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Cronaca

Abaterusso: “Condanna e sospensione ingiuste!”

Il sindaco di Patù: “Non ho fatto nulla di male e vado avanti a testa alta”

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Dopo la sentenza di condanna arrivata nei giorni scorsi, il sindaco di Patù Gabriele Abaterusso ha voluto esternare il proprio stato d’animo attraverso una nota ufficiale.


La sospensione adottata nei miei confronti da parte del Ministero degli Interni attraverso le Prefettura di Lecce“, scrive il sindaco di Patù, “è un atto ingiusto e ingiustificato contro cui proporrò immediato ricorso. Peraltro arriva dopo ben 5 mesi da una sentenza di condanna su cui gravano parecchi interrogativi su merito e modalità. Ricordo che quella sentenza è stata emessa dalla Corte d’Appello leccese dopo che la Suprema Corte di Cassazione aveva cancellato la precedente“.


Voglio sperare“, aggiunge, “che nella vicenda giudiziaria non abbiano inciso fatti diversi da quelli strettamente processuali e che nella vicenda della mia momentanea sospensione non abbia avuto un ruolo la mia appartenenza politica e la mia esposizione su questioni rilevanti, da ultima la mia partecipazione con il gonfalone del mio comune alla manifestazione a sostegno del sindaco di Riace,  Mimmo Lucano“.

Cosa che ha dato indubbiamente fastidio a chi ha fatto del razzismo xenofobo il principale argomento della sua battaglia politica. Se così fosse”, continua Abaterusso, “sarebbe grave, anche se, visti i tempi, non me ne meraviglierei. Io, però, ho imparato da piccolo ad avere spalle larghe ed avendo la coscienza a posto, non mi faccio intimorire e non mi arrendo. Continuerò le mie battaglie giudiziarie e politiche nelle sedi proprie con la certezza che il tempo è sempre galantuomo. Mi dispiace solo per i miei concittadini che appena due anni fa mi hanno eletto Sindaco con un consenso di quasi il 70% e per le tante persone che mi sono state e mi sono vicine. Affronteremo insieme questa battaglia“, conclude il sindaco di Patù, “come le tante che abbiamo affrontato e vinto e le tante che ancora ci attendono“.


Cronaca

Duplice omicidio a Lecce: morto l’arbitro De Santis

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Tragedia a Lecce in serata dove una coppia è morta a margine di una lite.





Un violento scontro si è verificato in un condominio di via Montello, strada che incrocia viale Gallipoli. Una lite è degenerata e due persone, un uomo e una donna, sono morte. L’uomo sarebbe l’arbitro di calcio  Daniele De Santis, 33 anni, direttore di gara spesso impegnato in Serie C. La donna è Eleonora Manta.








Sul posto, le pattuglie della polizia. All’arrivo del 118, i due erano già morti: i sanitari hanno potuto solo constatarne il decesso. Il delitto potrebbe avere una movente passionale. Le due vittime sono state raggiunte da numerose coltellate. Il condominio in cui è avvenuto il fatto è quello in cui abitava l’uomo, nel quartiere Rudiae, nei pressi della stazione ferroviaria.





Un uomo sarebbe stato visto allontanarsi da via Montello.
Indagini serrate delle forze dell’ordine in corso.


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Cronaca

Imma, dalla gioia al dolore: tornava a casa per votare il fratello

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Gagliano del Capo vive oggi una giornata di lutto. La notte trascorsa ha qualcosa di surreale. Dalle 20 circa di ieri sera una giovane gaglianese non c’è più: Maria Immacolata Bisanti, da tutti conosciuta come Imma Bisanti, ha perso la vita.





Aveva solo 38 anni. Era maestra di scuola elementare in Emilia Romagna. In questi giorni si stava misurando con la nuova sfida dell’insegnamento al tempo del Covid. Poi la gioia del rientro a casa, spezzata improvvisamente per cause ancora non chiare.





Imma era tornata in Salento da pochi giorni. Su Facebook il racconto delle emozioni che accompagnavano il suo viaggio verso sud, verso casa e verso le urne. Tornava per votare e per sostenere il fratello, candidato consigliere alle comunali.





Tornare a casa è sempre meraviglioso”, scriveva su Facebook Imma. “Ritrovarsi tra quelle mura di affetto, di protezione e di calore. Ma so anche che per me la vera casa non è la casa, ma la strada di chi si mette in cammino, ascolta, osserva e si lascia cambiare… Perché la vita stessa non è altro che un viaggio da fare a piedi”.




Solare, sorridente, piena di vita. Così la conoscevano e la ricordano tutti in paese. In tanti stanotte si sono riversati in strada per cercare di capire cosa stesse accadendo nella casa dei suoi genitori. Imma non rispondeva, non apriva la porta. L’arrivo dei vigili del fuoco, del 118. Della polizia locale e dei carabinieri. Il fiato sospeso rotto dal dolore della scoperta: Imma era in bagno senza vita.





La prima impressione restituita dal ritrovamento è stata quella di un incidente. Il classico post-doccia: stava asciugando i capelli, è rimasta folgorata.





Ma il nesso tra la morte e la causa scatenante è tutt’altro che acclarato. Potrebbe essersi trattato di un malore, di un infarto. Il suo corpo è stato portato via e sarà sottoposto ad esame autoptico alla ricerca di ulteriori risposte. Il paese intero aspetta il suo funerale per dirle addio.


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Cronaca

Incidente in tangenziale: furgone contro guardrail e poi a centrostrada

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Un incidente nel pomeriggio di oggi ha visto protagonista un furgone sulla tangenziale ovest di Lecce.





Mentre la dinamica è in fase di ricostruzione, il mezzo è rimasto di traverso lungo la carreggiata, tra le uscite 1 e 2 in direzione Maglie.





Il furgone è finito contro il guardrail, quasi abbattendo, per poi terminare la sua corsa a centro strada.




Il sinistro si è verificato attorno alle 16e30. Sul posto la polizia locale di Lecce. Non vi sarebbero feriti gravi.





Foto Telegram polizia locale Lecce


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