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Sport

Un salentino porta l’Italia del Volley sul tetto d’Europa

Fefè De Giorgi, nato a Squinzano, oggi cittadino di Trepuzzi, cresciuto nel mondo della pallavolo tra la Vis Squinzano e i Falchi Ugento

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Da Squinzano, Ugento e la Generazione dei Fenomeni


Tra qualche giorno, il 10 ottobre, Fefè festeggerà 60 anni. 


Lui, Fefè De Giorgi, nato a Squinzano, oggi cittadino di Trepuzzi, cresciuto nel mondo della pallavolo tra la Vis Squinzano e i Falchi Ugento, ha fatto parte della “generazione di fenomeni”, quelli che hanno vinto tutto con la maglia azzurra. Ha vinto, da giocatore, tre mondiali consecutivamente tra il 1990, il 1994 e il 1998.


La carriera


De Giorgi, che ha preso il posto di Gianlorenzo Blenigni (dopo la delusione di Tokyo), in poche settimane è riuscito a rivitalizzare il team azzurro portandolo alla vittoria.


Fefè da giocatore e da allenatore ha vinto tanto: il campionato a Modena, due Coppa Italia, una Supercoppa Italia, una Coppa delle Coppe, la Coppa Cev, la Supercoppa Europea. 

Da allenatore, qualche settimana fa, aveva vinto l’ultima Coppa Italia, con la Lube, un trofeo, che aveva già vinto cinque volte. 


E poi due Coppa Cev, tre Supercoppe italiane e due scudetti, entrambi con la Lube a tredici anni di distanza, nel 2006 e nel 2019. 


Ha lasciato il segno anche all’estero, ha vinto in Polonia, con lo Zaksa, due campionati e una Coppa, e poi la Champions e il mondiale per club con la Lube. 


Ora ha coronato il sogno di una vita, vincere da coach una competizione europea con la squadra azzurra, che ha battuto la Slovenia in finale.


Attualità

Galatone città dello sport

Nuove strutture all’avanguardia: rifacimento del rettangolo di gioco per lo stadio “Gigi Rizzo”; al Centro Sportivo Polivalente “Alberto Colitta” riqualificati i due campi da tennis con un nuovo terreno di gioco con doppio strato di resina e una nuova recinzione, realizzati due campi di padel e il campo di calcio a 8 con erbetta sintetica, completati ristrutturazione, adeguamento e ampliamento dei servizi e degli spogliatoi, con punto di ristoro annesso in via di ultimazione e la zona parcheggi. In cantiere un’area degli attrezzi ginnici, un’area giochi e la riqualificazione di tutto il percorso vita

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Il 2021 è stato un anno di svolta per di Galatone.

Lo stadio comunale “Gigi Rizzo” ha visto il rifacimento del rettangolo di gioco: al posto della terra battuta vi è ora un manto erboso artificiale di ultima generazione omologato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.

A ciò si aggiunge l’ammodernato impianto di illuminazione.

Lo stadio, oltre ad ospitare la Polisportiva Galatone, impegnata nel campionato di Prima Categoria, richiama club da tutta la provincia per la disputa delle partite dei rispettivi campionati e degli allenamenti.

Oltre al Comunale, i lavori hanno riguardato anche il Centro Sportivo Polivalente “Alberto Colitta” (foto grande in alto): sono stati riqualificati i due campi da tennis già esistenti con un nuovo terreno di gioco con doppio strato di resina e una nuova recinzione, son stati realizzati i due campi di padel e il campo di calcio a 8 con erbetta sintetica, oltre al completamento della ristrutturazione, dell’adeguamento e dell’ampliamento dei servizi e degli spogliatoi, con punto di ristoro annesso in via di ultimazione e la zona parcheggi.

Gli interventi in cantiere riguardano invece la realizzazione di un’area degli attrezzi ginnici, di un’area giochi e la riqualificazione di tutto il percorso vita.

Tutto ciò grazie alla misura Sport Bonus, promossa dal Dipartimento Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha consentito di portare a compimento un partenariato tra pubblico e privato.

Alberto Tundo

L’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Flavio Filoni, proprietaria degli impianti, ha colto con disponibilità l’opportunità concretizzata dalla Polisportiva Galatone, con la preziosa collaborazione delle aziende Abea Srl e Temporary Spa, che hanno creduto nel progetto supportando l’iniziativa in tutte le fasi della realizzazione.

