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Cronaca

Omicidio Noemi: chiesta archiviazione per genitori Lucio, famiglia vittima si oppone

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A due anni dall’omicidio della 16enne Noemi Durini, non si ferma il lavoro degli avvocati dei genitori della ragazza alla ricerca della completa verità sul caso e dell’individuazione delle piene responsabilità in merito.

Per questo nella giornata di ieri, come riporta Corrieresalentino, i legali si sono opposti alla richiesta di archiviazione delle accuse nei confronti dei genitori di Lucio Marzo, l’assassino reo confesso ed ex fidanzato di Noemi.
Nei confronti del padre e della madre di quest’ultimo erano stati aperti dei fascicoli per favoreggiamento e soppressione di cadavere.
Il supplemento d’inchiesta avrebbe però indotto il pm verso l’idea di accantonare le accuse perché non vi sarebbe prova della loro presenza sul luogo del delitto, neanche in un secondo momento in fase di occultamento del corpo.
E nemmeno una eventuale responsabilità data dalla conoscenza degli indagati di quanto commesso dal figlio e da una loro compartecipazione nell’eliminazione delle prove (lampante il caso della minuziosa pulizia dell’automobile che lascerebbe credere che gli stessi non potessero non sapere, se non addirittura aver contribuito a nascondere le tracce) costituirebbe, per il pm, la materializzazione del reato di favoreggiamento.
Per il magistrato infatti i genitori di Lucio avrebbero agito nell’interesse di tutelare un proprio congiunto “da un grave ed inevitabile nocumento nella libertà e nell’onore”.

La famiglia di Noemi però non molla, spinta dalla convinzione che il giovane omicida, Lucio, non possa aver agito da solo. E certa che, anche qualora il delitto sia unicamente opera sua, l’azione seguente nella soppressione del cadavere e nell’occultamento delle prove celi responsabilità di suo padre e sua madre.

Cronaca

Prova a rubare auto con bimbo dentro: arrestato salentino nel Modenese

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Ha tentato di rubare un’auto mentre all’interno dell’abitacolo si trovava un bambino di sei anni. L’episodio è avvenuto venerdì mattina a Castelfranco Emilia in provincia di Modena, protagonista un 45enne leccese residente ad Arcola, in Liguria.

Intorno all’ora di pranzo una donna del posto, di 42 anni, è stata avvicinata da un uomo che ha tentato di strapparle le chiavi dell’auto. La sua resistenza ha messo in fuga il ladro che voleva mettersi al volante della vettura con il bimbo dentro. Poco dopo l’uomo ha tentato un nuovo simile colpo, vittima stavolta una 38enne. In questo caso sono intervenuti i carabinieri e l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato per la doppia tentata rapina.

Nascondeva in tasca anche una bomboletta spray al peperoncino. Le due vittime, sotto shock, hanno entrambe riportato lievi lesioni a gambe e braccia e per questo motivo sono state medicate all’ospedale di Castelfranco Emilia, riportando prognosi di pochi giorni.

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Cronaca

Morta mentre attende soccorsi: indagati 118 e guardia medica

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È un atto dovuto, ma apre un’inchiesta: il dottore della guardia medica e l’equipaggio dell’ambulanza che avrebbero dovuto soccorrere la donna di Vernole morta mentre attendeva il loro arrivo, sono iscritti nel registro degli indagati per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Sul corpo della vittima verrà eseguito l’esame autoptico.

Quel maledetto indirizzo

È l’alba del 2 luglio. Una donna, infermiera in una clinica privata, ha chiamato la guardia medica dopo aver accusato un malore all’alba. Il medico di turno, utilizzando un navigatore, giunge all’indirizzo indicato dal GPS. In casa però non c’è nessuno e pare subito chiaro si tratta di un problema nell’individuare l’effettivo domicilio della signora.

A quel punto la guardia medica chiama il 118. Anche l’ambulanza rimane in attesa di informazioni per raggiungere il corretto domicilio. Intervengono poi i carabinieri che, mediante il numero di telefono della donna, risalgono alle informazioni necessarie per raggiungerla. All’arrivo dalla malcapitata però non c’è più nulla da fare: la 54enne è deceduta.

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Cronaca

Vento scaraventa ombrellone bar su turista che finisce in ospedale

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Un sabato pomeriggio da dimenticare quello di oggi per il Salento.

Strade allagate, auto sott’acqua, numerosi danni causati dalla bomba d’acqua ed imbarcazioni in difficoltà in mezzo al mare sono parte delle conseguenze provocate dalla bufera scatenatasi improvvisamente sul Tacco dopo pranzo.

Ne sa qualcosa una turista che a Porto Cesareo ha rischiato la vita. Uscita da un bar, la malcapitata è stata violentemente colpita da un ombrellone esterno del locale che era stato sollevato dal vento. La donna è finita a terra, ferita. Ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari presso il pronto soccorso di Copertino. Era in compagnia del marito e dei loro due figli che non hanno riportato conseguenze.

Immagine di repertorio

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