Cronaca
Stop ai devastatori di muretti a secco
A Nardò ordinanza contro chi, con molta superficialità saccheggia muretti, costruzioni per ricavarne le pietre utili per piazzare l’ombrellone in spiaggia salvo abbandonarle alla fine della giornata al mare. Sanzione fino a 500 euro
Muretti a secco demoliti per ricavare pietre utili all’ancoraggio degli ombrelloni in spiaggia, con inevitabili conseguenze per il decoro dei luoghi e la sicurezza dei bagnanti.
Un deprecabile fenomeno a cui l’amministrazione comunale di Nardò pone un argine con l’ordinanza n. 454 del sindaco Pippi Mellone che stabilisce il divieto di utilizzare le pietre che costituiscono i caratteristici muretti salentini, altre pietre naturali, blocchi di costruzione o simili, anche già presenti sugli arenili, per ancorare o zavorrare ombrelloni, tende o altri arredi da spiaggia.
Sono tantissimi i frequentatori di spiagge e scogliere del litorale neretino che con molta superficialità “saccheggiano” muretti, costruzioni e terreni nei pressi della costa per ricavarne le pietre utili a questi fini e per abbandonarle alla fine della giornata al mare.
Comportamenti inqualificabili che provocano danno ambientale, che arrecano un’offesa al decoro dei tratti costieri e che costituiscono un pericolo per tutti e un ostacolo al libero utilizzo dei tratti sabbiosi anche da parte delle persone con disabilità.
Sovente, come detto, si tratta di pietre rimosse da muretti a secco, “furnieddhri”, “pagghiare” e “finete” (termini di confine delle proprietà) che inevitabilmente ne restano danneggiati.
Oltre ai danni e ai pericoli, l’amministrazione comunale è poi costretta alla periodica rimozione e alla bonifica dei luoghi, con i conseguenti oneri.
Per questo si è reso necessario un provvedimento prescrittivo e sanzionatorio, abbinato alla costante opera di sensibilizzazione verso la tutela dei luoghi, soprattutto quelli più fragili a ridosso del mare.
Ai trasgressori del provvedimento, qualora il fatto non costituisca più grave reato, sarà applicata una sanzione fino a 500 euro.
Cronaca
Schianto e auto in fiamme, identificata la vittima: è un 40enne di Tricase
Una scia di dolore attraversa l’intero Salento e da Torre Guaceto arriva a Tricase.
Quasi un intero giorno dopo il tragico incidente verificatosi ieri sera lungo la SS379, che collega Brindisi a Bari, è stata identificata la vittima, un 40enne tricasino alla cui identità si è risaliti con grande difficoltà perché carbonizzato dalle fiamme che hanno avvolto il suo mezzo subito dopo il sinistro.
Secondo una prima ricostruzione, lo scontro avrebbe coinvolto due veicoli, tra cui una Fiat 127 ed una BMW condotta da un 29enne brindisino.
A seguito dell’impatto, una delle auto ha preso fuoco, con le fiamme che in pochi istanti hanno avvolto completamente il mezzo.
Per il conducente della Fiat non c’è stato nulla da fare: l’uomo è rimasto intrappolato nell’abitacolo, morendo carbonizzato prima che i soccorsi potessero intervenire.
Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, che hanno lavorato a lungo per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area, oltre che per avviare i rilievi utili a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Nell’incidente si registra anche un ferito.
Fin da subito, il caso ha assunto i contorni di un vero e proprio giallo: le condizioni del corpo, completamente compromesse dalle fiamme, non hanno consentito un’immediata identificazione della vittima. Per ore si è lavorato senza sosta per risalire alla sua identità, mentre proseguivano gli accertamenti degli investigatori.
Solo nella giornata di oggi, dopo oltre 12 ore di verifiche, è arrivata la svolta: la vittima è Paride Cazzato, 40 anni.
Una notizia che rapidamente si è diffusa nella comunità tricasina, che si stringe attorno al dolore dei suoi familiari.
Arnesano
Figlio 21enne del consigliere regionale Basile muore in un incidente stradale
La notizia della morte del ragazzo ha rapidamente fatto il giro del Salento, suscitando profondo cordoglio nella comunità locale…
Copertino
Colpito a morte da uno sparo e scaricato in ospedale
Il 50enne è stato trasportato in ospedale a Copertino da qualcuno che poi si è dileguato…
Un uomo di 50 anni, colpito da un’arma da fuoco, è stato ucciso a Copertino.
La vittima, Stefano Toneo, 50 anni, di Copertino, pregiudicato per reati contro il patrimonio, è deceduta in ospedale, dove era stata portata in fin di vita.
Il 50enne è stato trasportato in ospedale a Copertino da qualcuno che poi si è dileguato.
Presentava una ferita al collo, causata probabilmente da un colpo d’arma da fuoco.
Si cerca di capire dove sia avvenuto l’agguato mortale, i carabinieri stanno indagando per descrivere l’accaduto.
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