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Appuntamenti

Suoni e Sapori del Salento con Albano

Ad Otranto il cantante sarà premiato come Ambasciatore di eccellenze salentine di Puglia nel mondo

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Torna a Otranto uno degli eventi più attesi dell’estate salentina: dal 31 maggio al 2 giugno Suoni e Sapori del Salento e di Puglia: un mix di cucina tipica, vini locali e musica live che quest’anno vanterà un ospite internazionale d’eccezione (ed eccezionale) come Albano.

L’iniziativa, giunta alla IV edizione, organizzata dall’associazione Creattivo in collaborazione con l’agenzia Music Empire Agenzia Eventi, con il patrocinio del Comune di Otranto, quest’anno si arricchisce con il premio “Ambasciatore di eccellenze salentine di Puglia e nel mondo” e ad esser premiato sarà proprio l’artista internazionale, ma figlio di questa terra, Albano Carrisi, classe e stile inconfondibile,  voce senza eguali. Il cantante di Cellino San Marco, che nella sua vita sul palcoscenico ha portato in giro per il mondo i sentimenti più profondi di questa meravigliosa Terra, sarà premiato dal Sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi venerdì 31 maggio, nel corso della prima serata che avrà inizio alle ore 20.

Il premio è un riconoscimento a chi ha contribuito alla valorizzazione del patrimonio umano, culturale e sociale della Puglia nel mondo: Albano come artista, ma anche come imprenditore è il simbolo di “Suoni e Sapori del Salento e di Puglia”.

La presenza di uno dei più grandi artisti dello scenario nazionale ed internazionale al taglio del nastro della manifestazione, il concerto “Jazz e Bossa” del 31 maggio, lo showcooking di sabato 1° giugno, fino alla serata finale di domenica 2 giugno, gli eventi da non perdere della manifestazione.

La degustazione dei migliori prodotti eno-gastronomici di Puglia è assicurata: il lungomare di Otranto sarà invaso da musica e sapori in una cornice suggestiva. È questo il tema della quarta edizione della manifestazione, un appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che vorranno conciliare buona cucina, musica e divertimento, ma anche per le aziende che vogliono valorizzare i loro prodotti Made in Puglia.

Una kermesse che nelle tre giornate, dichiara Sergio Petio, ideatore dell’iniziativa, “è un viaggio in lungo e largo in una terra che attraverso i suoi sapori e le sue genti trasmette un’immagine positiva dell’intera regione”.

 

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Appuntamenti

Cortili Aperti a Martano

Dal 25 al 28 luglio. L’edizione 2019 di “Cortili aperti” punta tutto “sul sentire comune, sul senso di comunità e appartenenza come concetto base nel legame tra persone e luoghi”.

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Dal 25 al 28 luglio, Martano torna ad aprire ai visitatori vicoli e piazze, corti e cortili, dove si affacciano splendide chiese e palazzi gentilizi, con l’edizione 2019 di Cortili Aperti.

Promossa dal Comune di Martano, con il patrocinio della Provincia di Lecce, la manifestazione è stata presentata a Palazzo Adorno, a Lecce, da Andrea Romano, componente dello Staff del presidente della Provincia di Lecce,  Antonella Tremolizzo, vice sindaco di Martano, Andrea Aprile, assessore comunale alla Cultura e Commercio, Lorenzo Luceri, presidente Acam (Associazione commercianti e artigiani martanesi) e Mariassunta Russo, operatrice culturale.

Quest’anno il tema scelto è quello dell’identità: identità come riconoscimento di sé, attraverso i luoghi e le immagini. L’edizione 2019 di “Cortili Aperti” punta tutto “sul sentire comune, sul senso di comunità e appartenenza come concetto base nel legame tra persone e luoghi”.

Da giovedì 25 a domenica 28 luglio, ogni sera, a partire dalla ore 19 e fino a mezzanotte, si potrà passeggiare, in autonomia o accompagnati da una guida, per le vie della città, alla scoperta di corti e cortili, chiese e palazzi, ma anche lungo un percorso esterno che svelerà la Martano extramuraria, con alcuni luoghi nascosti o poco conosciuti.

Per quattro giorni, quindi, la cittadina della Grecìa salentina, aprirà corti e cortili del centro storico, animandoli con mostre e installazioni artistiche, incontri letterari, musica dal vivo, un mercatino artigianale e degustazioni. In programma anche un concorso fotografico, che premierà gli scatti degli scorci più belli e suggestivi di Martano ed un concorso dedicato agli allestimenti floreali di corti e cortili.

