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Castrì

Nel Salento un’impresa su quattro è rosa

Sono 17.488 le imprese femminili nella provincia di Lecce. I settori in cui si concentrano le imprese al femminile sono il commercio (33,7%) e l’agricoltura (16%)

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Le donne sono alla testa di circa un quarto delle imprese salentine, in linea con il dato medio nazionale e regionale. Sono 17.488 le imprese femminili nella provincia di Lecce, anche se il 2012 non è stato un anno proficuo per l’imprenditoria rosa che ha chiuso il bilancio con un saldo pari a zero, a differenza di quanto registrato per le imprese nel loro complesso, il cui bilancio si è chiuso con un saldo positivo pari a 516 unità e un tasso di crescita dello 0,71%. Lo scorso anno, invece, le cose erano andate decisamente meglio, con un bilancio chiusosi con un saldo positivo di 254 imprese e un tasso di crescita dell’1,5%.

I settori economici

I settori in cui si concentrano le imprese al femminile sono il commercio (33,7%) e l’agricoltura (16%) con percentuali leggermente superiori alla distribuzione complessiva delle imprese, rispettivamente del 31% e del 13,6%. Al contrario le imprese femminili afferenti al comparto delle costruzioni sono il 3,8%, mentre il comparto nel suo complesso rappresenta il 15% del tessuto imprenditoriale salentino. La quota di imprese rosa che si dedicano ai servizi alla persona è del 7,8%, più elevata di quella calcolata sul totale imprese (4,4%).

È interessante osservare l’incidenza delle imprese femminili sui singoli settori, da cui emerge che alcuni settori economici sono per loro natura “maschili”, come quello delle costruzioni laddove le imprese gestite da donne hanno un peso del 6% sul totale del settore, al contrario di quanto accade considerando i servizi per la persona e il comparto della sanità, settori in cui  le imprese femminili  incidono, rispettivamente per  il 42,6% e 44,1% .

La forma giuridica

Il 69% delle imprese femminili, pari a 12.032, ha scelto la forma giuridica della ditta individuale,  la stessa incidenza che tale tipologia di impresa ha sul totale delle imprese salentine. Le società di capitale amministrate da donne rappresentano il 13%,  le società di persone il 15%, considerando l’insieme  delle imprese, il peso delle società di capitale è del 16,6%, mentre quello delle società di persone dell’11%.  Il 3% delle imprese femminili è rappresentato da cooperative, consorzi e altre forme societarie, tipologie giuridiche che costituiscono il 3,8% del tessuto imprenditoriale salentino nel suo insieme. Anche per le imprese femminili il saldo del 2012 più elevato è riconducibile alle società di capitale (+54 aziende). Positivo anche il saldo delle società cooperative (+24), mentre le società di persone perdono 6 imprese nel corso del 2012; negativo il saldo delle ditte individuali che perdono 73 unità.

Le artigiane

Le imprese  artigiane femminili al 31 dicembre 2012 sono 2.922 di cui il 43%, pari a 1.263 imprese, svolge un’attività relativa alla cura della persona e il 30%, 904 aziende, svolge un’attività manifatturiera, in particolare nell’ambito delle confezioni (249 imprese) e della trasformazione degli alimenti (195 aziende).

Nel 2012 il comparto artigiano provinciale ha chiuso l’anno con un saldo negativo, sia pure di 4 unità, al contrario  le imprese artigiane femminili hanno registrato un ottimo  tasso di crescita  dell’8,5%,  corrispondente  a un saldo di  +228 imprese, delle quali poco meno della metà (110 imprese) ascrivibili ai servizi per la persona. Le attività manifatturiere registrano 37 imprese in più e i servizi ristorativi 29.

Le imprese rosa nei Comuni

I comuni che presentano la più alta percentuale di imprese rosa sono Otranto (34,9%), Santa Cesarea Terme (32,3%), Castro (32,2%) e Ortelle (31,7%), mentre Castrì (16%), Seclì (16,2%) e Cursi (17,6%) detengono la quota più bassa.

Il maggior contributo al saldo annuale delle imprese femminili, in valore assoluto, spetta ai comuni di Nardò (26), Lecce (24) e Gallipoli (19), mentre a Taurisano (-13), Vernole e Matino (-11) spetta il record negativo. Considerando, però, i valori relativi, l’apporto più elevato spetta al Comune di San Cesario con un tasso di crescita del 9,1%; al contrario, il Comune di Montesano Salentino ha il tasso più basso (-17,8%).

Castrì

Casa distrutta da esplosione: arrestato 65enne

Fermato 65enne reo di aver preparato fuochi artificiali illegalmente nella proprio abitazione facendola accidentalmente saltare in aria

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È finito in arresto l’uomo che ieri, a Castrì di Lecce, ha messo repentaglio la sua vita e quella dei suoi vicini di casa provocando delle esplosioni a catena nella sua abitazione all’ora di pranzo (qui tutte le foto).

