioni di sempre: il Sociale, la Politica, la pallavolo e la musica. Questo bagaglio culturale ed esperienziale mi fa sentire pronto ad affrontare la sfida più importante del mio impegno, riportare cioè Tricase ad essere la vela più grande di un Salento che deve meritatamente e definitivamente prendere il largo come terra di benessere sociale ed economico. Il termine del mio incarico a Bari mi permetterà di stare in Comune h 24 a disposizione di tutti con il massimo dell’impegno, manterrò gli incarichi nazionali utili al nostro comune obiettivo. Il sindaco che tirerà fuori Tricase dalle secche dovrà avere competenza, esperienza, reti e capacità relazionali, disponibilità, coraggio, visione chiara del futuro, tantissima pazienza e una grande squadra. Alla mia famiglia chiederò comprensione e aiuto. Con consapevolezza e responsabilità, mi sento pronto per questo grande compito».

 Come vede Tricase nel futuro?
«La nostra è una Città dalle grandi potenzialità. Ciò su cui la politica degli ultimi anni ha fallito è pensare di poter essere autoreferenziale ed autosufficiente. La politica è Visione e Servizio. Amministrare è solo lo strumento di questi due grandi capisaldi dell’azione proattiva a favore della Comunità. Tricase ha già molti degli ingredienti necessari alla rinascita, ma occorre trasformare le potenzialità in Sistema.

 La Cultura messa a Sistema salverà Tricase e la proietterà nel futuro?
«Abbiamo già grandi personalità con dimensioni strutturate di altissimo livello che si stanno donando alla propria città ed altre pronti a farlo, noi dobbiamo lavorare al loro fianco per elevare la qualità dei servizi e le caratteristiche funzionali del territorio ai migliori standars internazionali e non avremo nulla da invidiare alle mete turistiche più rinomate. Chi viaggia sa che la fortuna dei posti più ambiti non la fanno le grandi strade o la facilità di accesso, ma il livello dell’ospitalità intrisa di saperi e cultura diffusa.

Lei ha già individuato tre grandi punti nel suo programma…
«Immagino tre forti squadre di lavoro che si concentrino sui primi grandi focus, visti con gli occhi di chi arriva e si deve innamorare della nostra Città».

 Snoccioliamoli: Zona Industriale.
«Non è più tollerabile che il motore produttivo del paese versi in quelle condizioni. I nostri imprenditori sono degli eroi che lottano ancora per gli elementi base per impiantare un’azienda, a fronte della cui assenza pagano migliaia di euro per servizi inesistenti. Occorre invertire radicalmente la rotta, e per fare questo è la politica che deve farsene carico, non può farlo da sola un’Amministrazione. Ecco perché è sbagliato pensare all’autosufficienza o all’assenza della politica a Tricase, le reti e le relazioni servono per incidere nei tavoli dove avvengono le decisioni di cui ne subiamo amaramente le conseguenze».

 Tricase e frazioni
«Il termine tecnico è già asettico, e rende l’idea di ciò che non dovrà essere. Non dobbiamo più pensare a Depressa e Lucugnano come parti minori di una realtà più grande, ma dobbiamo esaltarne storia, cultura e tradizioni di quelli che sono, alla pari del centro, pezzi del Cuore pulsante e attivo del paese. Tricase Centro deve diventare il salotto culturale ed economico di tutto il Salento. Qui non ci sarà mai turismo di massa, per fortuna, e proprio per questo un’amministrazione con una visione deve intraprendere con il tessuto commerciale della città un lavoro formativo e culturale rivoluzionario, creando le condizioni affinché chi ha il coraggio di mettersi in gioco rischiando tutti i giorni il proprio domani non si senta mai solo dietro quella saracinesca che si chiude la sera, ma senta di far parte di un progetto condiviso che mira a far diventare Tricase meta ambita di grande ospitalità d’eccellenza e benessere psico-fisico».

Ed ecco perché il terzo Focus è strategico: Tricase Comunità costiera.
«Il lavoro fatto in questi anni da settori del privato sociale e del para-pubblico illuminato hanno dato alle nostre marine una potenzialità ieri inimmaginabile. Sentirsi Comunità costiera al centro del Mediterraneo vuol dire ragionare in termini di visibilità internazionale già in buona parte acquisita, per la quale l’amministrazione deve svolgere il ruolo di facilitatore delle buone prassi e dell’intrapresa pubblica e privata. Così come grandi nomi del jet set internazionale hanno scelto il Salento e Tricase dando grandi visibilità, così un amministrazione deve lavorare per attrarre investimenti privati che trasformino le nostre campagne verso il mare (e non solo) in un grande e meraviglioso giardino fiorito che lega l’urbano alle frazioni e al mare, con ad esempio i muretti a secco rifatti, senza immondizia, con le pajare ristrutturate e vissute, con piste e tratturi ben tenuti e fruibili. Dobbiamo far cadere quei dogmi che frenano gli investimenti, come il piano casa in zona agricola vincolata o la possibilità di costruire nelle stesse una piscina. Il turismo nazionale ed internazionale chiede questi standars, e culturalmente dobbiamo superare la vecchia e stantia cantilena che qualcuno vuole trasformare il verde in cemento, dando la possibilità a tutti i nostri ruderi di diventare abitabili, poter costruire un bagno e magari una piscina renderebbe il nostro territorio appetibile ai migliori investimenti privati. L’amministrazione dovrà adempiere al suo ruolo, controllare che i limiti concessi non vengano superati, ma non fungere da ostacolo allo sviluppo. Oggi c’è un Ente Parco inefficiente, ruderi dappertutto, incendi che devastano per carenza di misure preventive e privati che aspettano di poter investire i propri risparmi nel paese più grande e bello del Salento! Non mi sembra una situazione oltremodo tollerabile».

Vogliamo fare chiarezza sulla coalizione e le forze politiche che sostengono la sua candidatura?
«Il Partito Democratico e Senso Civico hanno dato la spinta iniziale alla mia candidatura, le associazioni, i movimenti  e i tanti cittadini gli stanno dando le gambe per correre. Stiamo lavorando alla costruzione di 5 liste, abbiamo fatto sintesi di posizioni diverse e all’interno si mescolano esperienze, età e culture differenti. Questa è la nostra forza. Vogliamo lavorare con i ragazzi per il loro futuro, dobbiamo assumere tutti questa responsabilità. Adesso!».

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