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Otranto

Calcio a 5: trionfano le ragazze dell’Alberghiero di Otranto

La squadra femminile di Calcio a 5 dell’Alberghiero di Otranto si è aggiudicato il titolo di campione provinciale, battendo nella finale il Liceo Calasso di Lecce.

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La squadra femminile di Calcio a 5 dell’Alberghiero di Otranto si è aggiudicato il titolo di campione provinciale, battendo nella finale la squadra del Liceo Calasso di Lecce. La partita si è svolta a Otranto presso i campi sportivi Blu Mare. Soddisfazione della prof.ssa Giulia Bello che ha brillantemente accompagnato le ragazze nel torneo che ha visto coinvolte numerose scuole della provincia di Lecce.


Francesca  Capone, Alessia De Matteis, Simona Donno, Elisabetta Laggetto, Serena Napolitano, Emanuela Petrachi e Chiara Veri hanno dimostrato il loro valore e costruito un grande spirito di squadra. Il dirigente scolastico Luigi Martano ha “applaudito per il risultato raggiunto” ed ha sottolineato “l’importanza delle attività sportive per creare processi importanti di socializzazione che possono avere un riverbero positivo anche in tutte le altre attività didattiche”.

Attualità

Dal Salento a Bruxelles: ricostruire l’olivicoltura nel post Xylella

Oltre 2mila agricoltori nelle assemblee territoriali di Coldiretti tenutesi a Sternatia, Ugento, Casarano, Lecce, Galatina, Nardò ed Otranto. 22 imprenditori salentini a Bruxelles per rivendicando più attenzione per il territorio ed una politica di protezione del made in Italy

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Ripristinare gli uliveti dopo la distruzione seminata dalla Xylella Fastidiosa.

Ammodernare le imprese con nuove tecnologie, differenziare le colture, ottimizzare le risorse idriche, sviluppare e rendere competitive le filiere dei cereali e del latte nel Leccese.

Di questo e di molto altro si è parlato nel ciclo di assemblee territoriali organizzato da Coldiretti Lecce che ha radunato oltre 2mila agricoltori a Sternatia, Ugento, Casarano, Lecce, Galatina, Nardò, Otranto, i maggiori centri di riferimento del mondo agricolo del Tacco d’Italia.

A più di 10 anni dal ritrovamento del patogeno negli uliveti del Gallipolino che ha devastato migliaia di ettari, il Salento vuole voltare pagina e ricostruire l’agricoltura e il paesaggio.

Gli incontri si sono svolti alla presenza del presidente di Coldiretti Lecce Costantino Carparelli, del direttore Aldo De Sario, della responsabile Coldiretti Donne Lecce Daniela Specolizzi, del responsabile di Coldiretti Giovani Impresa Fausto Puce, dei presidenti territoriali e di tantissimi soci Coldiretti.

Il dibattito, aperto e coinvolgente, ha scandagliato tutte le tematiche sentite come fondamentali per la ripresa e lo sviluppo del comparto agricolo del Salento, differenziando anche le priorità degli specifici distretti produttivi: dal settore del vivaismo delle barbatelle dell’indruntino al florivivaismo dell’area di Leverano, dalla zootecnia del Neritino alle orticole del Nord Leccese.

Spazio anche a tematiche fondamentali come l’approvvigionamento idrico, la riduzione dei costi di produzione, le deroghe sugli ecoschemi.

«Il rapporto con i soci deve essere sempre più costruttivo», commenta il presidente di Coldiretti Lecce Costantino Carparelli, «la capillarità della rappresentanza è il nostro valore aggiunto. Tutte le assemblee sono state molto partecipate ed abbiamo fatto sintesi delle problematiche emerse per essere più incisivi nelle nostre battaglie che portiamo avanti nel contesto regionale, nazionale ed europeo».

Una delegazione di 22 imprenditori salentini ha partecipato alla manifestazione organizzata da Coldiretti a Bruxelles rivendicando più attenzione per il territorio ed una politica di protezione del made in Italy, in primis la difesa delle frontiere Ue, sinora un colabrodo che ha fatto arrivare nel Leccese materiale vegetale infetto, causa poi della più grande devastazione fitosanitaria che si ricordi d’uomo.

