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Cronaca

Incidente moto-furgone: perde la vita 35enne

Dramma alle prime ore del mattino sulla Nardò-Avetrana

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La strada provinciale 359 Nardò-Avetrana nuovamente teatro di un tragico incidente.





Un uomo ha perso la vita questa mattina in un violento schianto.





Alle prime ore del mattino lo schianto tra una moto Yamaha ed un furgone Fiat Qubo. Da chiarire la dinamica.




I soccorritori del 118 hanno provato a rianimare il 35enne Marco Vetrugno ma per lui non c’è stato nulla da fare.





Non è in pericolo il conducente del furgone. I carabinieri, sul posto assieme alla polizia locale, indagano sull’accaduto.






Casarano

Casarano il giorno dopo l’omicidio

Il sit in di Libera Casarano “Angelica Pirtoli” all’indomani dell’omicidio Afendi. Le voci dei partecipanti. Libera Francioso: “Per Casarano, in questo momento, essere qui significa dire basta”. annunciata per i prossimi giorni una grande manifestazione con la presenza tra gli altri anche di Don Antonio Coluccia, il prete originario di Specchia. Il magistrato Francesco Mandoi: “Quello che accade è un disegno, occorre collegare i vari puntini”

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di Giovanna Nuzzo

Le bandiere di Libera colorano un cielo grigio, una presenza timida riempie Piazzetta Petracca, a Casarano, tra i giochi per bambini, lì dove ieri, alle 11:15, in pieno centro, tre colpi di pistola hanno ucciso Antonio Amin Afendi, ritenuto elemento di spicco della Sacra Corona Unita nel basso Salento.

È per questo che proprio qui, Libera Casarano “Angelica Pirtoli” ha organizzato per questa mattina un sit in per ribadire un no chiaro e deciso alle mafie, ma anche per coordinare e mobilitare i cittadini ad un confronto.

“Per Casarano, in questo momento, essere qui significa dire basta”.

Libera Francioso, referente di Libera Casarano, esordisce così mentre parla davanti alla platea.

Riannoda i fili della storia più recente, almeno dal 2016, anno dell’omicidio di Augustino Potenza, di cui proprio Afendi era considerato l’erede, anche perché nuovo compagno della moglie rimasta vedova.

“Da quel momento – continua Francioso questa città subisce attentati e omicidi di mafia in luoghi vissuti dalla società civile. Questa è solo la punta dell’iceberg, di un’economia sommersa e illegale presente sul territorio e che noi come cittadini non possiamo più ignorare”.

Presenti anche le istituzioni casaranesi e le forze di opposizione.

Il vice sindaco Daniele Gatto si dice preoccupato per le ripercussioni che tali atti criminosi possono avere sulla comunità.

Annuncia, inoltre, che il sindaco è già in contatto con il Prefetto e gli altri amministratori dei comuni limitrofi per l’organizzazione di una grande manifestazione nei prossimi giorni, con la presenza anche di don Antonio Coluccia.

Le forze politiche locali non vogliono lasciar spazio a divisioni.

“In queste occasioni, non importa il colore di ognuno. Noi ci siamo in questa battaglia, è il momento di volare alto”, afferma il consigliere di minoranza Marco Mastroleo.

È il momento della reazione e che sia stata immediata, a poche ore dall’omicidio, è un segnale di grande importanza per Casarano. Ricostruire il terreno dell’antimafia, rafforzare gli anticorpi della comunità, però, è operazione lunga e complessa.

Lo ricorda Marco Mazzeo, tra le anime del Comitato intercomunale per la legalità: “Casarano ha perso due giovani, uno perché è stato ucciso e l’altro perché ha confessato l’omicidio. 32 anni il primo, 27 il secondo. Significa che c’è bisogno di ripartire dalla giovanissima età. Abbiamo bisogno di centri di aggregazione culturali per i ragazzi, di luoghi in cui i bambini possano giocare all’aperto, senza pericoli. Ma anche che istituzioni, associazioni, società civile, scuola, partiti e parrocchie mettano insieme le loro forze e dialoghino”.

“La cultura della legalità non è compito solo di pochi, di magistrati e associazioni che da decenni presidiano il territorio volontariamente”.

È un concetto che ritorna più volte nelle parole dei promotori del sit in, che rimarcano il peso della solitudine a cui spesso il nostro Paese abitua e costringe quando si trattano temi come la lotta alla mafia. Ci tiene a ribadirlo anche Francesco Capezza di Libera Casarano. “È il noi che vince contro la criminalità organizzata. Bisogna essere uniti, società civile e istituzioni”.

Saranno le indagini a chiarire i contorni dell’omicidio di Afendi, ma che possa essere maturato in un contesto mafioso, all’indomani dei fatti, resta una pista accreditata.

Sullo sfondo c’è un territorio, quello di Casarano, ricco e che ritorna ad essere pullulante di aziende e industrie.

