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Cronaca

Attrezzato con motorino elettrico, rubava carburante ai mezzi aziendali

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Nella scorsa notte gli agenti del Commissariato di Galatina hanno tratto in arresto per furto aggravato V. M., autotrasportatore di Galatina.


L’uomo, V.M., di origine albanese, è stato sorpreso nell’area di parcheggio di una ditta di autotrasporti in agro del comune di Soleto, mentre rubava il carburante dal serbatoio di un mezzo pesante della stessa ditta.


Lo stava travasando in delle taniche riposte nel cofano della sua auto, mediante un dispositivo artigianale costruito ad hoc, formato da due lunghi tubi in gomma ed un motorino elettrico, perfettamente funzionante, introdotto nel serbatoio dell’autoarticolato.


Dai controlli degli agenti della Polizia di Stato, il fermato è risultato essere dipendente della medesima società presso cui perpetrava il furto. E’ stata quindi disposta una perquisizione presso la sua abitazione, con esito negativo. Il datore di lavoro, avvisato dell’accaduto, ha deciso di sporgere denuncia contro il proprio dipendente.

Alla luce di ciò, V.M. è stato dapprima arrestato, e dopo la convalida, come disposto dal P.M. Massimiliano Carducci, di turno presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, rimesso in libertà.


Immagine di repertorio


Cronaca

Ferito accanto alla sua bici: soccorso giovane all’alba sulla San Cassiano-Surano

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Stava percorrendo una delle tante strade provinciali del Salento come, presumibilmente, fa ogni mattina. Come, certamente, fanno centinaia di ragazzi come lui ogni giorno: stranieri, perlopiù centrafricani, che per racimolare qualche euro inforcano una bicicletta all’alba, in direzione di qualche campagna o di un centro abitato vicino alla propria dimora.

Non è ancora nota l’identità del ragazzo ritrovato stamattina riverso sul ciglio della via che collega San Cassiano a Surano.

È un ragazzo di colore. Alle 6, circa, è stato notato da alcuni passanti. Era steso sull’asfalto, accanto alla sua bici, con una grave ferita alla testa.

La chiamata al 118 di chi passava in zona ha fatto accorrere sul posto un’autoambulanza. Con i sanitari, anche i carabinieri che sono al lavoro per ricostruire l’accaduto.

Il giovane non aveva con sé i documenti. È stato trasportato in ospedale. Da capire se il giovane sia caduto da solo dalla bici o se sia stato urtato da un mezzo in transito. Non sarebbe, purtroppo, la prima volta. Già in passato episodi simili hanno trovato posto nelle pagine di nera locale.

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Cronaca

Possesso di droga: nei guai uomo di Cutrofiano

Dopo perquisizione dei carabinieri del posto insieme al Nucleo Cinofili di Modugno

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Denunciato a piede libero un uomo di Cutrofiano trovato in possesso di droga.

Durante un servizio antidroga i militari dell’Arma della locale Stazione con l’ausilio del Nucleo Cinofoli di Modugno, hanno dato vita ad una perquisizione personale e domiciliare rinvenendo: 20 dosi di cocaina per un peso complessivo di 11,56 grammi e diversi involucri contenenti marijuana per un peso complessivo  di 10,47 grammi.

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Corsano

L’addio di Caprarica del Capo a don Eugenio

Uomo di cultura, personalità forte, per qualcuno strappata alla politica. Alla storia le sue prediche ed il ponte che creò con i fratelli albanesi in difficoltà

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Questo pomeriggio a Tricase, alle 16,30, si terranno i funerali di don Eugenio Licchetta, scomparso ieri pomeriggio all’età di 84 anni.

Caprarica del Capo dirà addio al suo storico parroco (originario di Corsano) nella sua parrocchia, quella di Sant’Andrea Apostolo.

Uomo di cultura, personalità forte, per qualcuno strappata alla politica.

Una fama controversa, come quella di chi manca solo quando non c’è più.

A Caprarica del Capo, diventata in questi anni nulla più che dormiente sobborgo di una Tricase in crescita, don Eugenio è assente da un pezzo.

Da quando la malattia lo ha portato via a sé stesso, costringendolo a letto.

Nella sua canonica, le più accese riunioni e le più importanti pagine di politica tricasina.

I suoi infiniti pomeriggi di catechesi indispettivano e affascinavano.

Alle giovani ore tolte al pallone, faceva da contraltare il suo modo tagliato di vedere e descrivere il mondo.

Con i suoi viaggi nel Canale d’Otranto, creò un ponte con l’altra sponda che fece del Capo di Leuca, per anni, il fratello maggiore di quella Albania in difficoltà.

Alla storia le sue piccate prediche (senza peli sulla lingua), il suo polso, il suo carisma.

Il sottoscritto e i suoi coetanei, una delle ultime generazioni della sua parrocchia.

E no, non siamo diventati tutti uomini di Chiesa.

Ma vi abbiamo imparato a conoscere il mondo e oggi ci sentiamo un po’ più soli, un po’ più vecchi e, a Caprarica del Capo, un po’ più vuoti.

Lorenzo Zito

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