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Cronaca

Fuoco a Santa Cesarea: salvata pineta in extremis

Intervento di 8 ore ad opera dei vigili del fuoco coadiuvati da un Canadair e da squadre della Protezione Civile di Marittima, Scorrano e Surano

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È durato oltre 8 ore l’intervento dei vigili del fuoco, coadiuvati dalla Protezione Civile di Marittima, per domare l’incendio che ieri ha lambito la parte superiore del centro urbano di Santa Cesarea Terme.





“Grazie al tempestivo intervento della squadra AIB del Parco Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e successivamente del 115 e di altre due squadre di Protezione Civile di Surano e Scorrano”, raccontano dalla Protezione Civile di Marittima, “siamo riusciti a ridurre la superficie bruciata a poche centinaia di metri di sottobosco, salvando la pineta.
Un importante e tempestivo intervento si è reso necessario su due fronti fuoco sviluppati ai margini delle abitazioni. All’imbrunire un Canadair ha supportato le operazioni di spegnimento e bonifica”.









Cronaca

Miggiano: «Pericolo raggiro! Non rilasciate al telefono i vostri dati»

Il sindaco: «Numerose segnalazioni di tentativi di reperire dati, documenti e informazioni da parte di un soggetto, ad oggi ignoto, che dichiara di essere un dipendente comunale»

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Presentandosi come dipendenti comunali telefonano a casa delle persone richiedendo e dati sensibili, documenti e informazioni.

Il bello è che al Comune di Miggiano non ne sanno nulla!

Al momento, però, pare che nessuno si sia presentato presso qualche abitazione.

Il sindaco ha comunque ha comunque fatto circolare un avviso, veicolato anche mediante i social, con il quale, «a seguito di numerose segnalazioni si avvisa la cittadinanza che in atto il tentativo di reperire dati, documenti e informazioni da parte di un soggetto, ad oggi ignoto, che dichiara di essere un dipendente comunale».

«Al fine di scongiurare eventuali truffe e raggiri», conclude il primo cittadino, «si invitano i cittadini a non rilasciare nessun tipo di informazione e di comunicare sollecitamente l’accaduto all’ufficio di polizia locale telefonando al numero 338 133 000 9».

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Cronaca

Primi tuffi e primo salvataggio in mare

Torre dell’Orso: giovane donna salvata dai bagnini del lido “Le Due Sorelle”. All’interno il video del salvataggio

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Una giovane bagnante ha rischiato di annegare ed è stata salvata dai bagnini del lido “Le Due Sorelle”, nella Marina di Melendugno.

Neanche aperta la stagione e già arriva il primo salvataggio in mare dunque.

È accaduto attorno alle 130, nel tratto di spiaggia antistante Torre Dell’Orso.

Secondo quando ricostruito, la giovane stava facendo il bagno in mare, quando, improvvisamente, a causa delle forti correnti determinate dal forte vento di tramontana, non ha più toccato il fondale forse perché allontanatasi dalla riva o perché finita in una buca che, fatto non raro, si può creare improvvisamente sul fondale sabbioso.

La scena, grazie al cielo, non è sfuggita agli assistenti ai bagnanti del lido.

Immediatamente hanno capito la gravità della situazione e con il sandalino di servizio si sono precipitati in acqua e, sfidando le onde, hanno recuperato e messo in sicurezza la giovane bagnante.

«Il loro», evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, «è stato un intervento davvero tempestivo che ha permesso di salvare la vita alla ragazza che appariva spossata non appena poggiato il piede sul bassofondo a pochi metri dalla riva. Ovviamente, al di là del pericolo scampato e del fortunato e positivo esito della vicenda è bene ricordare che non bisogna mai sfidare un mare agitato come quello che, al di là della bella giornata che anticipa l’estate, è visibile nel video. La bandiera rossa che campeggia in questi casi è sempre sinonimo di pericolo anche per i più esperti nuotatori perché con le correnti dei nostri mari non si deve scherzare mai».

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Cronaca

Marittima, case-vacanza abusive: sigilli e 35 indagati

Sequestrata area di circa 25mila metri quadrati denominata “Marina dell’Aia” in località Acquaviva. Tra gli indagati il dirigente pro tempore dell’Ufficio tecnico comunale di Diso e responsabile del procedimento amministrativo e quello di una funzionaria dello stesso Ufficio tecnico, firmataria di alcuni dei permessi a costruire e tutti i committenti, progettisti ed esecutori dei lavori di realizzazione che si sono avvicendati nei vari anni

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Dopo due anni di indagini carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Lecce sotto la direzione della pm Maria Vallefuoco scattano i sigilli sull’area di circa 25mila metri quadrati denominata “Marina dell’Aia” in località Acquaviva di Diso, sottoposta a vincolo paesaggistico, dove erano state realizzate 17 case-vacanze.

35 persone risultano indagate a vario titolo per lottizzazione abusiva, vale a dire illecita trasformazione urbanistica ed edilizia di area sottoposta a vincolo paesaggistico.

In base a quanto contestato dalla Procura, inoltre, l’Ufficio Tecnico di Diso avrebbe rilasciato i permessi di costruire senza avere acquisito il parere della Sovrintendenza archeologica, Belle arti e Paesaggio e senza aver sottoposto il progetto a procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas).

Tra gli indagati il dirigente pro tempore dell’Ufficio tecnico comunale di Diso e responsabile del procedimento amministrativo e quello di una funzionaria dello stesso Ufficio tecnico, firmataria di alcuni dei permessi a costruire. Provvedimento notificato anche a tutti i committenti, progettisti ed esecutori dei lavori di realizzazione che si sono avvicendati nei vari anni.

Si tratta di imprese con sedi legali nel Salento, operanti nel settore dell’edilizia, nella realizzazione dei muretti a secco e nel settore vivaistico.

Secondo l’accusa l’Ufficio Tecnico avrebbe proceduto al rilascio dei vari permessi a costruire sulla base di un piano particolareggiato “Marina dell’Aia”, inficiato dall’assoluta assenza di atti presupposti e prescritti per legge quali il parere paesaggistico, rilasciato dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Lecce e la Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Rilevate altre anomalie sostanziali infatti sulla quasi totalità delle opere edilizie, realizzate mediante riporti e sbancamenti non autorizzati o autorizzabili.

I permessi a costruire sarebbero inoltre stati rilasciati in zone ricadenti nel Parco Naturale Regionale denominato “Costa Otranto – S. Maria di Leuca e bosco di Tricase”, dove è stabilito il divieto assoluto di edificazione e di mutamento della destinazione dei terreni.

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