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Attualità

Tricase, il sindaco De Donno: “Così ti trasformerò la Città”

Una serie di interventi già finanziati e da finanziare. “Cambieremo così l’Acait, Piazza Pisanelli, Caprarica; Marina Serra, Tricase Porto, la Vallonea…”

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ESCLUSIVA


di Giuseppe Cerfeda


Le giornate di Primavera del Fai, sabato 26 e domenica 27 marzo, ci metteranno… “Sulle vie del Tabacco”: a Lecce, dove si potranno visitare il Magazzino Concentramento Tabacchi e l’Istituto Presta Columella e Borgo Cardigliano a Specchia.


Di fronte al recupero della storia messo in azione dal Fai, stride la situazione che vive l’ex Acait a Tricase, ancora mezzo diroccato dopo il tornado del novembre 2018 che ha ridotto in macerie parte del complesso. Un capannone è stato recuperato ed anche utilizzato come hub per le vaccinazioni anti covid. Ospiterà gli uffici anagrafe, servizi sociali e tributi. Quello dietro presto sarà pronto per ospitare l’Ufficio Tecnico.


Abbiamo fatto il punto della situazione con il sindaco Antonio De Donno.


«Alle spalle c’era già un grosso lavoro messo in atto dal Ciheam (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes)», la premessa del primo cittadino, «con cui abbiamo aperto un tavolo di aggiornamento insieme alla Regione, ragionando sullo Human Pole su alimentazione, nutrizione e benessere e altre possibilità da integrare. Avremmo anche potuto limitarci alla sola ristrutturazione con l’hub dedicato alla nutriceutica ma avremmo perso la grande occasione di migliorare la fruibilità del luogo e innestare contemporaneamente la ripartenza turistico-lavorativa e commerciale della città. Vogliamo creare un sistema partendo da una base solida.


Tricase è vista fuori come un modello da seguire anche grazie al grande lavoro del Ciheam tanto che hanno riproposto questo microcosmo in un nuovo Interreg finanziato per esportare a Tiro (Libano), uno dei luoghi storici che si studiano sui libri di scuola, il modello Tricase. La Regione ci ha preso come esempio perché già alle spalle c’era un lavoro fatto con una serie di Nazioni che con i loro ambasciatori ed altri rappresentanti erano stati qui per studiare il nostro modello di sviluppo.


Forse in città non c’è la giusta percezione ma l’immagine di Tricase, che è uscita fuori dal guscio e si è data una dimensione diversa, fuori viaggia veloce. Ora dobbiamo rendere i servizi all’altezza. E questa sarà la parte più complicata.


Durante il lockdown abbiamo creato una rete e un tavolo partecipato sull’Agenda 2030, scegliendo gli obiettivi e creando tavoli tematici. Il frutto del lavoro è stato oggetto di studio da parte della Regione che ci ha invitato al suo Forum su Agenda 2030, riconoscendo la validità della nostra visione e presentando insieme al modello Città Metropolitana di Bari quello di Tricase».


È un periodo storico che offre diverse opportunità di finanziamento. Come è messa Tricase?


“La premessa è che viviamo una difficoltà storica dovuta all’esiguità del personale a disposizione. Purtroppo in passato non vi è stata una visione illuminata e nessuno ha valutato che entro poco tempo, chi occupava ruoli chiave nella macchina amministrativa, sarebbe andato in pensione.


Sarebbe bastato assumere e affiancare le nuove figure a chi da lì a poco si sarebbe messo a riposo per non subire danni. Invece, quando ve n’era la possibilità, non sono state esercitate nuove assunzioni. Si tenga conto che, non appena insediati, avevamo a disposizione appena 42 dipendenti e, nel frattempo, 15 di loro sono andati in pensione. Tolti vigili urbani e funzionari chi resta per progettare e programmare?


L’urgenza è diventata quella di rimettere in moto la macchina degli uffici. Oggi l’unica possibilità che abbiamo è quella di attingere alle graduatorie degli altri Comuni, così come fatto per l’Ufficio Anagrafe che oggi funziona a pieno regime. Anche grazie all’arrivo del nuovo segretario comunale (Marcella De Carlo, NdA) abbiamo cambiato marcia. Il suo arrivo al posto del vecchio titolare è stato un cambio epocale e occasioni come quelle perse in passato non saranno più lasciate cadere».


