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Lecce

Salento “Live Your Tour”

Il progetto europeo per lo sviluppo del turismo sostenibile.

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Nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini, a Lecce, è stato presentato il progetto europeo “Live your tour. A cross-border network to increase sound and harmonious tourism in Italy, Spain, Lebanon and Tunisia”, di cui la Provincia di Lecce è partner.


Finanziato con un budget complessivo di oltre 4 milioni 960 mila euro, nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Europea CBC ENPI – Bacino del Mediterraneo (European Neighbourhood and Partnership Instrument), il progetto “Live your tour” punta ad incrementare i flussi di turismo sostenibile in alcune aree obiettivo di Italia, Spagna, Libano e Tunisia, favorendo la destagionalizzazione, lo sviluppo di aree geografiche marginali e la valorizzazione delle culture locali.


Ad accogliere, per la Provincia di Lecce, la delegazione di ospiti e tecnici coinvolti nel progetto è stato l’assessore provinciale al Turismo e Marketing territoriale Francesco Pacella che ha esordito il suo intervento di saluto, sottolineando l’impegno forte che la Provincia di Lecce ha messo in campo in questi anni per promuovere e valorizzare percorsi di turismo capaci di far conoscere il nostro territorio nella sua interezza.


A testimoniare il lavoro importante realizzato e ad attestare l’appeal che il Salento ha, sono i dati diffusi in questi giorni da una ricerca svolta sul web da “Italia Turistica” e presentata alla Bit di Milano, che ci “incorona” come la meta turistica più amata dagli italiani. Le parole chiave scelte dagli intervistati per rappresentare il nostro territorio sono state mare, cordialità, ospitalità, barocco, olio ed uliveti, musica, tradizioni e cultura, tutti “brand” che ci caratterizzano e ci rendono”unici” agli occhi dei nostri visitatori”, ha dichiarato l’assessore Pacella.

L’obiettivo del progetto che oggi prende il via”, ha proseguito l’assessore provinciale al Turismo, “è quello di incrementare i flussi di turismo sostenibile in alcune aree di Italia, Spagna, Libano e Tunisia, favorendo la destagionalizzazione, lo sviluppo di aree geografiche marginali e la valorizzazione delle culture locali. In particolare, il progetto mira a ridurre la forte pressione turistica sulle zone immediatamente costiere, attraverso l’identificazione di possibili “itinerari alternativi”, rispetto a quelli più noti e sfruttati a fini turistici. Si punta a sviluppare un diverso rapporto “visitatore-territorio”, capace di  mettere in contatto le realtà produttive presenti con un bacino turistico in grado di apprezzare le caratteristiche peculiari dei vari luoghi. L’intensa cooperazione tra i diversi territori coinvolti dal progetto, che lavoreranno in rete, permetterà di proporre i diversi itinerari come tasselli di un unico insieme che, pur nelle sue differenze, si riconoscono come parte di una realtà mediterranea dalle radici condivise”, ha proseguito l’assessore Pacella.


Grazie a questo progetto, inoltre, saremo in grado di accrescere le capacità ed il know how dei nostri enti locali coinvolti, sia in termini di pianificazione strategica transfrontaliera nel settore del turismo sostenibile, sia mediante corsi di formazione e servizi di assistenza permanente. Si metterà in moto un denso scambio di idee ed esperienze che coinvolgeranno, infine, larghe fasce di società civile e soprattutto i nostri ragazzi, attraverso campus estivi destinati e pensati per la loro formazione. Con questo progetto la Provincia di Lecce ha, ancora una volta, messo in moto un percorso di eccellenza che ci vede protagonisti in primo piano insieme ad importanti partner internazionali”, ha concluso Francesco Pacella.


All’incontro odierno erano presenti Walid Attallah, coordinatore di Progetto per conto del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) (Libano); Nouha Ghosseini, presidente della Unione delle Municipalità  dello Chouf Soueyjani (Libano); Haytham Nammour, dell’Università Americana per la Cultura e l’Educazione (Libano); Yolanda Ramirez, responsabile del Fondo delle Municipalità Andaluse per la Solidarietà Internazionale (FAMSI) (Spagna); Emira Sghaier, Ricerca e Cooperazione (Libano-Italia); Gabriella Rossi Crespi, Ricerca e Cooperazione (Italia); Majdi Calboussi, Associazione Tunisina per le Gestione e la Stabilità Sociale (TAMSS) (Tunisia); Bassam Hariri, Presidente dell’Unione delle Municipalità  di Baalbeck (Libano); Alessandro Ciccolella, Consorzio di Gestione di Torre Guaceto (Italia); Gianfranco Ciola, Parco Regione delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo (Italia); Silvia Fracchia, Technical Secretariat (Regione Sardegna); Fabrizio Floris Technical Secretariat (Regione Sardegna).


