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Attualità

Tricase: ecco la Sezione Primavera

Il Comune attiva un “nido” per quaranta bambini di età compresa tra i 24 ed i 36 mesi  residenti nei Comuni dell’Ambito Territoriale di Gagliano del Capo

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Il Comune di Tricase propone, il servizio socio-educativo “Sezione Primavera” rivolto a quaranta bambini di età compresa tra i 24 ed i 36 mesi e residenti nei Comuni dell’Ambito Territoriale di Gagliano del Capo.

Alle famiglie che intenderanno usufruire del servizio sarà chiesto un contributo nullo o minimo a secondo del valore Isee.

Per coloro che rientrano nella prima fascia con un valore Isee compreso tra 0 e 15 mila euro ci sarà l’esenzione totale.

Alle famiglie che rientrano nella seconda fascia, con un valore Isee tra 15mila e 20mila euro, sarà richiesto una compartecipazione di 40,31 euro, pari al 7% della retta mensile.

Se invece il valore Isee rientra nella terza fascia, tra 20 e 30mila euro, la compartecipazione sarà di 57,59 euro, il 10% della retta mensile.

Infine alle famiglie rientranti nella quarta fascia, con un valore Isee decisamente alto, superiore ai 30mila euro, sarà chiesta una compartecipazione di 172,77 euro mensili, pari al 30% della retta.

Quella della Sezione Primavera è un’opportunità formativa da intendersi come servizio socio-educativo integrativo aggregato alle attuali strutture delle scuole comunali dell’infanzia.

Le Sezione Primavera saranno attivate presso la Scuola dell’Infanzia Statale di via Pertini (I.C. “Via Apulia”).

Il servizio sarà attivo nel periodo gennaio – giugno 2020 e si svolgerà dal lunedì al sabato nella fascia oraria dalle 8 alle 14,30, con l’erogazione del servizio mensa.

La domanda di ammissione dovrà essere presentata da uno dei genitori o da chi esercita la potestà sul minore.

Rispetto alla prima scadenza per la presentazione delle domande, prevista per il 20 gennaio, è già certa la proroga e « riaperti i termini per le iscrizioni fino al raggiungimento dei posti disponibili».

È ancora possibile, quindi, presentare domanda per usufruire del servizio fino all’esaurimento dei 40 posti disponibili.

Requisiti di accesso

Età compresa tra i 24 e 36 mesi (24 mesi compiuti entro il 20 gennaio 2020).

Qualora il bambino frequentante compia 36 mesi durante il periodo di svolgimento del servizio, l’ammissione è prorogata fino alla scadenza dello stesso.

Si possono presentare anche domande per i bambini che compiranno 24 mesi entro il 31 maggio 2020, che saranno accettate con riserva e accolte in caso di disponibilità di posti al  compimento dell’età minima  richiesta per l’accesso al servizio.

Alla domanda, che andrà compilata con tutti i dati richiesti, sarà necessario allegare copia della dichiarazione l.S.E.E.

Attualità

Covid-19: solo un nuovo caso in tutta la Puglia

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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi martedì 2 giugno 2020 in Puglia, sono stati registrati 1.810 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus ed è risultato positivo un caso nella Provincia di Bari.
Sono stati registrati 2 decessi in provincia di Brindisi.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 121.500 test.
Sono 2.939 i pazienti guariti.
1.051 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.498 così divisi:
1.486
7 nella Provincia di Bari
380 nella Provincia di Bat
650 nella Provincia di Brindisi (un caso è stato eliminato dal database)
1.156 nella Provincia di Foggia;
515 nella Provincia di Lecce;
281 nella Provincia di Taranto;
29 attribuiti a residenti fuori regione.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

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Tricase: “Dell’Abate rinuncia alla cassazione? Da oggi è compatibile con la carica di consigliere…”

Nota dei consiglieri di maggioranza: “Se ha rinunciato al ricorso è perché doveva farlo, se voleva rimanere in consiglio”

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Sulla presunta “incompatibilità” con il ruolo di consigliere comunale di Fernando Dell’Abate e dopo l’odierna rinuncia al terzo grado di giudizio, una nota dei consiglieri di maggioranza consiliare aggiunge ulteriore pepe a tutta la vicenda.