Tornando all’Acait?


«Resteremo fedeli alla nostra filosofia: ogni euro speso dovrà dare i suoi frutti. Restaureremo il complesso che, però, non dovrà restare un contenitore vuoto e infruttuoso ma avere vita propria. Ecco perché, come Ente proponente, insieme al Ciheam, abbiamo avviato un partenariato con Univesità di Bari, l’Azienda Ospedaliera Pia Fondazione “Panico”di Tricase, CNR e Fondazione Enel e coinvolto aziende locali e nazionali (Start Up Italia di Cagliari, Dpixel/Sella Lab di Lecce, MareVivo di Castro, Giovanni Putignano di Noci – Ba -, Tiamac Agro Italia di Barletta e Greenbl, Hotel & Resort di Noci – Ba)».


Allo scopo di correre per un finanziamento di 12 milioni di euro per il progetto “Ecomed hub – Alimentazione, Nutrizione e Benessere”.


L’obiettivo è rigenerare l’ex manifattura di tabacchi e, al contempo, «creare un ecosistema internazionale di innovazione, orientato a favorire l’occupazione giovanile e lo sviluppo economico del Mediterraneo, attraverso la ricerca, l’innovazione nelle imprese, la creazione di startup, la collaborazione tra ricerca e impresa, l’educazione nei settori alimentazione, nutrizione e benessere.


L’hub di Tricase vuole essere un luogo di contaminazione tra pubblico e privato per l’implementazione di un nuovo modello di innovazione economica e sociale, mirato alla creazione di un polo innovativo interdisciplinare che contribuisca al miglioramento dei modelli e sistemi alimentari sostenibili che incidono sulla salute e gli stili di vita.


L’ecosistema di Tricase, infatti, vuole guardare alla salute delle popolazioni e rappresentare un hub internazionale, strumento di cooperazione e di dialogo tra i centri di ricerca, università e le eccellenze imprenditoriali e produttive che accettano di investire sulla salubrità sistemica del contesto di riferimento attraverso la formazione, la ricerca, l’open innovation, il supporto delle startup e l’internazionalizzazione sui temi della salute, alimentazione e benessere delle popolazioni».


Rientra nell’ecosistema, specifica il sindaco, anche «la partnership con l’azienda ospedaliera e il reparto di malattie neurodegenerative del dott. Michele Logroscino per un lavoro di ricerca e prevenzione».


Qualità della vita, curarsi mangiando bene, invecchiare meglio e servizi adeguati: per tutto questo, spiega De Donno, «da una richiesta di finanziamento iniziale di 4,5 milioni siamo passati a chiedere 12 milioni attraverso il bando “Ecosistemi delle Innovazioni” a cui abbiamo partecipato superando la prima fase.


A fine maggio ci sarà una nuova scrematura delle richieste. Siamo fiduciosi di poter andare avanti».


E lo spostamento degli uffici comunali all’Acait?


«Già deciso che anagrafe, servizi sociali e tributi andranno nel capannone già utilizzato come hub vaccinale; l’ufficio tecnico nel capannone a fianco, oggi in fase di ultimazione. Palazzo Gallone e il Convento dei Domenicani diventeranno Museo, un contenitore culturale fruibile. Per poter ospitare le opere da esporre abbiamo bisogno di illuminazione e sistema di allarme adeguati; sono già stati finanziati 40 mila euro per l’illuminazione della Sala del Trono ed altri 40 mila per l’impianto di allarme. Finita questa operazione, sicuramente dopo l’estate, inizierà il trasferimento di tutti gli uffici”.


De Donno poi anticipa che «la stanza in alto del palazzo, quella che affaccia su piazzetta Codacci Pisanelli, sarà arredata con lo studio romano originale di Giuseppe Codacci Pisanelli, i suoi libri, la corrispondenza con Kennedy e tutto ciò che la famiglia ci ha concesso nonostante avesse già ricevuto richiesta dal Senato”.


Riguardo al tanto gettonato PNRR?


“Sono già in corso progettazioni da 329 milioni su 200 disponibili in totale… Intanto, ho organizzato un gruppo di progettazione esterno di supporto perché con le nostre sole forze non saremmo stati in grado di far partire le opere già programmate e finanziate e, contemporaneamente, progettare per il PNRR”.

