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Castrignano del Capo

Leuca, 33 migranti soccorsi nella notte

Imbarcazione si incaglia davanti al lungo mare. Tra coloro a bordo (tutti scalzi ed in ipotermia) anche una donna e 2 bambini

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Sbarco a Santa Maria di Leuca nella notte tra sabato e domenica.
Subito a lavoro i volontari della Croce Rossa per soccorrere i 33 migranti arrivati sulla costa. Non dei più facili lo sbarco, complici le condizioni meteo, affrontato dopo ben 7 giorni di navigazione.

Le operazioni di rintraccio, soccorso ed accoglienza sono iniziate a mezzanotte per i 21 iraniani, 10 iracheni e 2 ucraini che, a bordo di un’imbarcazione a vela, si sono incagliati nella scogliera di fronte all’Hotel Terminal, sul lungo mare Cristoforo Colombo a Leuca.

Alcuni sono stati portati al riparo dalla Guardia di Finanza e altri rintracciati sulla terraferma.
I migranti, tutti scalzi e in stato di ipotermia, erano visibilmente provati dalla traversata.

Tra loro qualche ferito lieve, medicato sul posto. Un ricovero per ulteriori accertamenti.
Nel gruppo anche una donna e due minori di 14 e 15 anni.

Sul posto anche la Caritas e rappresentanti del comune di Castrignano del Capo che hanno fornito supporto materiale e logistico alla Croce Rossa durante le operazioni di accoglienza.

Castrignano del Capo

Poste chiuse a Leuca: tutto tace

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Mentre a Tricase giunge notizia della imminente, se pur centellinata, riapertura degli uffici postali nelle frazioni, nulla di nuovo giunge dal fronte leucano.

Dopo Pasqua le sedi di Depressa e Lucugnano torneranno operative a giorni alterni (qui i dettagli) e assieme ad esse, è stato reso noto, riapriranno anche altre sedi di altre frazioni in provincia.

Non è dato però sapere nel dettaglio quali saranno gli uffici interessati e se, come sperano gli utenti, la riapertura interesserà tutte le sedi ad oggi chiuse.

Tra quelle in attesa proprio Santa Maria di Leuca dove, come avevamo già riportato qualche giorno fa, il disservizio è notevole. Nostri lettori in primis e la Pro Loco poi, hanno interessato la nostra redazione del problema. Mentre in parallelo la stessa Pro Loco, per mano di Vincenzo Corina, suo presidente, si è fatta portavoce della questione in via ufficiale, scrivendo a mezzo pec a Poste Italiane per richiedere la riapertura della sede.

Ad oggi l’utenza di Leuca, perlopiù composta da gente anziana, è costretta a spostarsi su Castrignano, a 5 km di distanza. Con le conseguenze che ne derivano, anche in termini di sicurezza.

Nessuna risposta è pervenuta per canali istituzionali, così come nessuno ha dato seguito alla pec partita dalla Pro Loco. In attesa di buone nuove, qualora tutto dovesse ancora tacere, agli utenti non resta che incrociare le dita e verificare personalmente se il prossimo 15 di aprile, alla riapertura delle altre sedi periferiche (come quelle suddette di Tricase) corrisponderà il ritorno all’opera anche di quella leucana.

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Alessano

Un ulivo in ogni paese, segno di unità e comunione

Mons. Angiuli ha benedetto un alberello per ciascuno dei paesi della diocesi. Iniziativa della Protezione Civile di Ugento

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Lo scorso 5 aprile, Domenica delle Palme, all’inizio della celebrazione eucaristica svoltasi nella Cattedrale di Ugento, S.E. Mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, su iniziativa della Protezione Civile di Ugento, ha benedetto 17 alberelli di ulivo, che qualche ora dopo sono stati consegnati in dono ai 17 sindaci dei Comuni della Diocesi, per essere collocati sulla piazza principale della propria cittadina, quale segno di unità e di comunione di tutta la Chiesa diocesana.

I 17 paesi sono: AlessanoCastrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, PatùPresicce-Acquarica, Ruffano, Salve, Specchia, Supersano, TaurisanoTiggiano, Tricase e Ugento.

La Santa Messa, presieduta da Mons. Vito Angiuli, concelebrata da Mons. Beniamino Nuzzo, Vicario Generale diocesano, da Don Rocco Frisullo, Parroco della Cattedrale di Ugento, e da Don Davide Russo, Rettore del Seminario, è stata trasmessa in diretta dall’emittente televisiva, Antenna Sud live, su Canale 90 DGT, come accade ogni domenica, dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

La celebrazione si è svolta nel rispetto rigoroso delle disposizioni governative circa le misure per il contenimento del contagio, all’interno della cattedrale erano presenti il sindaco di Ugento, Massimo Lecci, il presidente della Protezione Civile di Ugento, Tiziano Esposito, e una piccola rappresentanza di soci dello stesso sodalizio, che hanno opportunamente disposto gli alberelli d’ulivo all’ingresso del luogo sacro.

Il Vicario Generale diocesano, Mons. Beniamino Nuzzo, aveva comunicato l’iniziativa a tutti i sacerdoti e ai Sindaci dei 17 Comuni, invitando a considerare «il dono dell’ulivo, simbolo della pace, come un segno di speranza in questo tempo difficile e di grande sofferenza, ma anche come un augurio per un prossimo futuro più sereno e più ricco di valori umani e cristiani».