Due impianti al servizio della comunità galatonese, che richiamerà nel centro salentino sportivi e club provenienti da tutta la provincia e, non da ultimo, un investimento straordinario per le future generazioni, che non dovranno spostarsi altrove per praticare sport, ma potranno farlo nella propria città.

«Ringrazio l’amministrazione comunale e le aziende partner per aver creduto nel progetto», afferma il responsabile della Polisportiva Galatone, Alberto Tundo, «con la convinzione che anche il 2022 ci vedrà in prima linea per sfruttare al meglio le potenzialità di due impianti che ora sono fiore all’occhiello per tutta la provincia».

«È bello che due spazi sportivi della nostra città siano stati rigenerati», gli fa ecoil sindaco Flavio Filoni, «una possibilità in più al servizio di ragazzi e adulti per praticare lo sport, stabilire relazioni, vivere momenti di condivisione. Tutto nella nostra città».

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Casarano

Il calcio a Casarano: onori del passato, oneri del presente

Alla ripresa del campionato, rossoazzurri chiamati alla riscossa con nuovo allenatore e i nuovi innesti. Intanto si celebrano palmares e record di una storia gloriosa

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Come in un interminabile e infinito gioco dell’oca, anche questa stagione, la terza in serie D brillantemente conquistata con un incredibile triplete e dopo sette anni di tentativi falliti per un soffio, si sta maledettamente rivelando difficoltosa e problematica per il Casarano del presidente Giampiero Maci.

Oltre agli effetti negativi della permanente epidemia, questo campionato si è presentato ai rossoazzurri molto spinoso, non tanto per aspettative di promozione messe da parte nel programma, quanto per un illusorio avvio, seguito poi da una caduta libera fino alla zona playout, persino corredata dal risultato negativo di 2 a 6 contro il Nola, di proporzioni mai verificatesi nella storia del Capozza.

Con la curva dei tifosi organizzati in rotta da tempo con la Società e gli spalti sempre più abbandonati dal pubblico, la Società, forse un po’ in ritardo, è finalmente intervenuta con alcuni rinforzi all’organico e l’ingaggio del nuovo allenatore, Alessandro Monticciolo, di esperienza nella categoria, conseguendo contro la Nocerina tre punti di platino in una vittoria attesa da ben undici giornate.

A questo punto, vista la sosta di due settimane indetta dalla LND per i contagi diffusi in numerosi gruppi-squadra, non resta che approfittare del mese di sosta (l’ultima partita giocata è del 22 dicembre scorso) per affinare gli schemi e farsi trovare ben preparati alla ripresa delle ostilità, in un girone di ritorno ora ancora più impegnativo, verso il raggiungimento della quota salvezza nel più breve tempo possibile.

Nel frattempo il tifoso delle Serpi, oltre al pronto e fiducioso ritorno allo stadio, può recarsi al virtuale, ossia sul web e, specialmente se giovane, conoscere il glorioso passato della propria squadra del cuore, potendo così scoprire sulle tante pagine di Wikipedia onori e record, non sempre ben considerati, ma ottenuti dalla squadra di una cittadina del sud-Salento, doveroso vanto per ogni autentico sportivo.

*nella foto grande in alto: Il Casarano di serie C1 1982-“83 con Don Tonino Bello, nell’incontro organizzato da Oronzo Russo de ”La Gazzetta del Mezzogiorno” in autostrada a Molfetta.

Giuseppe Lagna

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Attualità

Riparte la caccia al 13

Al via il nuovo “Totocalcio”: si vincerà anche con 11 partite e, a scalare, con 9, 7, 5 e 3 incontri

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Il nuovo Totocalcio è pronto a rinascere. Il 9 gennaio ci sarà la prima schedina.

Le giocate aperte da oggi chiuderanno alle ore 12,15 del 9 gennaio 2022.

La nuova modalità, ricorda Agipronews, prevede la divisione dei match in palinsesto in due diversi pannelli: nel primo (composto da otto eventi) verranno inserite le partite più equilibrate, scelte tra quelle in programma tra il sabato pomeriggio e la domenica sera.

Nel secondo andranno invece le partite di cartello (questa settimana 12), o comunque di maggior interesse.

