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News & Salento

La Madonna di Montevergine a Palmariggi

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L’origine del Santuario e l’intensa religiosità per la Madonna di Montevergine di Palmariggi fu originata dall’apparizione, nel 1595, della Vergine ad un pastorello piangente per aver smarrito il temperino, unico passatempo durante le interminabili ore di pascolo. Venerdì 7 maggio, alle 17, i fedeli, muovendosi in processione dalla Chiesa Parrocchiale intitolata a San Luca, porteranno la statua della protettrice Madonna della Palma fino al Santuario di Montevergine, dove alle 18,30 verrà celebrata la Messa da don Daniele Albanese. Alle 19,45 la statua della Madonna di Montevergine (come da tradizione portata a spalla dalle donne di Palmariggi) e quella della Madonna della Palma verranno portate processionalmente, per “l’antico cammino”, alla Chiesa parrocchiale (la strada di campagna sarà illuminata da migliaia di fiaccole e flambeaux). Ad accoglierle, un grande spettacolo pirotecnico. Seguirà l’esibizione dell’Associazione culturale-musicale “La Cittadella dei ragazzi” di Santa Caterina di Nardò. Sabato 8 tutto si svolgerà a Palmariggi: alle 8 la Messa; alle 10,30 la Processione per le vie del paese e poi la celebrazione solenne da parte del novello sacerdote don Francesco Vincenti e poi la Supplica. In Piazza Garibaldi suonerà il Gran Concerto Bandistico Città di Mottola (Ta). La statua della Madonna rimarrà in Parrocchia (e nel frattempo verrà portata in alcuni rioni del paese, dove sosterà durante il giorno) fino a domenica 16, quando alle 9,45, dopo la Messa, sarà ricondotta al Santuario attraverso la Statale Maglie-Otranto, dove all’arrivo sarà celebrata la Messa.

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Terme di Santa Cesarea: «Confronto indifferibile»

L’affondo dei sindacati: «Mancano investimenti e programmazione». Filcams, Fisascat e Uiltucs preoccupati per le prospettive della società

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Le organizzazioni sindacali confederali di categoria Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl hanno inoltrato una nuova richiesta di incontro urgente a Regione Puglia e Comune di Santa Cesarea, «giacché», si legge in una nota congiunta dei segretari provinciali Daniela Campobasso, Marcello Frassanito e Giacomo Bevilacqua, «da ben un anno, si attende un tavolo di confronto con la proprietà, al fine di affrontare ogni problematica relativa alla vita della società. Una parte importante è quella, per noi più urgente, relativa a garantire con regolarità le retribuzioni dei lavoratori che con solerzia ma anche con grande sofferenza, danno continuità al servizio».

La situazione di incertezza che si trascina da troppo tempo secondo i sindacalisti «sta drenando le ormai esigue risorse psicofisiche dei lavoratori. È inconcepibile che il corrispettivo dell’impegno e della dedizione debba restare appeso alle anticipazioni da parte dell’ASL delle somme dovute per le cure erogate in convenzione con il Sistema Sanitario senza che abbia mai trovato la giusta strutturazione».

Le organizzazioni sindacali pur riconoscendo agli attuali amministratori tutti gli sforzi sostenuti per mantenere in piedi la società, ritengono «non più rinviabile un confronto a tutto tondo sulle prospettive delle Terme di Santa Cesarea soprattutto se Regione e territorio leccese voglio sviluppare in Puglia un turismo di qualità che valorizzi il patrimonio locale, che allarghi la stagionalità e che renda dignitoso il lavoro».

In tal senso si chiede: «Che fine ha fatto il bando di gara per la gestione delle Terme a privati deciso dai soci, il quale avrebbe dovuto attirare investimenti utili a garantire la prosecuzione del servizio pubblico?»

Attualmente i sindacati denunciano la mancanza di investimenti sul patrimonio immobiliare e nessuna programmazione a medio – lungo termine sullo sviluppo imprenditoriale.

Pertanto, «in difesa dei lavoratori ma anche di un patrimonio pubblico abbandonato all’incuria», annunciano che attiveranno «ogni iniziativa utile a riportare alla giusta attenzione il problema inerente la difesa e lo sviluppo delle Terme di Santa Cesarea».

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Attualità

Tiggiano, stravince Giacomo Cazzato

Fra i più votati si contano per la lista del Sindaco, il consigliere provinciale del PD Ippazio Antonio Morciano, con 335 voti e Marco Rizzo con 307 preferenze.

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La lista Tiggiano al Centro, con 1380 voti, con l’uscente Giacomo Cazzato, che si riconferma sindaco, doppia quella avversaria Liberamente Tiggiano, avente come candidata sindaco Silvia Martella, che raccoglie solo 608 voti.

Fra i più votati si contano, per la lista del sindaco, il consigliere provinciale del PD Ippazio Antonio Morciano, con 335 voti e Marco Rizzo con 307 preferenze.

Per la lista Liberamente Tiggiano la più suffragata risulta essere Tina De Francesco, già candidata alle ultime elezioni regionali e presente nel Consiglio di amministrazione dell’AQP, con 181 preferenze.

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Ecco i comuni dove si è votato di più

Nei 27 comuni della provincia, dove si è votato per le amministrative, i seggi più affollati sono stati quelli di Martignano dove è andato a votare…

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Nei 27 comuni della provincia, dove si è votato per le amministrative, i seggi più affollati sono stati quelli di Martignano dove è andato a votare l’83,62% degli aventi diritto.

Altre ottime perfomance, al di sopra del 70%, sono segnalate nei comuni di Castrì di Lecce, con il 79,56%; Soleto (79,53%); Miggiano (77,67%); Palmariggi (76,54%); Andrano (75,85); Campi salentina (75,20%); Bagnolo del Salento (74,70%); Tiggiano (74,37%); Sternatia (74,01%); Carpignano (73,25%); Cursi (73,82%); Minervino (72,77%); Surano (72,14%); Zollino (71,72%); Botrugno (70,95%); Copertino (70,32%), segue il capoluogo di provincia, Lecce, con il 69,81% dei votanti.

Dalle 14 inizierà lo spoglio e sapremo quali i sindaci eletti per ogni Comune.

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