Unanime è stato il gradimento dell’iniziativa sia da parte del clero ugentino che di tutti i sindaci, i quali hanno fatto pervenire tramite social il seguente messaggio: “Grazie, eccellenza, per la lodevole iniziativa di sostegno spirituale e di speranza. Grazie per il gesto estremamente significativo, a testimonianza della premura che come pastore, non manca di assicurare continuamente a tutti i cittadini delle nostre comunità”.

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Castrignano del Capo

Sindaci salentini furiosi: “Esclusi dalle informazioni”

I black out della comunicazione hanno coinvolto e messo in difficoltà i primi cittadini di Casarano (“Abbiamo rischiato di diventare la nuova Codogno”), Soleto, Maglie, Tricase, Matino, Miggiano Castrignano del Capo…

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Apprendo anch’io come tutti voi l’aggiornamento dei contagi sul nostro territorio dal bollettino della Asl. Non ho ancora l’ufficialità di tutti i casi riportati perché i tempi di comunicazione ai sindaci vanno molto a rilento da parte della “macchina” che gestisce l’emergenza”.

Questo scriveva in un post, rivolgendosi ai suoi concittadini appena 24 ore fa, Gianni Stefàno, sindaco di Casarano che poi in tv, al TG regionale della Rai (un frame del servizio andanto in onda nella foto grande in alto) ci è andato giù pesante: “A Casarano si è sfiorata la tragedia”; ha detto, “potevamo diventare la nuova Codogno!”.

Cosa è successo? “Un nostro concittadino con parenti stretti contagiati ha continuato a fare la vita di sempre e nessuno lo aveva avvisato che doveva starsene in isolamento. Ho dovuto faticare molto e chiedere anche l’aiuto dei carabinieri, per poterlo costringere alla quarantena”.

Il sindaco Stefàno, così come la maggior parte dei suoi colleghi, è al limite e si è rivolto direttamente al governatore di Puglia Michele Emiliano (a cui i sindaci salentini avevano già fatto giungere questa ed altre richieste mediante una lettera): “Presidente, i sindaci potrebbero essere i suoi migliori collaboratori sul territorio, li consideri e li metta nelle condizioni di svolgere il loro dovere!”.

Quanti casi!

Anche Ernesto Toma, sindaco di Maglie, come tanti suoi colleghi ha esternato il suo “fastidio” e chiesto una maggiore sinergia fra le Asl e, quindi, la Regione Puglia e i Comuni.

Secondo Toma, nel corso di quest’emergenza sanitaria, i sindaci sono praticamente ignorati e, quindi, non messi nelle condizioni di organizzare i servizi fondamentali per i cittadini che rappresentano.

Troppo spesso i sindaci vengono informati tardivamente, rendendo complicata qualunque attività di controllo.

È successo anche a Soleto con la miccia dei contagi nella casa di riposo innescata e il “poveroGraziano Vantaggiato rimasto in attesa di comunicazioni ufficiali per lunghe ore.

Scenari simili si sono verificati a Matino, a Castrignano del Capo e in chissà quanto alti paesi.

Il caso limite di Miggiano

Clamoroso il caso di Miggiano.

Prima dal bollettino epidemiologico della Regione Puglia risulta il contagiato.

Da “prassi” il sindaco non ne sa nullaMichele Sperti riesce ad avere notizie ufficiali solo nella tarda mattina del giorno dopo.

Una volta appurato e confermato che il caso positivo è reale, che ti succede? Poche ore ed arriva il report dell’Asl Lecce che colora di bianco Miggiano, indicandolo come Comune non toccato dal contagio…

Per rimettere le cose a posto, ribadiamo che il caso positivo al covid 19 a Miggiano è confermato solo che, chissà per quale motivo, il report dell’Asl non ne fa menzione.

A Tricase mancano due positivi all’appello (forse)

A Tricase il sindaco Carlo Chiuri ci ha impiegato 12 ore, dopo aver bussato ovunque, ad ottenere una comunicazione ufficiale sul primo contagiato del suo paese. Salvo, qualche giorno dopo, ritrovarsi due nuovi contagiati nel report dell’Asl Lecce di cui ancora non è stato ufficialmente informato ma di cui, giustamente, i cittadini gli chiedono conto.

Ovviamente non per conoscere nome e cognome ma per sapere se sono stati avviati tutti i protocolli di sicurezza. Dei quali, come ha scritto in un post proprio Chiuri, si occupa il SISP (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) della ASL. E se per un difetto sui tempi di comunicazione (leggi ritardo), come quelli di cui in tutti questi giorni siamo stati più volte testimoni a più livelli, qualcuno che è stato vicino al contagiato e non tanto sensibile da autoisolarsi, se ne andasse in giro con il virus?

Scenario estremo? Forse ma a Casarano, come ha raccontato il sindaco Stefàno stava per accadere proprio questo!

Non vorremmo essere allarmisti ma un’eventualità del genere sarebbe un rischio enorme che non ci possiamo proprio permettere.

Giuseppe Cerfeda

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