Rischio crolli al porto e alla serra!


I tre assi del CIS: erosione costiera, cultura e turismo.


«A differenza di molti altri Enti, abbiamo presentato progetti essenziali e chiesto le cifre giuste. Potremo contare sulle cosiddette premialità che nascono dalle opere già finanziate e completate o dai lavori avviati. Nel nostro caso via Duca degli Abruzzi, Borgo Pescatori e l’area del parcheggio nella cosiddetta ‘Zona Archi’ dietro Punta Cannone».


Area che, però, non sarà più utilizzabile per la sosta delle auto…


«Quel parcheggio è a serio rischio frana e non sarà più disponibile. La zona, adeguatamente protetta, diventerà un “belvedere” vietato alle autovetture».


Le brutte notizie non finiscono qui: è a rischio anche il tratto di strada lungo la litoranea fino al “belvedere” di fronte a via Santa Marcellina: «C’è un “ingrottamento” serio con il mare che sta erodendo la roccia sottostante, lasciando la strada sempre più sospesa sul vuoto. Una situazione meno urgente rispetto al parcheggio degli Archi ma da non sottovalutare. Per questo motivo abbiamo già previsto di trasformare quel tratto di via in senso unico e deviare il traffico proprio su via Santa Marcellina per alleggerire il carico.


Allo stesso modo monitoriamo a vista la situazione del ponticello dell’Arco della Piscina di Marina Serra, anch’esso a rischio crollo. Ci avevano proposto per entrambe le emergenze di ingabbiare tutto con le reti, come se ci fosse caduta massi. Ovviamente non abbiamo accettato una soluzione così impattante. A distanza di mesi, grazie ai buoni uffici dell’amministrazione comunale, Assett (Agenzia Strategica della Regione Puglia, NdA) ha presentato per noi un progetto che prevede, sia a Tricase Porto che a Marina Serra, l’iniezione di una resina speciale che rafforzi le rocce di sostegno. Purtroppo è un processo irreversibile e quella esposta, ad oggi, è l’unica soluzione praticabile».


Resterà irrisolta se non peggiorata la questione parcheggi…


«Abbiamo già previsto delle soluzioni, recuperando alcuni terreni e spazio lungo via Andrea Doria che ricongiunge la marina con Borgo Pescatori prima e via Duca degli Abruzzi poi. Allo stesso modo sistemeremo i parcheggi di fronte alla Rotonda e quello un po’ più su, nei pressi del Quadrano».


CIS: progetti per 11,5 milioni


Nel complesso, riguardo i Contratti Istituzionali di Sviluppo (CIS) ammonta a 11 milioni e 566mila euro la richiesta di finanziamento avanzata da Tricase; richiesto un milione e 340 mila per la riqualificazione paesaggistica di Tricase Porto; 2 milioni e 256mila euro per la riqualificazione paesaggistica del tratto costiero di Marina Serra, il recupero e la valorizzazione di Torre Palane.


«Sempre a Marina Serra», rimarca il sindaco, «abbiamo evidenziato come siano necessari lavori di messa in sicurezza e mitigazione del rischio geomorfologico della piscina per un importo di 1,5 milioni».


Greenways: presentati i progetti per la realizzazione di due cicloreti: una che colleghi il porto alla Stazione di Tricase (1milione e 470mila euro) e l’altro che congiunga Marina Serra al Rione di Caprarica, attraverso il recupero di Contrada Palane (un milione 200mila euro).


«Puntiamo ad unire i 5 Castelli (Depressa, Tutino, Tricase, Caprarica e Lucugnano) non solo culturalmente», precisa il primo cittadino, «ma anche attraverso la mobilità lenta».

Turismo e sostenibilità ambientale rientrano nel progetto di valorizzazione del biotopo e della Quercia dei 100 Cavalieri (un milione e100mila euro).

Per recupero, risanamento conservativo e riuso funzionale di Palazzo Gallone e dell’ex Convento dei Domenicani, di cui abbiamo abbondantemente parlato sopra, richiesti 2 milioni e 700mila euro.


«Una sorta di convitto culturale», evidenzia De Donno, «l’idea è quella offrire al visitatore la bellezza e la storia di Palazzo Gallone e poi dargli la possibilità di dormire nelle meravogliose stanze dell’ex convento».


