La zona P.I.P. di Corigliano d’Otranto è interessata dai lavori per la realizzazione di infrastrutture di supporto agli insediamenti produttivi di cui al finanziamento PO FESR 2007/2013 – Linea di intervento 6.2 –az. 6.2.1. I lavori iniziati nel gennaio 2012 dovevano essere consegnati, così come testimonia la data sul cartellone ancora esposto, nel febbraio 2013. Soni passati 16 mesi, siamo a fine giugno 2014, ma la zona artigianale di Corigliano d’Otranto è ancora un cantiere con tutti i disagi che ne conseguono per le aziende, circa una trentina, e le oltre 100 persone che ci lavorano.

I lavori in corso hanno lo scopo di fornire la zona artigianale di acquedotto e fogna pubblica ma, almeno per il momento, “così come da circa 20 anni a questa parte (le aziende si sono insediate a fine anni ’90), sono servizi di cui dobbiamo ancora fare a meno”. Il Comitato non si è certo fermato al Municipio di Corigliano ma ha bussato anche alla Regione e all’Unione europea. “Da Bruxelles sono stati chiarissimi, dicendoci che qualunque progetto finanziato dalla Comunità europea deve essere completato entro 12 mesi! Sempre dall’Ue ci hanno indicato gli uffici della Regione Puglia addetti al controllo, abbiamo fatto regolare richiesta ma nessuno si è fatto sentire”.
Vergallo, poi, ci racconta una singolare vicenda relativa ad un marciapiede “già pagato con il primo finanziamento e mai realizzato dalla stessa azienda che aveva realizzato l’illuminazione perché, come abbiamo fatto notare noi a suo tempo, avrebbe ristretto notevolmente una strada dove, invece, devono circolare agevolmente mezzi pesanti. Oggi, però, sembra che quel marciapiede lo vogliano nuovamente realizzare…”.
Intanto vi hanno assicurato che entro il 31 luglio i lavori saranno terminati… “Non ci crediamo e, sinceramente, non ci sembra possibile visto lo stato attuale dei lavori stessi. Ne siamo certi, quando arriverà il 31 luglio metteranno in atto un altro stucchevole scaricabarile”.
Gli artigiani avevano fatto anche richiesta di gestire un terreno insistente nella zona e spesso utilizzato dai soliti idioti come un’autentica discarica: “Insieme al titolare della Splash abbiamo fatto richiesta formale, offrendoci di sostenere le spese di manutenzione e tenere pulito e recintato quel terreno, anche perché così com’è, non è uno spettacolo degno per chi viene ad acquistare o a richiedere i nostri servizi. Inizialmente quella era una zona a verde e come tale era nostra intenzione darle un aspetto decoroso; il Comune poi l’ha trasformata in zona servizi… noi c’eravamo anche, eventualmente, per far nascere su quel terreno un bar, ma non hanno voluto darci la concessione, dicendoci che quel terreno sarebbe stato messo all’asta. Ma a tuttora non si sa né quando né come…”.
Avete in mente, come Comitato, di intraprendere un’azione forte se non si sbloccherà velocemente la situazione? “Sinceramente no”, risponde uno scoraggiato Vergallo, “un senso di rassegnazione si sta impossessando di noi: ci hanno sfinito!”.
Ada Fiore: “Chiusura lavori entro l’autunno”

Giuseppe Cerfeda




