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Attualità

Albero dell’anno: altri 2 giorni per votare la Quercia Vallonea

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Ultimi due giorni per votare la nostra Quercia Vallonea per partecipare al Tree Of The Year 2020.

Il concorso è organizzato dalla GTF (Giant Trees Foundation), fondazione senza scopo di lucro nata per conoscere e difendere i grandi alberi, lancia un contest in occasione della giornata nazionale dell’albero.

Fino a giovedì 21 novembre, tramite GTF, si potrà ancora votare per scegliere la Vallonea di Tricase come quercia italiana che parteciperà al concorso europeo che eleggerà L’albero dell’anno 2020.

Tra i 4 alberi in corsa, il gigante tricasino sfida il Leccio dell’Etna, la Quercia delle Checche di Siena e la veneta Quercia di Fossalta.

A due giorni dalla fine delle selezioni online, la Vallonea è la più votata con oltre 350 mila voti; molto distanziate le altre: Leccio dell’Etna (quasi 63.700), la Quercia delle Checche di Siena (poco più di 62mila) e la veneta Quercia di Fossalta (110mila)

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La Quercia Vallonea di Tricase è l’albero più antico del Salento: 700 anni, 700 metri quadrati di foltissima chioma ed un tronco di 4,25 metri.

E’ candidata a diventare patrimonio nazionale dell’UNESCO e nell’anno 2000 il WWF l’ha identificata come “Albero-Simbolo” del Salento e della Puglia.

Questa specie è  poco rappresentata sul territorio nazionale e quindi anche per questo ancora più preziosa.

Come spesso accade, molte sono le leggende che vengono tramandate nelle tradizioni locali sui grandi alberi, per questo la Quercia Vallonea di Tricase è conosciuta anche come “Quercia dei cento cavalieri“.

Si narra, infatti, che Federico II, durante una sua visita in Terra d’Otranto, in seguito agli scontri avvenuti a Barletta, abbia trovato riparo sotto la chioma della quercia insieme ai suoi cento cavalieri durante un forte temporale .

La quercia ha sempre rappresentato per il territorio salentino un simbolo ma anche un supporto all’economia locale perché dalle sue ghiande si ricavava il “tannino”, una sostanza utilizzata nella concia delle pelli.

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Cinque deputati hanno chiesto il bonus da 600 euro all’Inps

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Cinque deputati hanno chiesto all’Inps il bonus da 600 euro mensili, poi elevato a 1000, previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva: la segnalazione arriva dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inpas ed è riportata oggi dal quotidiano La Repubblica.

Lo riporta l’Ansa che spiega che i cinque ‘furbetti di Montecitorio’, a norma di legge, essendo tutti i possessori di partita Iva, liberi professionisti co.co.co, oltre ad alcune categorie di autonomi, avevano diritto di accedere all’indennità.

Inps non fa ovviamente i nomi dei cinque ma sui social c’è già chi chiede al presidente Roberto Fico di rendere note le identità dei deputati. Intanto però trapelano i partiti di appartenenza: 3 della Lega, un pentastellato ed uno di Italia Viva.

“Oggi La Repubblica parla di 5 parlamentari, di 5 poveri furbetti che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà. Evidentemente non gli bastavano i quasi 13mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. È vergognoso. È davvero indecente”, scrive Luigi Di Maio su Fb.

“I nomi di queste 5 persone sono coperti dalla legge sulla privacy. Bene, siano loro allora ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore”, aggiunge specificando che “non in importa di quale forza politica” siano.

“Posso dire che è una vera vergogna?”. E’ il commento laconico, su Facebook, del segretario del Pd Nicola Zingaretti alla notizia dela richiesta all’Inps, da parte di cinque deputati, del bonus da 600 euro mensili previsto dal governo per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva.

“È una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. È una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. È necessario ricordarlo sempre. Lo affema il presidente della Camera Roberto Fico su facebook.

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Super agosto per i treni: 36 Frecce in più per il Sud

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Potenziata con 36 Frecce aggiuntive per l’intero mese di agosto l’offerta ordinaria di Trenitalia per il Sud Italia. Un servizio per le principali mete turistiche e balneari di Puglia, Campania e Calabria.

Alle 12 corse già vendute nei giorni scorsi se ne aggiungono altre 24 in vendita da oggi 8 agosto.

Il dettaglio: si aggiunge il «Frecciarossa» che da Milano Centrale raggiunge Reggio Calabria nelle giornate del 15, 21, 22, 23, 27, 28, 29 agosto, con viaggio in direzione Nord nei giorni del 16, 22, 23, 24, 28, 29, 30 agosto. Questi gli orari:

Milano C.le (11.50) – Reggio Calabria (22.05);
Reggio Calabria (11.50) – Milano C.le (22.10).

In entrambe le direzioni i «Frecciarossa» fermano anche a Reggio Emilia AV, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Agropoli, Vallo della Lucania, Pisciotta-Palinuro, Sapri, Maratea, Scalea, Paola, Lamezia Terme, Vibo Pizzo, Rosarno e Villa San Giovanni.

Con la stessa modalità crescono le corse del «Frecciargento» in circolazione nel secondo fine settimana di agosto sulla rotta tra Roma e Lecce: sarà replicato nei giorni 10, 14, 16, 17 e 23 agosto in entrambe le direzioni. Questi gli orari:

Roma (9.35) – Lecce (15.05);
Lecce (17.55) – Roma (23.30).

I «Frecciargento», in entrambe le direzioni, fermano anche a Caserta, Benevento, Foggia, Barletta, Bari, Monopoli, Ostuni e Brindisi.

Il potenziamento dei collegamenti verso le maggiori mete vacanziere conferma la forte attenzione da parte del Gruppo FS Italiane a sostegno del turismo, volano dell’economia nazionale e pilastro fondamentale per la ripresa del Paese.

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La Puglia supera il valore d’allerta Rt: è ad 1,1

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La Puglia è tra le 11 Regioni d’Italia che hanno superato il valore d’allerta Rt per il Coronavirus, raggiungendo l’1,1.

Nel report settimanale di Iss e ministero della Salute si legge: «Negli ultimi 14 giorni si osservano stime dell’indice di trasmissione Rt superiori ad 1 in undici Regioni dove si sono verificati nelle ultime 3 settimane recenti focolai, ma senza comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali».

L’indice Rt è, come dice la parola stessa, indicativo ma non così stringente. È infatti suscettibile a variazioni anche con un numero limitato di casi di contagio nelle regioni con pochi contagi totali.

Di contro è un campanello d’allarme che colloca la Puglia tra le Regioni a rischio. La media di una decina di contagi al giorno, con picchi anche di 20-23 casi, non tiene lontano il fantasma di un potenziale riacutizzarsi della curva.

“Al momento – si legge ancora nella nota – i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate e di mantenere alta l’attenzione alla preparazione di interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”

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