Cadde dal solaio dell’Adelchi: dimezzate le pene ai Sergio

Si è celebrato il processo di appello per la morte dell’ingegnere Lisa Picozzi che, inviata dalla sua azienda per un sopralluogo, in previsione dell’installazione di un impianto fotovoltaico, trovò la morte precipitando dal terrazzo dello stabile.

Luca Sergio

In appello i giudici hanno deciso di non riconoscere la violazione delle norme del lavoro come aggravante all’omicidio colposo dimezzando così le pene ad Adelchi Sergio (foto grande in alto), ed a suo figlio Luca che, all’epoca dei fatti, rivestiva il ruolo di legale rappresentante della Selcom.

Le motivazioni saranno rese note nei prossimi giorni.

Lisa Picozzi morì a 31 anni il 29 settembre del 2010. Secondo le indagini sarebbe stato fatale un pozzo luce in plexiglas reso invisibile da una copertura in eternit. L’ingegnere mise il piede sopra e il lucernario non resse il peso.

Dal canto suo Luca Sergio proprio ai nostri taccuini (CLICCA QUI) aveva dichiarato: ““Ero l’amministratore di un azienda chiusa e per questo mi hanno condannatoNon ritengo giusta una condanna per omicidio colposo. Anche perché non ero presente, non ho mai dato il permesso ad entrare a chicchessia, non ero neanche a conoscenza del famoso sopralluogo. Ho saputo tutto da un messaggio via skype, senza capire neanche cosa stesse accadendo…”.

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