Casarano
Dopo la frisa i panzerotti d’oro
Dopo la notizia ferragostana divampata su social e media di tutt’Italia sulla presunta “frisa d’oro”
Dopo la polemica sulla “frisa d’oro” un altro “scandalo” alle porte del Salento: panzerotto (o calzone a Lecce o fritta a Brindisi) venduto a 5 euro (4,90 euro per la precisione) all’aeroporto di Brindisi. Basta speculazioni!
Dopo la notizia ferragostana divampata su social e media di tutt’Italia sulla presunta “frisa d’oro” che ha fatto scatenare una marea di polemiche che ancora non sembrano assopite, un altro “scandalo” per tutti coloro che sono amanti della cucina meridionale potrebbe scatenarsi per il prezzo di uno dei tipici “food” nostrani nel punto di ristoro a marchio “Autogrill” dell’aeroporto di Brindisi, divenuto scalo pressoché obbligatorio per migliaia di viaggiatori che raggiungono e ripartono dal Salento: panzerotti fritti (o calzoni a Lecce o fritte a Brindisi) venduti a 5 euro cadauno (4,90 euro per la precisione) come dimostra la foto dello scontrino postatoci da una turista bolognese.
Anche se è pur vero che l’acquisto di qualsiasi prodotto in aeroporto o in autostrada e sempre un po’ “pompato” dall’impossibilità di una scelta concorrenziale, quando la speculazione o “libero mercato” che dir si voglia, arriva a tal punto è giusto dire “Basta!” e se nessun’autorità può intervenire per fermare quest’andazzo, allora l’unica forma di protesta rimasta è forse quella della libera scelta di ciascuno di noi di non comprare più da coloro che vendono prodotti che normalmente costano meno di 1/3 se acquistati altrove?
Giovanni D’Agata, presidente Sportello dei Diritti
Attualità
Casarano si sveglia solo col voto
Tra cantieri improvvisamente riaperti, piazze affollate e promesse da campagna elettorale, la città riscopre la politica. Ma il vero dubbio resta uno: durerà anche dopo le urne?
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di Antonio Memmi
Siamo convinti che le elezioni dovrebbero celebrarsi almeno una volta all’anno o magari due: una in primavera e una sotto Natale!
Così, per sicurezza, perché questo è il periodo in cui tutto sembra possibile: le strade si asfaltano, tutti sorridono e salutano e perfino gli operai dei cantieri “storici”, creature mitologiche e leggendarie, avvistate con la stessa frequenza dei panda albini, tornano improvvisamente tra noi.
CITTÀ INVASA DA SLOGAN E PASSERELLE
In queste settimane Casarano è diventata un gigantesco set politico a cielo aperto; liste presentate ovunque: nelle piazze nobili, nei vicoli stretti, nelle periferie dimenticate, davanti ai bar, accanto ai monumenti; cambiano gli sfondi, cambiano le sedie, cambiano le bandiere, ma le parole restano identiche, come quei tormentoni estivi che a luglio già non sopporti più.
“Sport”, “Inclusione”, “Giovani”, “Rilancio”, “Visione”, “Partecipazione”, programmi impeccabili naturalmente, talmente impeccabili che uno si domanda come mai Casarano non sia già diventata come Singapore; curiosamente invece, sull’ospedale tutti sembrano un po’ timidi, prudenti, quasi afoni, come gli studenti interrogati su un capitolo che hanno studiato poco.
LA POLITICA TORNATA A RIEMPIRE LE PIAZZE
Eppure, qualcosa di buono, stavolta, c’è davvero!
Perché, al netto della retorica da palco e delle promesse lucidate a nuovo, la politica locale ha ricominciato a smuovere animi e coscienze come non accadeva da anni.
Le piazze, infatti, sono tornate a riempirsi, la gente discute, partecipa, applaude e soprattutto si rivedono tanti giovani, che fino a ieri consideravano la politica locale più o meno coinvolgente come un convegno sulle guarnizioni dei rubinetti.
INCOMBE IL BALLOTTAGGIO
Forse dipende dal fatto che questa volta la partita appare davvero aperta o almeno abbastanza aperta da convincere tutti di avere una possibilità concreta perché, lasciando perdere i soliti sondaggi fatti al tavolino del bar (quelli dove il candidato favorito coincide sempre con il cognato di chi parla), è evidente che Ottavio De Nuzzo parta in vantaggio ed è un vantaggio tutt’altro che misterioso.
