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Cronaca

Novità per eventi, green pass, terza dose e mascherine: approvato il nuovo decreto

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Il nuovo decreto per arginare la nuova ondata di contagi Covid è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri, ed entrerà in vigore a partire da giovedì 28 dicembre.





Le principali novità:




⛔ il divieto di eventi all’aperto fino al 31 gennaio che implichino assembramenti;

🟢 la durata ridotta da 9 a 6 mesi del Green Pass a partire dal 1 febbraio;

💉il periodo minimo per la somministrazione della terza dose sarà ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario, (aspettando le decisioni dell’Aifa);

😷 uso delle mascherine obbligatorio anche all’aperto;





Si prevede inoltre la disposizione dell’obbligo della Ffp2, maggiormente protettiva, in alcune situazioni: eventi sportivi al chiuso, negli stadi, spettacoli, cinema, teatri e sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza e locale;

⛔🥤🍟 Se si è al chiuso (cinema) divieto di consumo di cibi e bevande.

🟢🟢 Fino al 31 gennaio c’è l’estensione dei luoghi in cui si applica il super Green pass: musei, mostre, parchi tematici e di divertimento, centri ricreativi e sociali, sale gioco, sale scommesse e sale bingo, ristorazione al chiuso anche al banco;

🟢 Il green pass normale invece può essere usato nei corsi di formazione privati in presenza;

🏥 L’accesso alle Rsa, sarà consentito solo a persone con terza dose di vaccino, oppure, se non si è ancora completato il ciclo, è necessario un tampone.

⛔🥳 Stop alle feste ed eventi in piazza sino al 31 gennaio per evitare assembramenti;

⛔ Sospensione, sino al 31 gennaio, le discoteche, sale da ballo o attività simili.


Cronaca

Incidente a Surano sulla 275: due ambulanze e lunghe code

Schianto attorno alle 21 tra due auto: feriti (un codice rosso) e vetture ko

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Lunghe code in serata, in entrambe le direzioni di marcia, sulla strada statale 275 nel tratto ricadente nel territorio di Surano a causa di un incidente stradale.

Poco prima delle 21 due vetture si sono scontrate sul rettilineo della Maglie-Leuca che da Nociglia conduce all’incrocio semaforico con la via tra Spongano e Torrepaduli, non lontano dall’attività commerciale La Grande Muraglia.

Violento l’impatto (foto a fine articolo). Le auto (due utilitarie) sono state gravemente danneggiate dall’impatto. Airbag esplosi in entrambi gli abitacoli e necessario l’intervento sul posto del 118.

Due le ambulanze accorse per soccorrere i feriti: sono 3, di cui una donna, di 65 anni, condotta a al Veris Delli Ponti di Scorrano in codice rosso.

L’intenso traffico di questa domenica sera è stato fortemente rallentato dall’ingorgo generatosi dopo il sinistro: le auto coinvolte rimaste in panne, poi i rilievi delle forze dell’ordine dopo il passaggio del 118 ed infine l’arrivo del carro attrezzi, hanno impegnato la carreggiata per alcuni quarti d’ora.

In tarda serata è ripresa la normale circolazione.

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Cronaca

Incidente e soccorsi all’incrocio delle polemiche di Gagliano

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Scontro tra due auto in mattinata a Gagliano del Capo, lungo la strada statale 275 che attraversa il paese. E soccorsi per gli occupanti delle vetture.

Le macchine, una Fiat Punto ed un’Audi, si sono urtate violentemente nella parte anteriore. I presenti hanno chiamato il 118 facendo accorrere sul posto i soccorsi.

Un’auto medica ed una ambulanza hanno verificato le condizioni dei presenti, conducendoli poi in ospedale per ulteriori accertamenti, in condizioni non gravi.

Rilievi affidati ai carabinieri.

L’incidente si è verificato ad un incrocio noto in passato per altri episodi simili: quello tra via Unita d’Italia e via De Curtis.

Una intersezione, questa, che precede di pochi metri quella in corrispondenza dell’ospedale, e che è stata esattamente un anno fa oggetto di polemica. L’opposizione gaglianese, infatti, a maggio 2021, sosteneva che il semaforo che insiste sull’incrocio andrebbe spento, in quanto ritenuto principale indiziato di numerosi sinistri stradali.

Semaforo installato in passato proprio per la pericolosità della strada. E poi, nel tempo, più volte passato da attivo a inattivo e viceversa.

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Cronaca

“No al sesso in carcere: non siamo i guardoni dello Stato”

La presa di posizione del Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria: “Detenzione non è barzelletta”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma del dottor Donato Capece, segretario del Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria, a commento di indiscrezioni sul riconoscimento e l’esercizio del diritto al sesso in carcere per i detenuti.

“Ciclicamente, viene fuori la proposta di destinare stanze o celle in carcere per favorire il sesso ai detenuti. Noi ribadiamo quel che diciamo da tempo, con fermezza ed altrettanta chiarezza: per il SAPPE, i nostri penitenziari devono assicurare il mandato costituzionale dell’esecuzione della pena e i nostri Agenti di Polizia Penitenziaria non devono diventare ‘guardoni di Stato!”.

“Il sesso in carcere è una proposta inutile e demagogica, che offende anche chi ha subìto un reato anche molto grave. Si ricorra, piuttosto, alla concessione di permessi premio a quei detenuti che in carcere si comportano bene, che non si rendono cioè protagonisti di eventi critici e che durante la detenzione lavorano e seguano percorsi concreti di rieducazione. E allora, una volta fuori, potranno esprimere l’affettività come meglio credono”.

“Altri sono gli interventi urgenti per fronteggiare la costante situazione di tensione che si vive nelle carceri italiane: Nel 2021 abbiamo contato nelle carceri italiane 11.295 atti di autolesionismo, 1.669 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 8.063 colluttazioni, 1.087 ferimenti: numeri altissimi, i più alti degli ultimi vent’anni. E sorveglianza dinamica e regime penitenziario aperto sono stati concausa di questo pazzesco numero di eventi critici, questa folle spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori. Sospendiamo allora vigilanza dinamica e regime aperto se i detenuti non lavorano, non studiano o non sono impegnati in altre attività”.

“E a chi se lo merita, a chi non si rende protagonista di episodi violenti in carcere, si diano permessi premio. Ci si occupi di questo, di riformare davvero il sistema dell’esecuzione penale: altro pensare solamente al sesso in carcere, mortificando chi ha subito reati e si aspetta giustizia!”.

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