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Tricase, Sant’Andrea: festa a Caprarica

L’ultima di Don William Del Vecchio (sarà sostituito dal giovane Don Luigi Stendardo) prima del trasferimento a Corsano

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Appuntamento a Caprarica di Tricase per i festeggiamenti estivi in onore di Sant’Andrea apostolo, protettore del borgo tricasino.

Come da tradizione, oltre alla rituale festa invernale del 30 novembre, andrà di scena la versione estiva, nata con l’intenzione di creare un vero e proprio ritrovo a cielo aperto di comunità, con la partecipazione anche degli emigranti che proprio in estate fanno ritorno nella loro terra d’origine per trascorrere le vacanze.

L’ultima di Don William

Quella di quest’anno, sarà un appuntamento particolare per Don William Del Vecchio (foto grande in alto) in quanto, dopo nove anni di attività, celebrerà per l’ultima volta nelle vesti di parroco, i riti religiosi in onore del santo, prima del trasferimento presso la parrocchia di Corsano, come già comunicato dalla Diocesi, per essere sostituito dal giovane Don Luigi Stendardo.

L’edizione 2019 della festa è prevista per venerdì 19 e sabato 20 luglio, anche se i riti religiosi attenderanno l’evento con diversi momenti di preghiera previsti nei giorni antecedenti a quelli dei festeggiamenti.

Si partirà martedì 16 con il Triduo in preparazione della Festa, che seguirà anche mercoledì 17 e giovedì 18 con la recita del Santo Rosario prevista per le ore 18,30 e a seguire la Santa Messa nella chiesa di Piazza Sant’Andrea.

Giovedì 18, l’Adorazione eucaristica a partire dalle ore 20, mentre venerdì 19 vi saranno due sante messe giornaliere, alle 9 e alle 19; al termine di quest’ultima è prevista la processione per le vie del paese, accompagnata dalla musica dello storico “Gran concerto Bandistico G. Piantoni” di Conversano. Le due sante messe saranno replicate, sempre negli stessi orari anche nella giornata di sabato 20.

La processione del venerdì, partirà da Piazza Sant’Andrea.

Come di consueto, ad accompagnare i momenti religiosi, vi sono i festeggiamenti civili, dove tradizione culinaria, cultura e revival musicale faranno da filo conduttore dei due giorni di festa. Sarà infatti presente, in entrambe le serate, il ricchissimo stand gastronomico curato dal Comitato festa “Sant’Andrea apostolo – Madonna di Fatima” organizzatore dell’evento.

Venerdì 19 dalle ore 22 il concerto dei Collage con il loro Inconfondibile Tour che riproporrà, in piazza Sant’Andrea, i grandi successi musicali italiani a cavallo tra gli anni ’70 e ’80.

I Collage, nel 1977 collezionarono una seconda posizione al Festival di Sanremo con il brano Tu mi rubi l’anima e tra le loro canzoni più conosciute vi sono: Un’altra estate, Tu dolcemente mia e Due ragazzi nel sole.

Sabato 20, per tutta la giornata, le strade del quartiere saranno allietate dalla musica del Gran concerto Bandistico Francesco D’Amato di Bracigliano (Salerno). Lo stesso gruppo bandistico allieterà la serata a partire dalle 21,30.

Oltre ai giorni “ufficiali” indicati dal Comitato festa, come da qualche anno a questa parte il weekend si concluderà con uno spettacolo teatrale in piazza, che si terrà sabato 21 luglio alle ore 20,30, grazie alla fattiva collaborazione tra gli organizzatori e l’associazione culturale “Diversamente stabili” che daranno vita alla Commedia teatrale “La cena dei cretini” di F. Veber con la regia di Antonio D’Aprile.

Valerio Martella

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Pane e lavoro!

Una food policy per il Salento. Il cibo per un nuovo giusto sviluppo del territorio venerdì 19 al mercato del giusto di Melpignano

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Melpignano chiama alla costruzione di un sistema territoriale del cibo, ciò che per il Salento significherebbe fare squadra, rilanciare, provare a uscire da una lunga situazione di stallo, dovuta anche al disseccamento degli ulivi, per ripensarsi grazie ad una forte e attiva presenza degli attori pubblici.

Il cibo, infatti, non è questione che riguarda solo il settore privato, spesso disconnesso tra i suoi due versanti di produttori e consumatori.

È una sfida ambiziosa: si chiama “Food Policy Salento” e prende spunto, riadattando il tutto in chiave locale, dall’esperienza pioneristica in Italia fatta dalla città di Milano, la prima a dotarsi, appunto, di una policy legata al cibo.