I sindaci uscenti, infatti, almeno sulla carta, partono sempre favoriti: conoscono la macchina amministrativa, occupano naturalmente la scena e soprattutto possono contare su liste piene di candidati che agli elettori ci sanno parlare sul serio, uno per uno, famiglia per famiglia e di voti ne portano tanti.
La matematica elettorale, però, racconta anche altro e cioè che vincere al primo turno potrebbe essere più complicato del previsto, perché i numeri, almeno quelli fatti a spanne, sembrano spingere decisamente verso il ballottaggio e lì la partita cambierebbe completamente perché sembra davvero poco probabile che gli altri candidati possano, al ballottaggio, chiedere al proprio elettorato di appoggiare il Sindaco uscente.
GLI EQUILIBRI CHE CAMBIANO
Da una parte infatti c’è Marco Nuzzo, volto ufficiale del PD e della Sinistra progressista tradizionale, quella che, accanto ai programmi amministrativi prova ancora a parlare di identità politica senza sembrare uscita da un cineforum del 1978 ma con la freschezza di un giovane “pulito”.
Dall’altra c’è Luigi Anastasia, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e da quella sinistra delusa che ha deciso di prendere le distanze dai dem e soprattutto dalle geometrie politiche disegnate a Bari.
Infine, ma non ultima, c’è Laura Parrotta, che probabilmente rappresenta la vera “anomalia” di questa campagna elettorale, la candidata che ha fatto perno sulla trasversalità: una figura sostenuta contemporaneamente dalla destra dissidente (quella che non ha gradito le decisioni dei palazzi provinciali che hanno deciso di schierarsi con De Nuzzo) e da pezzi di sinistra altrettanto scontenti delle scelte arrivate dal capoluogo.
EVENTO QUASI SOPRANNATURALE
Intanto però Casarano osserva, ascolta e soprattutto si gode il miracolo temporaneo della campagna elettorale: strade rifatte, telecamere finalmente installate al cimitero dopo anni di alibi burocratici sulla privacy e, soprattutto, quella scena quasi mistica ai Giardini William Ingrosso, dove ben dieci operai e manovali lavoravano contemporaneamente addirittura di sabato mattina (pensateci, dieci! E tutti insieme. Roba da accendere un cero alla ‘Mmaculata).
DOPO I MANIFESTI SERVIRÀ LA NORMALITÀ
La speranza di tutti è che, tra un comizio e un taglio del nastro, questa volta nascerà davvero qualcosa di duraturo.
Casarano non ha bisogno dell’ennesima campagna elettorale permanente, ma di una normalità straordinaria: strade sistemate anche senza voti da chiedere, piazze vive anche senza palchi e politica capace di ricordarsi dei cittadini pure quando i manifesti saranno stati strappati dal vento.
E chissà, forse il vero miracolo non saranno i dieci operai del sabato mattina, ma una città che finalmente ricomincia a credere in sé stessa.
*Immagine in alto generata con IA
Appuntamenti
San Giovanni Elemosiniere: Casarano in festa
Il programma degli appuntamenti civili e religiosi che scandiranno le celebrazioni per il santo patrono
Casarano si prepara a rinnovare il legame con San Giovanni Elemosiniere, patrono amatissimo dalla comunità.
La devozione dei casaranesi affonda le radici nella tradizione orientale del santo, vescovo di Alessandria d’Egitto noto per la sua carità verso i poveri e gli ultimi. Nei secoli il culto si è consolidato fino a diventare uno dei momenti religiosi e popolari più sentiti dell’anno, capace di unire fede, identità cittadina e partecipazione collettiva.
Il calendario
Il programma prenderà il via venerdì 15 maggio. Alle 20 partirà il corteo delle associazioni del territorio, dei fedeli e delle autorità dal Monumento ai Caduti verso piazza Umberto I e la chiesa di San Giovanni Elemosiniere.
Alle 20.45 spazio alla “Staffetta di San Giovanni”, con le prove sui 4, 2, 1,5 e 0,5 chilometri. Alle 21.30, in piazza San Domenico, si esibirà “Ester del popolo” con musica dance anni ’80, ’90 e 2000.
