Mare calmo non è sempre sinonimo di bagno tranquillo.
Nelle scorse ore molti bagnanti hanno segnalatoa presenza di meduse nelle acque del litorale adriatico salentino.
Un fenomeno del tutto naturale che può, però, risultare increscioso, soprattutto se dopo esser stati “morsi” non si seguono i dovuti comportamenti.
Le meduse rilasciano sostanze urticanti che provocano una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore, vescicole e bolle, accompagnate da bruciore e sensazione di dolore. Il tutto più o meno persistente a seconda della vicinanza del ‘contatto’.
Cosa fare dopo un “morso”
Ecco allora le “regole d’oro” da rispettare in caso di contatto con le meduse:
– Non strofinare bocca e occhi
– Non lavare con acqua dolce la parte colpita: usare acqua di mare e disinfettare con bicarbonato; non usare acqua fredda o ghiaccio
– Non grattare la zona ustionata (si accelera la sostanza tossica)
– Evitare impacchi con aceto o ammoniaca: è un “rimedio della nonna” del tutto inutile; anche l’uso di alcool è sconsigliato
– Non rimuovere i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, ma con le mani
– Il rimedio migliore è un gel astringente al cloruro d’alluminio, utile anche per le punture di zanzara. Evitare pomate cortisoniche o antistaminiche.
Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita i bagnanti a “prestare la massima attenzione rivolgendosi nei casi di contatto più eclatanti e dolorosi presso i punti di primo soccorso presenti nelle località balneari”.




