In merito alle vicissitudini che stanno coinvolgendo la gestione del Porto di Tricase, la Fondazione Caponnetto si augura che il principio di uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi la legge non venga tradito. Fermi restando i diritti e le agevolazioni per i veri pescatori, senza voler entrare nel merito delle ragioni poste a fondamento delle richieste dei pescatori “ereditieri” di gozzi, si ritiene che il riconoscimento di un regime speciale di esenzione per tipologia di imbarcazione, creerebbe un precedente tale da comportare l’esame di ogni singola posizione o ragione avanzata dai singoli fruitori del servizio portuale (legate, ad esempio, al reddito personale, all’essere reggenti di Stati esteri, ecc.). Sono oltretutto da tenere in conto i facili abusi che potrebbero derivarne.
L’eventuale esenzione riconosciuta a determinate categorie di barche, inoltre, se concessa a spese dell’Amministrazione comunale, diverrebbe un costo a carico dell’intera collettività, che, su questo punto, come evidenziato dalle recenti polemiche registrate dai mezzi d’informazione, è alquanto divisa. E’, invece, auspicabile che l’aumento del costo del posto barca sia richiesto in funzione di un ampliamento dei servizi offerti, nonché del miglioramento qualitativo di quelli già in essere, intervenendo sulle attuali gravissime deficienze strutturali, ad esempio: abbattendo le barriere architettoniche, istituendo un posto di primo soccorso, creando servizi di fornitura di energia elettrica, acqua potabile, carburante, officina meccanica, ecc.; è, infine, quanto mai desiderabile che venga fatto rispettare il divieto di balneazione assieme a tutte le delibere della Capitaneria.
Antonio Panico (Fondazione Caponnetto)