È questo l’argomento dell’ultimo appuntamento di stagione con “Al mercato del giusto”, venerdì 19 luglio, a partire dalle 19,30, in piazza Antonio Avantaggiato, a Melpignano.

Il mercato dei contadini ospita, alle 20,30, il dialogo “Pane e Lavoro! Food Policy Salento: il cibo per un nuovo giusto sviluppo del territorio” con Marco Imperiale, direttore generale Fondazione con il Sud, che ha supportato la mensa bio di Melpignano; Andrea Calori, responsabile scientifico di ESTà- Economia e Sostenibilità, gruppo di lavoro che ha fornito la consulenza scientifica al Comune di Milano; Francesca Casaluci, responsabile della Rete Salento Km0. A moderare è Virginia Meo, cofondatrice di Oltre Mercato Salento.

È un modo per iniziare a dare risposte alle nuove domande sociali legate al cibo.

«Questa è già la sfida alla base del nostro progetto della mensa bio a km0 a scuola – spiega la vicesindaca con delega all’Ambiente e all’Agricoltura Valentina Avantaggiatoe ora si punta ad ampliare la prospettiva. Se si vuole ridisegnare lo sviluppo sostenibile del territorio per almeno i prossimi trent’anni, bisogna pianificare. E i Comuni non possono tirarsi fuori da questo ragionamento, delegando tutto solo alla contrattazione privata o a enti sovraordinati. Noi vogliamo tenere come fulcro della nostra politica la produzione di cibo sano e giusto e sviluppare lungo questa direttrice sia la produzione agricola, sia il riconoscimento dei giusti redditi ai contadini, ma anche l’educazione alimentare e il nuovo approccio al paesaggio. Il cibo è elemento di cultura, di produttività etica e va letto persino in chiave urbanistica».

Gli asset sono tanti. Solo per citarne alcuni: sagre invogliate a utilizzare grani e ortaggi locali;  bandi per la ristorazione collettiva totalmente a km0; mercati organizzati dei piccoli contadini; produzione di colture differenti anche in aree pubbliche, per sfamare il territorio e andare oltre, creando opportunità di sviluppo e lavoro diversificato in ottica di multifunzionalità.

L’esempio di Milano

«Innovare il sistema alimentare di Milano, rendendolo maggiormente sostenibile, inclusivo, equo e attrattivo».

È questo l’obiettivo che ha ispirato la Food Policy del capoluogo lombardo, per non far morire l’eredità lasciata da Expo 2015.

Il Consiglio comunale, in quell’anno, ha adottato la strategia quinquennale per orientare le sue politiche cittadine relative al cibo, con una visione condivisa sul futuro rapporto della città con il cibo e armonizzando i vari progetti. Ci si è avvalsi di un gruppo di lavoro composto da esperti, ESTà- Economia e Sostenibilità, sotto la responsabilità scientifica di Andrea Calori, ospite a Melpignano venerdì sera.

Il Comune di Milano ha declinato nelle proprie politiche i principi ispiratori e gli indirizzi codificati a livello internazionale sui temi del diritto al cibo, coinvolgendo tutti gli attori. Il programma è stato articolato in cinque punti nevralgici: garantire cibo sano a tutti, promuovere la sostenibilità del sistema alimentare, educare al cibo, lottare contro gli sprechi, sostenere e promuovere la ricerca scientifica in campo agroalimentare.

L’evento

Venerdì 19 luglio, alle 19,30, l’apertura del mercato contadino in piazza Antonio Avantaggiato sarà accompagnata da “Bianchi, rossi, gialli e neri in piazza Grande”, spettacolo a cura del centro di Cultura popolare e di Atletico Micatanto Melpignano, e dal laboratorio per bambini Kamishibai, racconti in valigia, teatro e realizzazione di tavole illustrate.

Alle 20,30, il dialogo “Pane e Lavoro! Food Policy Salento: il cibo per un nuovo giusto sviluppo del territorio”, seguito, alle 22, dal concerto “LibertAria, canti di terra e di lotta”: Ninfa Giannuzzi e Luigi Marra racconteranno la storia d’Italia con le canzoni che narrano il bisogno lucido di  libertà di un popolo schiavo e consapevole.

Si raccontano le lotte dei lavoratori contro il padrone, la fatica straziante, i soldati nelle trincee, la condizione femminile, con una coscienza politica e comunitaria gravida di appigli.

Le canzoni sognano e fanno sperare che il sogno sia avverato e diventano un mezzo coercitivo per una società che sembra caduta nell’oblio, vittima di uno Stato indesiderabile, non necessario e dannoso.

Uno sguardo al passato con un sentimento attuale e grato per chi ha lottato per la nostra libertà.

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