Vale la pena evidenziare come la valutazione dei progetti CIS e quindi la loro finanziabilità avverrà entro pochi mesi perché tutte le opere finanziate dovranno essere completate al massimo entro il 2026.


5milioni per la rigenerazione urbana


«In parallelo», aggiunge il sindaco, «abbiamo presentato la richiesta di completamento della rete fognaria e dell’acquedotto su tutto il territorio comunale. Abbiamo scoperto che ci mancano 43 km tra acqua e fogna, non solo nelle marine ma anche in zone centrali del paese».


Oggetto di progettazione anche il cimitero vecchio: «Abbiamo intenzione di partecipare ad un bando (2 milioni di euro) per giardini monumentali e per questo abbiamo aperto la procedura affinchè venisse riconosciuto il requisito di monumentalità. Il Ministero ci ha già dato, in tempo reale, il riconoscimento su cimitero, chiesa di Sant’Antonio ed ex carcere».


Piazza Pisanelli: «Previsti lavori di sistemazione con la ripavimentazione della Piazza, così come avverrà in via San Demetrio».


Già finanziati i 5 milioni della rigenerazione urbana «con i quali rifaremo il territorio a partire da Piazza Sant’Andrea a Caprarica, per poi scendere su via Vittorio Emanuele dove sarà realizzato il marciapiede; in zona Acait lavori per un milione e mezzo per il capannone che funge da corpo centrale; amplieremo il centro storico con la sistemazione delle strade partendo dal Monumento dei Caduti, per passare su via Fratelli Allatini; allo stesso modo rivisiteremo piazza Principessa e via Thaon De Revel».


Tempistica? «Via Thaon de Revel subito. Gli altri cantieri subito dopo l’estate».


In Zona Draghi sono più volte stati annunciati i lavori ma ancora nulla. Quando? «Contiamo di aprire il cantiere a giugno, nel frattempo convocheremo i residenti per partecipare il progetto».


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Maglie avrà un suo teatro?

Il deputato salentino Andrea Caroppo: «È ora di un Teatro a Maglie. Da subito a lavoro per trasformare l’idea in realtà»

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«Maglie è un crocevia per il Sud Salento e un punto di riferimento per tutti i Comuni dell’area adriatica. Ospita alcuni dei licei tra i più prestigiosi della Puglia e numerose associazioni culturali e teatrali ed è tra le città con il PIL pro capite più alto della provincia».

Questa la premessa del deputato salentino di Forza Italia, on. Andrea Caroppo, per dire che «eppure non ha un teatro comunale! Ritengo che questa sia una mancanza gravissima. Il teatro non è solo un luogo dove tenere spettacoli e rappresentazioni teatrali, è molto di più. Il teatro rappresenta un contenitore multifunzionale per tutte le fasce d’età, un luogo di incontro, uno spazio per talenti emergenti, che sia aperto alle scuole e agli studenti che oggi sono costretti ad andare fuori per i saggi di fine anno. Il teatro è un luogo di cultura ma è anche un luogo di aggregazione, capace di attrarre salentini e turisti e di incentivare l’economia locale. A goderne non sarebbe solo la città di Maglie ma tutto il circondario. Per questo motivo ho inteso organizzare un incontro con tutti i cittadini magliesi, che ringrazio per la numerosa partecipazione e per aver condiviso l’idea e averla arricchita con consigli e riflessioni».

Infine l’annuncio dell’on. Caroppo: «Da oggi parte un percorso che, tutti assieme, ci porterà a far diventare l’idea una bellissima realtà».

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Giocatori con basso valore di mercato da tenere d’occhio in Coppa America per il Lecce

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Chi l’ha detto che il Lecce non possa mettere a segno un colpo di mercato di valore? Il calciomercato è grande e ricco di opportunità da sfruttare. E se i prezzi degli ingaggi in Europa sono troppo alti, si può sempre guardare ad altri Paesi, continenti e gironi competitivi per individuare dei talenti nascosti che ancora valgono poco. 

In vista della Coppa America che si terrà tra giugno e luglio , vediamo insieme alcuni giocatori con basso valore di mercato che sono da tenere d’occhio per mettere a segno qualche colpo. E anche se forse gli ingaggi sono comunque troppo alti per una squadra come il Lecce, sarà comunque bello vedere se questi giocatori cresceranno di valore.