Attualità

Donne e lavoro: tavolo permanente in Provincia

Collaborare per individuare azioni e costruire percorsi rivolti a favorire l’occupazione femminile nel territorio salentino, a ridurre il divario di genere e a favorire anche l’inclusione delle persone diversamente abili. Con questi obiettivi si è costituito ieri, a Palazzo Adorno, il tavolo tecnico permanente, promosso dalla consigliera di Parità della Provincia di Lecce Antonella Pappadà.

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I lavori, aperti dal saluto del presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e introdotti dalla consigliera di Parità Antonella Pappadà (entrambi nella foto in alto) alla presenza del dirigente del Servizio Pari opportunità provinciale Pantaleo Isceri, hanno registrato un’ampia partecipazione da parte dei principali attori che, a vario titolo, si occupano di lavoro e, in particolare, di occupazione sul territorio.

Intorno a tavolo, infatti, c’erano Cristina Mercuri (Confindustria) e Fernando Nazaro (imprenditore), Floriana Dell’Orco (Camera di commercio di Lecce), Emanuela Aprile (Confartigianato), Fiorella Fischetti (Cgil), Ada Chirizzi e Concetta Mummolo (Cisl), Mauro Fioretti (Uil), Anna Maria Cherubini (UniSalento), Maria Luisa Serrano (Cpo Ordine degli avvocati di Lecce), Cristian Primiceri (Osservatorio di diritto del lavoro e previdenza dell’Ordine degli avvocati), Luisa Crusi (Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Lecce), Duilia Del Mastro (Ordine dei Consulenti del lavoro di Lecce), Barbara Rodio (Arpal Puglia), Daniela Talà (Sviluppo Lavoro Itala), Elisabetta Salvati (Aforisma), Serenella Molendini (Centro ricerca europea per l’innovazione sostenibile – Creis), Marco Sponziello (Associazione Next Eu), Maria Grazia Zecca (esperta in diritto antidiscriminatorio), Laura Parrotta (avvocata con esperienza nelle tematiche delle Pari Opportunità).

«Sono molto soddisfatta di questo inizio di mandato», dichiara Antonella Pappadà, consigliera di parità della Provincia di Lecce, «che sembra sia nato sotto i migliori auspici se consideriamo la grande partecipazione di tutte le rappresentanze del territorio che, a vario titolo, si occupano delle tematiche del mondo del lavoro».

«Il grande interesse dimostrato e la risposta al mio invito a costituire questo tavolo di lavoro permanente», prosegue, «lasciano ben sperare che, insieme, si possa realizzare qualcosa di concreto per il nostro territorio per favorire l’occupazione femminile, ridurre il divario di genere e favorire anche l’inclusione delle persone diversamente abili e, al contempo», conclude Antonella Pappadà, «contrastare gli stereotipi e le discriminazioni per prevenire la violenza di genere»

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Provincia Stefano Minerva, che ha ringraziato la consigliera di Parità Antonella Pappadà «per aver voluto avviare, fin da subito, un percorso di collaborazione a 360 gradi con i rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati, delle associazioni di categoria, degli ordini professionali».

«Una rete di cui in questo momento storico c’è bisogno», ha evidenziato il presidente, «soprattutto sul fronte dell’occupazione femminile, che deve essere messa ancora di più al centro delle politiche economiche e sociali, a livello nazionale, ma anche locale».

Nel corso dell’incontro sono state tracciate a grandi linee le direttrici su cui lavorare nei prossimi mesi, non senza prima di aver condotto un’analisi del territorio.

In particolare, con il supporto di tutte le professionalità intervenute si punterà a promuovere incontri itineranti sul territorio con le amministrazioni, le aziende e tutti gli stakeholder interessati dalle tematiche del lavoro e alla diffusione delle pari opportunità; orientamento integrato multilivello e formazione/informazione negli enti locali, nelle scuole, università, aziende, ecc. Inoltre, si favoriranno le Politiche attive per il lavoro e i servizi a supporto, con particolare riguardo alla qualificazione, riqualificazione per l’ingresso o reingresso della donna nel mondo del lavoro, con attenzione anche ai diversamente abili e, ancora, formazione, informazione e diffusione della Certificazione di genere.

Il tavolo rimane aperto e sarà arricchito dalla partecipazione di altri soggetti interessati a sostenere i percorsi individuati.

«Sarà importante capitalizzare le misure finanziarie per la parità di genere previste nel Pnrr e non solo, sia quelle dirette, quali la certificazione di parità di genere e la promozione della creazione di imprese femminili, sia quelle trasversali, quali la promozione dell’accesso da parte delle donne all’acquisizione di  competenze Stem», riprende la consigliera di parità della Provincia di Lecce Antonella Pappadà, «così come diffondere azioni positive finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro, attraverso la tutela della maternità, della paternità e l’assistenza ai soggetti disabili».