Dopo decenni di splendore, il Totocalcio aveva da tempo imboccato una decisa parabola discendente, fino a rasentare l’estinzione.

Nella relazione che accompagnava la legge di Bilancio, riporta Agipronews, si accennava al «trend negativo, nonostante diversi interventi correttivi», a causa «dell’aumento delle tipologie di gioco offerte, della bassa percentuale di payout in confronto ai nuovi giochi (solo il 50% delle somme giocate ritorna ai giocatori sotto forma di vincita), della sostanziale invarianza della formula di gioco, della fortissima concorrenza delle scommesse sportive, dove il giocatore ha la possibilità di scegliere direttamente il numero di eventi su cui puntare».

Nel 2017, si scriveva, «la raccolta è stata pari a 17,1 milioni di euro» e «il 2018 registrerà un’ulteriore riduzione pari a circa il 23%».

La prima Schedina 5 maggio 1946

Era il 5 maggio 1946 quando, per la prima volta nella storia, nacque la schedina Sisal (foto grande in alto), poi trasformatasi in Totocalcio (acronimo di “Totalizzatore calcistico”), nome che avrebbe assunto nel 1948 con il passaggio ai Monopoli di Stato. Il concorso, ricorda Agipronews, venne ideato da Massimo Della Pergola, Fabio Jegher e Geo Molo.

In principio le partite da pronosticare erano 12 – e veniva premiato chi indovinava almeno 11 risultati – per salire a 13 dalla stagione 1950-51 e a 14 dal 2003.

Il Totocalcio entrò ben presto nel costume popolare e il “tredici” (anche attraverso canzoni di successo e pellicole) divenne il veicolo per realizzare tutti i sogni e per cambiare in un lampo prospettive e tenore di vita. Il gioco conobbe il suo massimo splendore negli anni ’80 e ’90 con il montepremi più alto della storia che ammontava a 34.470.967.370 lire e che fu totalizzato in occasione del concorso numero 17 del 5 dicembre 1993 quando ai 1.472 “tredici” andarono poco meno di 12 milioni di lire ciascuno. Un mese prima, il 7 novembre, era stata realizzata quella che sarebbe rimasta nella storia come la vincita al Totocalcio più alta di sempre: nell’occasione, i 13 furono solo tre e a ognuno toccarono circa cinque miliardi

In una ricevitoria di Crema, fu giocato un sistema che pagò complessivamente 5.549.756.245 lire.

Le partite scelte per la prima Schedina del nuovo corso

La prima schedina del nuovo corso del Totocalcio

Obbligatori

Villarreal – Atletico Madrid
Torino – Fiorentina
Clermont – Reims
Empoli – Sassuolo
Genoa – Spezia
Roma – Juventus
Cagliari – Bologna
Hertha B. – Colonia

Opzionali

Inter – Lazio
Udinese – Atalanta
Venezia – Milan
Napoli – Sampdoria
Hellas Verona – Salernitana
Siviglia – Getafe
Bochum 1848 – Wolfsburg
Lione – Paris Saint Germain
Rayo Vallecano – Betis
Deportivo Alaves – Athletic Bilbao
Osasuna – Cadice
Nantes – Monaco

Le modalità di gioco decise dall’Agenzia Dogane e Monopoli per il nuovo Totocalcio prevedono lo svolgimento su sei tipologie di pronostico: oltre al classico “13”, si vincerà anche con 11 partite e, a scalare, con 9, 7, 5 e 3 incontri. La combinazione tra gli eventi del primo e del secondo pannello dipenderà dal numero complessivo di pronostici scelti: per esempio, una schedina di tre eventi (la “Formula tre”) sarà composta dai primi due eventi obbligatori nel palinsesto del primo pannello e uno a scelta dal secondo.

La “Formula cinque” sarà invece centrata indovinando i risultati dei primi tre eventi obbligatori del primo pannello e due opzionali del secondo. Stesso meccanismo per azzeccare il 7 (quattro eventi obbligatori e tre opzionali), il 9 (sei e tre) e l’11 (sette e quattro).

Per la caccia al 13, invece, andranno pronosticati tutti gli otto incontri del pannello “equilibrato” e cinque a scelta da quello blasonato.

Ovvaimente, come sempre, raccomandiamo di giocare in modo responsabile.

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