La top 5 dei giocatori con minor valore di mercato

Minor valore di mercato si fa comunque per dire: le somme degli ingaggi partono da 1,5 milioni di euro. Queste cifre sono soggette a possibili cambiamenti nel corso della stagione, in particolare a seguito di performance di successo che possono portare questi talenti sotto i riflettori. Molti appassionati seguono le quote Coppa America per restare aggiornati sugli andamenti dei valori dei calciatori in corso d’opera, dato che possono fornire ulteriori indicazioni su come gli esperti del settore vedono questi nomi dal piede magico. 

Vediamo la lista dei 5 giocatori in questione:

  • il Puma: pseudonimo di José Luis Rodríguez, il classe ‘98 originario del Panama gioca nel ruolo di ala sinistra. Il suo valore di mercato è di 1 milione e mezzo di euro, una cifra comunque elevata ma che è la più bassa di questa lista. Attualmente gioca in Liga portoghese nella squadra del FC Famalicão;
  • Pedro Gallese: alla stessa cifra del Puma troviamo Gallese, che gioca nella Orlando City FC della MLS nel ruolo di portiere. Il peruviano nato nel 1990 ha visto quotazioni superiori nel corso del tempo, pertanto sarà interessante vedere se riuscirà a riguadagnare terreno;
  • Nahuel Ferraresi: il venezuelano classe ‘98 di origini italiane gioca attualmente nella Serie A come difensore centrale. Il suo valore è di 1,50 milioni come per gli altri due appena visti, con la differenza che si trova al picco del suo valore. Continuerà a crescere? Staremo a vedere;
  • Gustavo Velázquez: il giocatore paraguaiano nato nel 1991 e attivo col ruolo di difensore centrale per il CA Newell’s Old Boys sale leggermente, con una quotazione di 1,7 milioni di euro. Con i suoi oltre 30 anni di età sarà forse difficile vedere un incremento di valore, ma non si può mai sapere se con l’esperienza possano arrivare anche nuove opportunità;
  • Guillermo Varela: difensore laterale destro nato in Uruguay ma con origini italiane, gioca nel CR Flamengo e ha una quotazione di mercato di 1,7 milioni. Il suo valore massimo è stato di 2,5 milioni, una somma che non si allontana troppo dal suo attuale prezzo. Nato nel ‘93, si avvia verso la fine della sua carriera? Non possiamo saperlo, perciò occhi aperti su di lui e sull’opportunità che rappresenta.

Altri giocatori interessanti

La squadra del Lecce vedrà mai questi giocatori? Forse no, dato che è più probabile che dal Lecce passino al Monza. Tuttavia, chi ha la fortuna di girare i campi da calcio delle squadre giovanili potrebbe individuare dei possibili talenti che dall’America potrebbero arrivare fino in Italia o, più in generale, nei gironi europei. 

Ma quali altri giocatori dei gironi della Coppa America potrebbe valere la pena di tenere d’occhio? Ebbene, ci sono alcuni nomi ancora che potrebbero finire sotto i riflettori. Raggruppiamoli per prezzo:

  • 1,8 milioni: Miguel Trauco, Jhonder Cádiz, Yordan Osorio, Piero Quispe, Carlos Palacios, Andrés Hurtado, Sergio Córdova, Diego Valencia;
  • 2 milioni: Thomas Galdames, Santiago Mele, Matías Catalán, Julio Cascante, Joao Ortiz, Darwin Machís, Jon Aramburu, Gustavo Puerta, Vicente Pizarro, Gianluca Lapadula, Dayne St. Clair, Juan Pablo Vargas, e altri.

Facendo un salto di svariati milioni di euro, ai massimi prezzi per gli ingaggi troviamo Manuel Ugarte del Paris Saint German a 60 milioni, Lucas Paquetá del West Ham a 65 milioni, Douglas Luiz dell’Aston Villa a 70 milioni, Federico Valverde del Real Madrid a 100 milioni tondi tondi e… non poteva mancare Lautaro Martínez dell’Inter dal valore stratosferico di 110 milioni di euro. Ma sorpresa, non è affatto il giocatore più costoso!