“Quello che accade è un disegno, occorre collegare i vari puntini”, sostiene Francesco Mandoi, magistrato che ha vissuto in prima persona gli anni più sanguinosi della Scu, nonché Sostituto Procuratore Nazionale presso la Direzione Nazionale Antimafia dal 1999 al 2018.

C’è un disegno – aggiunge – nel momento in cui vengono incendiati i chioschi dei balneari di Ugento, c’è un disegno persino nellindividuazione delle persone a cui bruciare le auto, spesso amministratori, imprenditori edili e commerciali, avvocati. Non sono atti che avvengono per fato avverso”.

Dello stesso avviso anche Roberto Tanisi, già Presidente del Tribunale di Lecce, anche lui presente alla manifestazione: “Qualcosa si muove negli equilibri dei clan che taglieggiano il territorio. Non siamo, però, negli anni Novanta, questo mi sembra giusto dirlo, e il Salento non è lo stesso di quegli anni, ma non bisogna abbassare la guardia. Gli episodi gravi di questi giorni, per modalità e per il  luogo in cui sono avvenuti, dimostrano che la pericolosità esiste.

Diceva don Pino Puglisi: “Non mi fa paura lo strepito dei violenti, quanto il silenzio degli onesti. È giusto protestare, gli onesti devono far sentire la loro voce”.

Il sit in si conclude con l’impegno di maggiori organizzazione e coordinamento e di un muro unito contro quello dell’omertà e delle mafie subdole che attraversano, spesso nell’indifferenza, i territori.

I bambini ritornano a giocare in Piazzetta Petracca.

Un uomo porta con sé un cartello su cui c’è scritto: “Ci sono cose da non fare mai, per esempio la mafia”.

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Casarano

Omicidio a Casarano, il messaggio di Anci Puglia

“Fondamentale azione di forze dell’ordine e istituzioni anche attraverso pronta reazione della cittadinanza”

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La presidente di Anci Puglia, Fiorenza Pascazio, con il vice presidente vicario Michele Sperti (sindaco di Miggiano), a nome dei sindaci della regione, esprimono vicinanza e solidarietà al primo cittadino Ottavio De Nuzzo e alla comunità di Casarano per il grave atto di criminalità verificatosi ieri, in pieno centro cittadino, a pochi metri da un parco frequentato da famiglie.

È fondamentale, da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni competenti, intensificare il livello di attenzione e controllo sul territorio, in modo da garantire, in stretta collaborazione con il sindaco, ma soprattutto, attraverso la pronta reazione della cittadinanza, condizioni di serenità, massima sicurezza e legalità”.

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Casarano

Un fermo per l’omicidio di Casarano: “Non ci ho visto più e ho sparato”

Si è costituito il presunto killer di Antonio Amin Afendi, ucciso ieri in pieno centro. Avrebbe raccontato: “Aveva seguito mia moglie per spaventarla, gli ho sparato”

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C’è un fermo per l’omicidio di ieri mattina a Casarano.

A sparare ad Antonio Amin Afendi, 32 anni, freddato in pieno centro da tre colpi di pistola, sarebbe stato Lucio Sarcinella, 27 anni, di Casarano.

Lo stesso Sarcinella nella giornata di ieri si è costituito presso i carabinieri. Avrebbe confermato quanto visto dai diversi testimoni presenti sul luogo del delitto, ossia di aver raggiunto Afendi a bordo di un’Audi A3 di colore scuro, condotta da un suo amico, e di esser fuggito a bordo di questo stesso mezzo dopo aver esploso i tre colpi di pistola in via Lupo.

Le motivazioni

A motivare il gesto, secondo quanto lo stesso avrebbe riferito, le recenti continue pressioni che Sarcinella e sua moglie avrebbero subito da parte di Afendi.

Pressioni culminate proprio ieri in un episodio, un presunto pedinamento ad opera di Afendi ed all’indirizzo della moglie del 27enne.

Pochi minuti dopo sarebbe quindi arrivato il gesto di Sarcinella che, per porre fine una volta per tutte a questa situazione, avrebbe sparato al presunto successore del boss mafioso Augustino Potenza.

Al momento Sarcinella è l’unico sottoposto a fermo. Risponde di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione. Non è stato fermato invece l’amico alla guida dell’auto usata per raggiungere la vittima e poi allontanarsi dal luogo del delitto.

Sarcinella è un soggetto considerato vicino al clan di Damiano Autunno, in stretta rivalità con il clan di Afendi, lo stesso di Augustino Potenza, ucciso nel 2016. Al momento, tuttavia, non è contestata l’aggravante del favoreggiamento dell’associazione mafiosa.

Il presidio

Un presidio antimafia è stato indetto da Libera e dal Comitato Intercomunale per la Legalità per questa mattina a Casarano. Alle 11 sul luogo del delitto il ritrovo di cittadini, associazioni ed amministratori.

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