 

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Appuntamenti

Otranto rende omaggio a Frida Khalo

Dal 27 marzo al 15 novembre nel Castello Aragonese di Otranto, a settant’anni dalla scomparsa dell’artista, una grande mostra dedicata alla sua straordinaria vita

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Frida Kahlo. Una vita rivoluzionaria è il titolo della nuova mostra del Castello Aragonese di Otranto che animerà le sale espositive in un lungo e appassionante percorso dedicato a una donna che ha rivoluzionato non soltanto l’arte del XX secolo, ma anche la cultura visiva e l’immaginario femminile, una figura quanto mai attuale per la sua capacità di sostenere la propria personalità in un sistema culturale, come quello della sua epoca, dominato dagli uomini, e di percorrere con coraggio una vita costellata da visioni e amori, ma anche da tragedie e dolori.

André Breton la definì “Una bomba avvolta da un nastro rosa”, proprio per evidenziare la forza dirompente di questa artista e rivoluzionaria straordinaria, la cui immagine è ben fissata nella memoria globale del presente. La mostra è promossa dal Comune di Otranto – Assessorato al turismo – con la stretta collaborazione della torinese Art Book Web e di 3seizero.

«La Città di Otranto ospiterà quest’anno nel Castello Aragonese, quale evento di punta della propria programmazione culturale, una straordinaria mostra dedicata alla storia di Frida Kahlo», afferma il sindaco di Otranto Francesco Bruni, «un viaggio avvincente attraverso la vita e l’opera di una delle artiste più iconiche del XX secolo. Si tratterà di un’occasione unica per immergersi nell’intensa creatività e nell’anima travagliata di Frida, esplorando le influenze culturali, sociali e politiche che hanno plasmato la sua straordinaria visione artistica attraverso gli scatti di alcuni grandi fotografi. La mostra offrirà uno sguardo intimo sulla vita di Frida e sulle sue passioni intellettuali e umane, sottolineando il suo ruolo pionieristico in molte battaglie sociali del suo tempo. Come ha detto il critico d’arte Francesco Bonami, l’arte di Frida Kahlo è immediata. È a metà tra la grande pittura e quella naïf, è allo stesso tempo pop e folkloristica. Per questo possiamo ritenere che la mostra potrà contribuire ad una più profonda conoscenza di un’artista molto amata dal grande pubblico e costituirà sicuramente uno dei principali attrattori della nostra offerta culturale per la primavera-estate 2024, esaltando quel contenitore di pregio che è stato negli ultimi il castello di Otranto».

«La mostra dedicata a Frida Kahlo», dichiara Cristina De Benedetto, vice sindaco e assessore al turismo, «in questo specifico momento storico, rappresenta un impegno, da parte della nostra comunità, destinato a una riflessione complessa sui valori della libertà delle donne e del loro impegno nella società. Questa artista ha attraversato decenni complessi della storia mondiale, vivendo una storia esistenziale assolutamente drammatica e al contempo felicemente intensa. Le immagini che la ritraggono in diversi momenti della sua straordinaria vita ci fanno assistere a una grande storia di arte, amori, ideali di libertà e uguaglianza. Una traccia imprescindibile anche per le nuove generazioni».

Alla preview stampa, fissata per il 27 marzo alle ore 17, parteciperanno: Francesco Bruni, sindaco di Otranto; Cristina Benedetto, vice sindaco e assessore al turismo;

Carlo Contino Circolone e Antonio Mangia, di 3seizero, coordinatori del progetto espositivo.

Modererà Lorenzo Madaro, docente di Storia dell’arte contemporanea, Accademia di Brera, Milano.

Seguirà, dalle ore 18, l’inaugurazione alla mostra con ingresso gratuito fino alle ore 20.

In un periodo storico tristemente costellato da fenomeni di femminicidio e patriarcato, il Castello di Otranto decide di omaggiare una donna che ancora oggi è esempio indelebile di resistenza e coraggio, come rivelerà il percorso denso di immagini rare e preziose che ripercorrono, passo dopo passo, la sua vita, le sue relazioni familiari e amorose, i momenti imprescindibili della sua vita artistica, gli incontri intellettuali e politici, i sogni e gli incubi di un’intera vita destinata all’arte e ai sentimenti. La sofferenza si rifletteva nei miei occhi e ho iniziato a guardare dritto nell’obbiettivo senza sorridere o ammiccare, determinata a provare al mondo che sarei stata una brava guerriera, fino alla fine, diceva l’artista.

Le vicende della famiglia di Frida Kahlo (Città del Messico, 6 luglio 1907 – Città del Messico, 13 luglio 1954) si mescolano con la storia del Messico degli inizi del Novecento, attraversato da una rivoluzione che diventa mito nella memoria del suo popolo.