 

 

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Cronaca

Minacce ai magistrati, arrestato esponente della SCU

Gravi indizi di colpevolezza a carico di Pancrazio Carrino, indagato per i reati di violenza e minaccia ai danni di Carmen Ruggiero, Sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce e della Gip Maria Francesca Mariano

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Come già anticipato da queste colonne, su disposizione della DDA di Potenza, la Polizia di Stato – Squadra Mobile di Lecce e Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo di Lecce – ha eseguito un ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di Pancrazio Carrino, indagato per i reati di violenza e minaccia ai danni di Carmen Ruggiero, Sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce e delal galatinese Maria Francesca Mariano, Gip presso il medesimo Tribunale.

Condotte, ritenute finalizzate ad intimidire e condizionare l’operato dei predetti Magistrati, fatti aggravati dall’uso del metodo mafioso.

Il provvedimento scaturisce da un’indagine coordinata da questo Ufficio e sviluppata dalla Polizia di Stato, da cui sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico di Carrino, ritenute dalla AG leccese, anche in persona dei predetti Magistrati, appartenere alla Sacra Corona Unita e, segnatamente, del clanLamendola — Cantanna”, facente parte della cosiddetta frangia mesagnese del sodalizio.

Le attività investigative sono state avviate in seguito al grave episodio verificatosi a Lecce nella notte del 2 febbraio 2024 allorquando ignoti criminali, giungendo fin dietro la porta di uno dei due suddetti Magistrati, a scopo intimidatorio, avevano lì posizionato la testa decapitata di un capretto, in cui era stato conficcato un coltello.

La specifica vicenda appena evidenziata, secondo la ricostruzione accusatoria, si colloca nel contesto di una catena di gravi episodi di minacce ed azioni finalizzate a condizionare l’attività dei magistrati impegnati in indagini sul crimine organizzato salentino.

Le modalità delle condotte poste in essere contro le vittime, caratterizzate da forza intimidatrice tipicamente mafiosa, sono state considerate dal Giudice fondamento dell’aggravante del metodo mafioso contestata all’indagato, che, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto alla relativa misura custodiale presso la competente Casa circondariale.

Attualmente l’indagato, è detenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Cronaca

Minacce a giudici e giornalisti, un arresto

Eseguito questa mattina all’ala dalla Polizia di Stato leccese. La vicenda è riferita alle minacce subite dal giudice del Tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano e dalla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia (per Lecce, Brindisi e Taranto) Carmen Ruggiero. Messaggi intimidatori anche ad un giornalista

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Alle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato di Lecce ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, nei confronti di Pancrazio Carrino, 42enne di San Pancrazio Salentino, ritenuto responsabile e mandante di una serie di atti di violenza e minaccia, aggravati dal metodo mafioso, ai danni di due magistrati ed un giornalista, il direttore di Telenorba Vincenzo Magistà.

I dettagli verranno chiariti in una conferenza stampa in mattinata presso la sala riunioni della Questura di Lecce sede di Via Oronzo Quarta (Piazzale Stazione), alla presenza del sig. Procuratore della Repubblica di Potenza.

L’arresto dovrebbe essere riferito alle intimidazioni di matrice mafiosa, o comunque riconducibili al contesto mafioso subite della giudice del Tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano e dalla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia (per Lecce, Brindisi e Taranto) Carmen Ruggiero.

Le due magistrate sono legate dall’inchiesta “The wolf”, sfociata nell’ordinanza di custodia cautelare sul clan “Lamendola – Cantanna”, facente parte della frangia mesagnese della Sacra Corona Unita: l’udienza preliminare si celebrerà il prossimo 6 marzo.

A emetterla, su richiesta della pm Ruggiero, è stata proprio la giudice Mariano.

In seguito alle minacce, è stata aumentata la sicurezza della giudice originaria di Galatina, già sotto scorta 24 ore su 24, con la vigilanza permanente dell’abitazione.

Al magistrato dalentino è stata recapitata una testa di agnello tagliata a metà, con a fianco un coltello, e un messaggio dal contenuto inequivocabile: “Così”.

Prima ancora la giudice Mariano era stata destinataria di due lettere in cui il mittente esprimeva a chiare lettere il desiderio di vederla uccisa. Nella seconda lettera, si faceva riferimento a riti satanici ed i fogli erano firmati con il sangue.

Per conoscere gli sviluppi non ci resta che attendere qualche ora e la conferenza stampa in Questura.

 

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