S.E.S. Nardò: operai incontrano Sindaco

(8 ottobre) – Continua la protesta dei lavoratori del Gruppo S.E.S. di Nardò. Sostenuti dalla CGIL e dal Sindacato di categoria FILLEA CGIL, sono in presidio permanente, in attesa di risposte differenti dalla proprietà, rispetto a quelle, di rifiuto, giunte fino ad ora. Oggi l’incontro al Comune di Nardò, dove il Sindaco della città ha ascoltato e accolto le istanze dei lavoratori. Assieme alla nutrita delegazione di operai, presenti all’incontro con l’amministrazione locale, anche il segretario provinciale della Fillea CGIL Alessio Colella, il responsabile della Macroarea Centro (Nardò-Galatina-Galatone) della CGIL Ninì De Prezzo, la segretaria cittadina della CGIL Anna Pinna.

Il primo cittadino  di Nardò si è impegnato con il Prefetto di Lecce per un incontro con le parti sociali entro i prossimi giorni. Nel frattempo i lavoratori continuano la protesta e chiedono il reintegro al loro posto di lavoro, senza scendere a compromessi. La situazione in cui versano i lavoratori è ormai nota. Nel corso del 2009, sono stati 14 i lavoratori licenziati, tra cui 2 delegati sindacali, da parte delle ditte SEVAR srl e Italgecri srl e da settembre l’Azienda ha comunicato di volere licenziare altre 10 unità lavorative (su un totale di 31 unità) con qualifica di operaio, attualmente impiegati con la terza ditta del gruppo, la GRANDI srl. Detti licenziamenti sarebbero motivati dalla mancanza di commesse sufficienti per mantenere gli attuali livelli occupazionali. Eppure soltanto pochi giorni fa la stessa GRANDI srl ha rinnovato 7 contratti a tempo determinato.

Un comportamento quanto meno contraddittorio, secondo la FILLEA CGIL. Nel frattempo infatti vengono notificati licenziamenti di personale con contratto a tempo indeterminato disattendendo precedenti accordi, siglati in sedi ufficiali con le Organizzazioni Sindacali, che prevedevano incontri preventivi qualora ci fossero state difficoltà. I licenziamenti avvengono senza preventiva consultazione con le parti sociali e senza voler valutare lo strumento degli ammortizzatori sociali. La FILLEA CGIL, si oppone con forza all’atteggiamento assunto dall’Azienda e ribadisce che bisogna scrupolosamente attenersi a quanto già stabilito in fase di contrattazione a livello nazionale e territoriale tra le parti datoriali e sindacali, disconoscendo qualsiasi altra forma di contrattazione.