Di sangue misto tedesco e messicano (nata dall’unione tra Guillermo e Matilde Calderón), Frida Kahlo cresce in questo nuovo Messico postrivoluzionario, sviluppando un carattere libero e indomito che trova nella pittura un linguaggio appassionato, con cui si racconta senza ipocrisie. Grazie allo sguardo diretto e sincero di una donna che non teme di mettere a nudo le proprie debolezze e inquietudini, si entra nel vivo delle sue tormentate vicende biografiche, raccontate da fotografie realizzate da Guillermo Kahlo durante l’infanzia e la giovinezza della figlia, nonché da alcuni dei più grandi fotografi dell’epoca: tra questi Edward Weston, Lucienne Bloch, Nickolas Muray, Leo Matiz, Manuel e Lola Alvarez Bravo.

Accanto all’artista è spesso ritratto Diego Rivera, il pittore e muralista con cui ha condiviso un rapporto intenso e turbolento, che ha attraversato gran parte della sua vita. L’esposizione presenta anche un gruppo di piccole fotografie molto intime di Frida, scattate in formato polaroid dal gallerista Julien Levy e una documentazione fotografica della celebre Casa Azul.

Frida Kahlo impara fin da bambina a posare davanti all’obiettivo di suo padre. Il contatto quotidiano con la fotografia d’autore la porterà ad utilizzare l’immagine, non solo pittorica ma anche fotografica, come mezzo di espressione creativa. Riconoscendo il legame tra l’arte di Guillermo e la propria, dice che realizza i suoi dipinti con la stessa meticolosità e cura per i dettagli che impiega suo padre nello scattare fotografie. Il loro rapporto si fa più stretto dopo l’attacco di poliomielite che la colpisce a soli sei anni e che le lascia la gamba destra menomata. La mostra affronta, anche attraverso testi di approfondimento, la relazione con la malattia, l’intenso amore con Diego Rivera – il quale amava mostrare con orgoglio una lettera in cui Pablo Picasso diceva di Frida: «Né Derain, né tu, né io siamo in grado di dipingere una testa come quelle di Frida Kahlo» – i grandi sodalizi, i momenti determinanti di un’intera vita votata all’arte.

La mostra sarà visitabile nei seguenti giorni e orari:

Dal 28/3 al 31/5 e dal 30/9 al 15/11 ore 10-13 e 15-18

Sabato domenica e festivi ore 10-20

Dall’1/6 al 30/6 e dal 16/9 al 19/9 ore 10-22

Dall’1/7 al 15/9 ore 10-24

Info sui biglietti di ingresso e le prenotazioni: 0836.21.27.45

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Cronaca

Otranto: estetista abusiva col reddito di cittadinanza!

Scoperta dalla Compagnia della Guardia di Finanza idruntina. A Melendugno individuati un altro percettore indebito di RdC e 4 lavoratori in nero impiegati nei settori della ristorazione, edilizia e meccanica

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Studio di estetista  ad Otranto. No. non è un annuncio pubblicitario semplicemente perchè ad un controllo dei finanzieri l’attività è risultata abusiva!

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Otranto hanno scoperto, all’interno di un’abitazione privata, ubicata proprio nel
comune di Otranto, un ben organizzato centro estetico, in assenza di qualsivoglia titolo autorizzativo e sconosciuto al fisco.

Nel corso dell’attività i Finanzieri, oltre a sequestrare l’attrezzatura utilizzata per lo svolgimento dell’attività, hanno acquisito documentazione extra-contabile che ha permesso di quantificare in oltre 25mila euro i ricavi non dichiarati e, quindi, sottratti a tassazione.

L’attività investigativa ha, altresì, consentito di accertare che l’estetista abusiva aveva indebitamente percepito il Reddito di Cittadinanza per un importo complessivo pari a circa 11mila euro.

Nel corso di ulteriori controlli svolti dalla Guardia di Finanza di Otranto nell’ultimo mese sono stati individuati, questa a volta a Melendugno, un cittadino italiano, che è risultato aver percepito in modo illecito il reddito di cittadinanza, e 4 lavoratori in nero, impiegati nei settori della ristorazione, edilizia e meccanica.

Due datori di lavoro sono stati segnalati all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, con proposta di adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale; per i due percettori il reddito di cittadinanza sono state invece attivate le procedure per la revoca del beneficio, attraverso la segnalazione alla Direzione Provinciale INPS.

 

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