In queste ultime ore”, si legge nella nota, “leggiamo da più parti comunicati stampa e post sui social relativi alle nostre proliferanti malelingue a proposito delle criticità sorte sulla posizione del Consigliere Comunale Fernando Dell’Abate in seno al Consiglio, stante la pubblicazione della sentenza d’appello numero 73 del 21/01/2020, nella quale egli viene annoverato tra i soccombenti”.

Egli afferma”, si entra nei dettagli, “che la nota n.6303 protocollata oltre tre anni fa, prima della candidatura a Sindaco, lo esime dal “fumus” di incompatibilità per il fatto di aver ceduto il credito “pro soluto”. A questo punto, non si comprende una sentenza checondanna alle spese un appellante che non c’è. Oltre alle nostre malelingue”, ironizzano i consiglieri, “c’è anche accanimento giudiziario?”.

I firmatari della nota poi si chiedono: “Che necessità c’era di protocollare in Comune, insieme al beneficiario del credito, la rinuncia al ricorso in Cassazione, dal momento che non era tenuto a farlo, perché fuori dalle liti? Forse perché il credito sarebbe derivato dalla vittoria di Dell’Abate come attore nel ricorso? D’altronde, basta leggere la sentenza per trovare, a metà della stessa, una frase alquanto chiarificatrice, che fuga qualunque dubbio e che lascia presagire cosa sarebbe potuto succedere se solo fosse stato eletto sindaco insieme alla sua compagine…

È inutile calciare la palla nel nostro campo”, insistono dai banchi della maggioranza, “se il consigliere Fernando Dell’Abate ha rinunciato al ricorso è perché doveva farlo, se voleva rimanere in consiglio per i giorni a venire. Pertanto, i più sentiti auguri al nostro Collega per il suo nuovo (reale) insediamento!”.

Ovviamente”, si legge in fondo alla nota, “i documenti relativi alla vicenda sono “a disposizione” di tutti, perché pubblici e protocollati in Comune”.

La polemica, dunque, continua ad infuriare a Palazzo Gallone e c’è da scommetterci che ne passerà di tempo prima che si possa scrivere la parola fine. Sembra superato il punto di non ritorno e sperare in una pace o almeno in una tregua dei diretti interessati oggi smbra davvero impossibile.

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Tricase: Dell’Abate rinuncia alla Cassazione

Dichiarazione di acquiescenza inviata via pec dal suo legale al Comune. Il consigliere di opposizione: “Un nuovo tassello, non dovuto ma voluto dal sottoscritto”

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Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda delle presunta incompatibilità di Fernando Dell’Abate nel ruolo di consigliere comunale.

Ho atteso la riapertura degli uffici comunali, stamane, per approfondire le “presunte criticità” della mia posizione insinuate dagli ambienti della maggioranza, visto il proliferare delle loro malelingue”, ha scritto in una nota il consigliere di opposizione, che ha sottolineato come nell’occasione, “Nessuno mi ha saputo dire nulla! Proprio per questo, dopo la nota n.6303 protocollata oltre tre anni fa presso il Comune di Tricase, un nuovo tassello, non dovuto ma voluto dal sottoscritto, si è aggiunto questa mattina quando, di concerto con il mio legale, ho provveduto a far notificare l’atto che chiude definitivamente, sebbene lo fosse già, la vicenda”.

Il consigliere di opposizione si riferisce alla dichiarazione di acquiescenza, protocollata oggi e con cui il suo legale, l’avv. Antonio Bolognese ha informato, via pec (atto giudiziario ex articolo 329 cpc), il Comune ed il legale dell’Ente, avv. Michele Macrì, atto giudiziario ex articolo 329 cpc, che sia Fernando Dell’Abate che colui a cui aveva ceduto il credito dichiarano di “dare acquiescenza alla detta sentenza rinunciando ad interporre gravame verso la medesima”.

Alla cessione del credito pro soluto di tre anni fa”, ha spiegato ancora Dell’Abate, “ho aggiunto oggi l’acquiescenza al ricorso per Cassazione, sebbene io non avessi neppure titolo ad impugnare la sentenza”.

Infine Dell’Abate getta il guanto di sfida: “Dopo tre anni, dunque, ora anche l’ultimo disperato tentativo di distogliere l’attenzione è tolto: sindaco, il mio invito rimane sempre lo stesso! A casa per il bene di Tricase e dei Tricasini!”.

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