Sabato 16 maggio sarà dedicato al patrocinio del santo patrono. Alle 8 la messa con la partecipazione delle confraternite e la benedizione dei tradizionali “panetti”. Alle 10.30 la celebrazione per anziani e ammalati. In serata, dalle 18, in piazza San Domenico concerto bandistico “Città di Taviano”, mentre alle 22 salirà sul palco Antonio Castrignanò con il tour “Taranta Sound”.
Domenica 17 maggio le sante messe saranno celebrate alle 8, 10, 11.30 e 19. Sul fronte civile, dalle 7 nella zona industriale aprirà la Fiera Mercato, accompagnata per l’intera giornata dai servizi di animazione. In serata, in piazza Indipendenza, si terrà il Gran Concerto Lirico Sinfonico “Città di Bari”, con esibizione dei cantanti lirici. Alle 21.30, in piazza San Domenico, concerto di Francesco De Siena e della sua band.
Lunedì 18 maggio, alle 21.30 in piazza San Domenico, atteso il live di Fabrizio Moro con il tour “Non ho paura di niente 2026”.
Martedì 19 maggio gran finale con gli spettacoli pirotecnici. Alle 21.15, in contrada Comunni, periferia ovest, si sfideranno le ditte Fireworks Salento di Martella Vincenzo e Pirotecnica Napoletana di Angelo Dario, con tre spettacoli in onore del patrono.
Le principali vie cittadine saranno illuminate dalle artistiche luminarie della premiata ditta Santoro di Alessano.
Il momento religioso culminerà il 31 maggio con la “Memoria del miracolo di San Giovanni Elemosiniere”. Alle 20, nei pressi di piazza Umberto I, si terrà il ricordo del miracolo e la conclusione del mese mariano con celebrazione eucaristica presieduta da don Stefano Manta, vicerettore del seminario di Nardò.
Seguirà il corteo dei fedeli lungo via Roma fino alla colonna del santo per il tradizionale canto del responsorio.
Casarano
Comunque applausi per il Casarano
Servirà un miracolo mercoledì in Brianza per ribaltare la sconfitta interna contro il Renate (0-2). Il Capozza, a fine gara, ha ringraziato i rossoazzurri che, comunque andrà a finire, resterà a lungo impressa nei cuori dei tifosi. Vito di Bari, però, non molla: “Ce l’andremo a giocare in Lombardia senza paura, noi non molliamo”
CASARANO-RENATE 0-2
Reti: pt 3′ e 24′ Karlsson
di Giuseppe Lagna
Fra il Casarano e un risultato degno del Capozza “sold-out” ci si mette di mezzo un attaccante islandese, Karlsson, che oltretutto di nome fa Magnus, a guastare la festa.
Visibilmente meno rapidi dei Brianzoli, freschi di due settimane senza gare, gli uomini di Vito Di Bari hanno accusato il colpo nella prima mezz’ora di gioco e incassato il risultato di una doppietta, che non cambierà per il resto dell’incontro.
Eppure Chiricò e compagni le hanno tentate tutte per superare lo svantaggio, che complica di molto il ritorno mercoledì a Meda (MB).
Si son succedute mischie furibonde nell’area avversaria, ma un portiere in gran vena le ha sventate tutte, complice qualche imprecisione degli attaccanti casaranesi.
Al termine, lo straripante pubblico non ha potuto far altro che osannare la grande, ma sfortunata prestazione dei propri beniamini.
Va dato atto, infatti, che la squadra del presidente Antonio Filograna Sergio, partendo dall’ottava posizione in classifica, ha dovuto affrontare il regolamento capestro e superarlo con le magnifiche vittorie a Monopoli e Cosenza.
Ora non resta altro che il match di ritorno mercoledì, che sarà la quarta partita in dodici giorni e per la quale un indefettibile Vito Di Bari annuncia che “ce l’andremo a giocare in Lombardia senza paura, noi non molliamo” sostiene deciso in sala stampa nel post-gara.
I Rossoazzurri a 1.113 km da Casarano potranno usufruire del calore dei numerosissimi tifosi residenti al nord per studio o per lavoro.
Comunque vadano le cose, il Casarano ha dimostrato una grande organizzazione societaria, superando ogni difficoltà presentatasi nell’arco dell’intera stagione, non poco per una compagine tornata a militare in una serie C1 completamente differente da quella lasciata oltre un ventennio fa.
Gran merito va alla passione del presidente Antonio Filograna Sergio, onnipresente al fianco dei suoi calciatori e dei tecnici di cui ha saputo ben avvalersi.
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