Un incontro dibattito, organizzato dall’Associazione “Libera la voce”, col patrocinio della Provincia di Lecce, si terrà sabato 20 marzo, dalle 19, presso l’Aula Magna del Liceo “F. Capece” a Maglie, con tema “Mai più violenza”. L’evento intende approfondire il tema della violenza di genere, ponendosi una duplice finalità: da un lato coinvolgere la cittadinanza e gli operatori del settore e dall’altro sensibilizzare i cittadini nei confronti di un fenomeno intriso di tabù e di riservatezza al fine di portare allo scoperto il sommerso della violenza e mostrare le possibili vie di uscita. Introdurrà e modererà il confronto l’avvocato Paola Chiara Nuzzo, presidente dell’Associazione, mentre il sindaco di Maglie, Antonio Fitto, porgerà i saluti. Tra i relatori l’assessore provinciale alle Politiche sociali e Pari opportunità, Filomena D’Antini Solero; il membro del Centro Studi Osservatorio Donna dell’Università del Salento, Rosalba Nestore, esperta in Psicologia di relazione e Storia delle donne; la presidente dell’Associazione “Donne Insieme-Onlus” Centro Antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce, Maria Luisa Toto. L’iniziativa ha un valore sociale indiscusso, con l’obiettivo di creare un filo diretto tra istituzioni e fronte operativo al fine di instaurare sinergie costruttive, finalizzate al risultato concreto: prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere. Nella stessa serata sarà inoltre presentata la Mostra “Testimoni Silenziose”, che si svolgerà a Lecce, presso il Castello Carlo V, dal 25 marzo al 9 aprile (orari: 10-13; 17-20). L’evento, a cura dell’Associazione “Libera la voce” in collaborazione con la “Casa delle Donne per non subire Violenza” di Bologna, è inserita all’interno del vasto programma di “Itinerario Rosa”, organizzato come ogni anno dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce. Ideata da un gruppo di artiste e scrittrici, insieme ad alcune organizzazioni contro la violenza, la mostra itinerante è composta da 40 sagome rosse, a grandezza naturale, autoportanti, chiamate appunto “Testimoni Silenziose”, ognuna delle quali ricorda una donna e porta sul petto il suo nome, l’età, da chi e quando è stata uccisa.
Mauro Bortone