Luigi Don Francesco, 65enne del posto, è accusato di aver maneggiato in casa, in assenza di autorizzazioni di pubblica sicurezza, polvere pirica illegalmente acquisita, allo scopo di fabbricare illegalmente artifizi pirotecnici.

L’esplosione, accidentalmente provocata, ha causato il crollo del solaio dell’abitazione del 65enne, compromettendo gravemente la stabilità di due abitazioni adiacenti e lesionando arredi esterni dell’abitazione sul lato opposto strada.

Danni anche a due autovetture parcheggiate in strada.

A causa dell’evento è stato disposto anche il forzato trasferimento dei nuclei familiari delle abitazioni adiacenti. Una donna anziana e una coppia di coniugi hanno dovuto lasciare le loro case.

L’immobile dal quale è partita l’esplosione è stato sequestrato in attesa di verifiche strutturali a cura ufficio tecnico comunale.

La strada, sottoposta a limitazione traffico su sola carreggiata opposta al crollo.

I carabinieri hanno poi rinvenuto sul posto, e sequestrato, 7 kg di polvere pirica, 5 barattoli contenti circa 200 inneschi per cartucce da fucile da caccia, 21 cartucce cal. 20, 25 metri di artifizi pirotecnici privi di riferimenti produttivi, verosimilmente confezionati in modo artigianale, illegalmente detenuti.

Il 65enne finito in arresto è stato anche sottoposto a medicazione per le ferite riportate, ritenute guaribili in 10 giorni.

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Castrì

Boato a mezzogiorno: esplosione e casa distrutta

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Un forte boato, e poi un altro ancora, all’ora di pranzo hanno scosso la quiete domenicale di Castrì di Lecce.

Delle esplosioni in Vernazza, alle 12:35, hanno provocato ingenti danni ad una abitazione privata ed anche a delle case limitrofe.

Necessario l’intervento dei vigili del fuoco con gli artificieri, della protezione civile e dei carabinieri.

La causa che nell’immediato sembrava essere la più plausibile, ossia l’esplosione di una bombola, è stata presto smentita.

Gli scoppi provenienti dall’abitazione di un 65enne del posto sono stati provocati dallo stesso uomo che, involontariamente, mentre maneggiava della polvere pirica, ha provocato delle esplosioni a catena.

Mentre sono state avviate indagini per ricostruire dettagliatamente l’accaduto, il responsabile è stato soccorso e medicato dal 118. Fortunatamente non gravi le ferite. Un miracolo che nessuno sia rimasto colpito gravemente.

L’abitazione è stata invece letteralmente divelta dalle esplosioni. E ingenti sono anche i danni alle case confinanti, nonché ad alcune vetture in strada.

Elementi che potrebbero complicare la posizione del 65enne, visto che il materiale pirotecnico in suo possesso non sarebbe legalmente detenuto.

Foto della Protezione Civile di Castrì.

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Casarano

Cani denutriti e sporchi al canile

A Castrì situazione certificata da Guardie Zoofile, Polizia Locale e da un veterinario ausiliario di PG. Il Comune di Nardò trasferisce i suoi 52 cani in altre strutture della provincia

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Cani denutriti e tenuti in condizioni igienico-sanitarie del tutto precarie. Per questo il Comune di Nardò ha deciso di trasferire i 52 cani ospitati nel canile di Castrì di Lecce in altre strutture della provincia (Corigliano d’Otranto e Casarano).

A seguito di varie segnalazioni, infatti, c’è stato un sopralluogo da parte della polizia locale, delle guardie zoofile, del consigliere delegato al Randagismo di Nardò, Gianluca Fedele, e di un veterinario ausiliario di polizia giudiziaria, che hanno certificato quanto si temeva, cioè una gestione assolutamente irrispettosa degli animali: senza cibo, tra sporco ed escrementi, in qualche caso in precarie condizioni di salute.

Dopo aver informato la Procura della Repubblica di Lecce e di concerto con la stessa, il comandante della Polizia Locale Cosimo Tarantino ha disposto il trasferimento altrove dei cani di proprietà del Comune di Nardò e ha informato le altre tredici amministrazioni comunali della provincia che utilizzano il canile di Castrì. Il trasferimento di una parte dei 52 cani è avvenuto stamattina a bordo di mezzi attrezzati delle guardie zoofile e delle associazioni di volontariato, gli altri saranno spostati nei prossimi giorni.

“Le segnalazioni dal mondo del volontariato che avevamo ricevuto erano fondate”, spiega il consigliere delegato al Randagismo Gianluca Fedele, “abbiamo trovato una situazione indecente, con quasi tutti i cani in precarie condizioni di salute, senza cibo e tenuti tra sporco ed escrementi. Un brutto colpo anche per noi, che tra mille difficoltà stiamo portando avanti una politica molto responsabile sul randagismo e sulle tante problematiche connesse. Inevitabile il trasferimento dei nostri 52 presso altre strutture, allo scopo di tutelare la loro salute. Ringrazio per l’aiuto concreto e il sostegno le guardie zoofile e l’associazione “Mai più randagio”. Sarà compito della Procura ovviamente accertare le responsabilità di tutto questo”.

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