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Il colore del nome: Vittorio Longhi a Martano

Percorsi di libertà:  “Decolonizzare il discorso politico per prevenire le discriminazioni”, l’evento di martedì 30 novembre sarà incentrato sulle tematiche trattate dal libro a firma del giornalista italo-eritreo

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Il prossimo martedì 30 novembre, dalle ore 19, la Sala Conferenze delle Grecìa Salentina, a Martano, ospiterà l’evento “Decolonizzare il discorso politico per prevenire le discriminazioni”, promosso dal partenariato del progetto “Percorsi di libertà” nell’ambito di “Discrimination Free Puglia” e inserito tra le iniziative di “Sabir Extra”.


La serata sarà incentrata sulle tematiche trattate dal libro “Il colore del nome. Storia della mia famiglia. Cent’anni di razzismo coloniale e identità negate”, di Vittorio Longhi.


Vittorio Longhi è un giornalista italo-eritreo che ha collaborato con diversi quotidiani italiani e stranieri (The Guardian, The International New York Times, Il Manifesto, La Repubblica) e ha formato per anni giornalisti di diversi Paesi per conto delle Nazioni Unite.


Il suo libro ripercorre la storia della sua famiglia, legata a doppio filo alle vicende coloniali italiane, iniziando dal viaggio che portò il suo bisnonno, Giacomo Longhi, a partire per l’Eritrea nel 1890 come giovane sottufficiale del Regio Esercito.


Le relazioni con la popolazione autoctona, i diritti negati dei meticci, figli – spesso non riconosciuti – di italiani e donne eritree; le violenze e i crimini perpetrati dal regime fascista; il regime di apartheid imposto dalle autorità italiane e basato sull’esplicito presupposto della superiorità razziale dei colonizzatori; il controesodo dei discendenti verso una madre Patria, l’Italia, che li ha fatti sentire stranieri e che nel frattempo non ha ascoltato le richieste di aiuto e di riconoscimento dei diritti di cittadinanza di coloro che sono rimasti in Eritrea: racconti e questioni di una storia, quella coloniale italiana, che è stata colpevolmente messa ai margini del dibattito culturale e politico, creando un vuoto di conoscenze e consapevolezze che è stato riempito da nuove forme di xenofobia e indifferenza verso le moderne tragedie delle migrazioni.


Con l’autore, Vittorio Longhi, dialogheranno: Anna Caputo, presidente Arci Lecce Solidarietà; Stefano Cristante, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento; Anna Tamborrino, consigliera con delega all’accoglienza e alla partecipazione del Comune di Martano.

Modererà dell’incontro Roberto Molentino.


Al temine della conferenza, la serata proseguirà sulle note del cantautore salentino Mino De Santis.


L’ingresso è libero, previa esibizione di green pass.


Le attività di Discrimination Free proseguiranno venerdì 3 dicembre presso il circolo Arci Levèra di Noha (Galatina) con un workshop sul corretto utilizzo dei social network quale momento conclusivo del percorso di formazione sull’alfabetizzazione digitale. A chiudere la serata, un evento musicale con artisti locali.



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I Templari a Tricase: le foto

Camminata silenziosa per la fede e presenza alla Santa Messa

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Un suggestivo appuntamento ha interessato oggi il centro storico di Tricase.

I Templari della commanderia “ex Val Idro”, con sede in Andrano, han tenuto una camminata silenziosa per la fede.

Il percorso

Il percorso li ha condotti presso la chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, dove alle ore 10 han seguito la santa messa. Partenza dalla stazione di Tricase, poi attraverso via Siena l’arrivo in piazza Cappuccini. Proseguendo su via Toma per passare da via Tempio sino a piazza Don Tonino Bello e poi piazza Pisanelli.

I Templari, di recente, avevano già “visitato” Lecce, lo scorso dicembre, e Leuca, la scorsa estate.

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Libera days: a Marittima le arance dai terreni confiscati alla mafia

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Tornano i libera Days: la parrocchia San Vitale martire e la bottega equo solidale di Marittima si preparano per la campagna di sensibilizzazione sulle arance biologiche, prodotte nelle terre confiscate alla mafia dal consorzio “Libera terra”.

L’appuntamento è per sabato 29 gennaio e domenica 30 gennaio, in via Conciliazione a Marittima negli orari che sono indicati nella locandina che segue.

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Gagliano del Capo ricorda Francesco Mele

Domani il primo anniversario della scomparsa di Mesciu Cicciu. Della sua ditta edile la paternità di molte opere pubbliche e private nel Capo di Leuca e in tutta la provincia. Era fratello del compianto don Luigi Mele, a lungo titolare della chiesa di San Nicola a Tricase Porto

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Domani ricorre il primo anniversario della morte dell maestro Francesco Mele, per tutti Mesciu Cicciu, molto conosciuto a Gagliano e nei paesi vicini.

Per l’occasione, verrà ricordato, alle 17,30 nella chiesa di San Rocco, con una messa presieduta da don Angelo Buccarello.

Franceso Mele nasce a Gagliano del Capo il 20 settembre 1927 da Francesca e Angelo Mele in una famiglia numerosa.

Costruttore di riferimento per la zona fu imprenditore di spicco nella Gagliano dei primi anni ’70.

Sin da piccolo seguì le orme del padre, frequentando i cantieri e, dopo aver lavorato per un po’ di tempo con il suo maestro, Nicola Ricciato di Salve, già a 18 anni era a capo di una piccola squadra di operai.

Dedizione e caparbietà lo hanno portato ad essere uno degli imprenditori più quotati del Capo di Leuca con la sua nutrita squadra di operai.

Molti giovani gaglianesi si rivolgevano a lui quando avevano bisogno di un lavoro anche a breve termine. Quasi in ogni famiglia gaglianese di quegli anni almeno un componente ha lavorato con Mesciu Cicciu prima di trovare un impiego definitivo.

Tante opere edilizie pubbliche e private del territorio salentino, dal Capo di Leuca sino a Lecce, portano la sua firma.

Solo per citarne alcune: le sedi municipali di Gagliano del Capo e Patù; la scuola elementare di Salignano; l’ospedale “Daniele Romasi” nel suo paese; il poliambulatorio di Poggiardo;  il campo sportivo sempre di Gagliano del Capo, il sagrato della Chiesa di San Nicola a Tricase Porto, di cui è stato per tanti anni titolare il compianto fratello don Luigi Mele; alcune bellissime ville a Santa Maria di Leuca e San Gregorio.

Personalità poliedrica e spirito libero, ha anche prestato il suo impegno nel sociale ricoprendo il ruolo di consigliere comunale e presidente della locale squadra di Calcio ed ha partecipato attivamente allo sviluppo socioeconomico della sua Gagliano, contribuendo anche alla realizzazione e crescita dell’ospedale del posto.

Parte integrante della società gaglianese a cavallo degli anni ’70, di lui si ricordano; genialità e capacita innovativa; il forte spirito imprenditoriale; l’amore per il lavoro e la “Ditta”, sue ragioni di vita.

La comunità lo ricorda anche per come sapeva aiutare gli altri. Il suo animo nobile, il suo sorriso, la sua ironia e il suo sentirsi sempre “giovane”, resteranno sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Il suo motto era:  «Tutto viene e tutto passa», a testimoniare la coscienza della fugacità della vita e la determinazione a viverla fino in fondo, a modo suo, lavorando.

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