Gioca, infatti, nel Real Madrid il calciatore sudamericano con l’ingaggio più alto: a 150 milioni di euro troviamo Vinicius Junior, nel suo ruolo di ala sinistra. Cifre da capogiro veramente.

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Splendida apparizione: la cicogna bianca fa capolino in Salento

Un tempo nidificavano anche sui comignoli della Roma Imperiale, ma dal 1600 sono sparite dall’Italia, per poi iniziare a tornare lentamente dal Dopoguerra. Le foto dello spettacolare incontro

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Anche oggi ci giungono delle immagini che documentano la bellezza del Salento. A pochi passi da Lecce nei bacini della zona umida di San Cataldo frazione del capoluogo e Torre Chianca, tra la darsena e al Parco Rauccio, è possibile ammirare tra la miriade di uccelli tipici delle zone palustri anche un esemplare di una rara e splendida cicogna bianca. Foto bellissime immortalate dall’ambientalista Filippo Montinari e dalla sig.ra Mariella Poto nel pomeriggio del 28 maggio.

Ne dà notizia Giovanni D’Agata, de Lo Sportello dei Diritti: la cicogna è stata immortalata proprio durante una sessione di fotografia naturalistica, dedicata alla meravigliosa biodiversità che offre il parco di Rauccio, solitamente ricco in questa prima parte della bella stagione. Il maestoso uccello bianco e nero, arrivato in questi giorni dall’Africa per la migrazione primaverile, ha fatto rapidamente perdere le proprie tracce, dopo essere passato da un palo che sostiene i cavi dell’energia elettrica. In genere le cicogne in migrazione volano altissime ma non è chiaro se questo esemplare si sia allontanato dal punto di osservazione oppure abbia proseguito il proprio viaggio. Ciò che è certo è che si è trattato di un avvistamento raro e molto significativo.

 

La cicogna bianca (Ciconia ciconia) è un uccello di grandi dimensioni: dalla punta del becco alla punta della coda può essere lungo anche 110 cm, mentre l’apertura alare sfiora i 220 cm. Si nutre  prevalentemente di pesci, invertebrati palustri e rane, talvolta aggiunge alla sua dieta semi, bacche, lucertole e roditori. Abitualmente sverna in Africa, a sud del Sahara, e si dirige poi verso l’Europa per passarvi l’estate e nidificare. Le principali rotte di migrazione passano per lo stretto di Gibilterra o per il Bosforo. Durante il periodo di riproduzione le cicogne formano delle coppie solitarie. Solitamente la stessa coppia rimane insieme per tutta la stagione e delle volte anche per più di una. Se non intervengono fattori esterni di disturbo o la modifica dell’ambiente circostante una coppia può utilizzare lo stesso nido anche per parecchi anni. In Italia, in base ai dati citati dalla LIPU, attualmente si contano oltre 300 coppie nidificanti, principalmente al Nord, ma anche nel Meridione iniziano a esserci alcune popolazioni significative, come quella di Gela (Sicilia). Sono dati incoraggianti, tenendo presente che le cicogne, un tempo nidificanti anche nella Roma Imperiale, sparirono dallo Stivale attorno al 1.600. I primi avvistamenti del “ritorno” sono iniziati nel Dopoguerra e, grazie a progetti e centri di reintroduzione, come quelli di Racconigi (Cuneo), Fagagna (Udine), Parco Naturale del Mincio (Mantova) e altri, oggi questi maestosi uccelli stanno tornando a popolare il nostro Paese. Sono ormai diverse le regioni in cui è stata osservata la nidificazione della cicogna bianca. Tra quelle citate dalla LIPU vi sono “Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. La cicogna bianca nidificava in Italia già ai tempi dei romani ma scomparve dal nostro territorio a partire dal XVII secolo. Il ritorno spontaneo della specie è registrato in Piemonte verso la fine degli anni cinquanta del ‘900. Negli ultimi anni si assiste a un lento ma costante incremento della popolazione nidificante in Italia. Norme nazionali e comunitarie ne tutelano l’esistenza e ne fanno una specie particolarmente protetta. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” un’altra prova dell’importanza del Salento nelle rotte migratorie anche dei grandi uccelli che si spostano da Sud a Nord per riprodursi e si fermano ormai con grande frequenza per far tappa nell’estremo lembo d’Italia.

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