Gli invisibili delle campagne di raccolta

Gino Rotella, Segretario Nazionale Flai Cgil

Parte all’alba di venerdì 6 luglio, il Camper dei diritti della Flai Cgil che insieme alla Cgil e al Patronato Inca ha oggi, giovedì 5 luglio, presentato il progetto nazionale “Gli invisibili delle campagne di raccolta Alla conferenza stampa sono intervenuti: Gino Rotella, Segretario Nazionale Flai Cgil; Giuseppe De Leonardis, Segretario Generale Flai Puglia; Antonio Gagliardi, Segretario Generale Flai Lecce; Salvatore Arnesano, Segretario Generale Cgil Lecce; Gioacchino Marsano, Coordinatore provinciale Inca Lecce.

Gino Rotella, Segretario Nazionale Flai Cgil: “Dopo aver raggiunto dei risultati molto importanti nel Salento per la legalità nel lavoro in agricoltura, per i diritti dei lavoratori migranti e per l’accoglienza, oggi assistiamo a uno sconcertante arretramento: quest’anno i lavoratori non si vedono e non perché non ci sono, ma perché alcune istituzioni del territorio hanno deciso di ‘non vedere’. Sono visibilissimi ai caporali, alle aziende che li sfruttano, ma non sono visti dalle autorità, dai prefetti, dalle istituzioni, dal mondo imprenditoriale serio con cui vogliamo cercare di interloquire per risolvere le questioni che i lavoratori immigrati pongono. Inaccettabile decidere di tenere chiusa la struttura di accoglienza giustificata sulla base di indicazioni di una sola associazione datoriale (Coldiretti) che parla di crisi del settore, ma che poi si contraddice palesemente quando, in altre occasioni, la stessa pubblica dati che dicono che l’agricoltura è l’unico settore in netta controtendenza sul mercato italiano: +4,9% del Pil, +7% delle esportazioni. Inoltre l’Eurispes stima un aumento dei redditi italiani in agricoltura del +11,4%”.

Salvatore Arnesano, Segretario Generale Cgil Lecce: “Boncuri deve riaprire. Così si vanifica il lavoro fatto finora per i diritti dei braccianti e la legalità in agricoltura, dalle liste di prenotazione nei centri per l’impiego per regolamentare il reclutamento dei lavoratori ed eliminare i caporali, al protocollo d’intesa per l’impiego della manodopera nella produzione di prodotti ortofrutticoli per l’area nord-ovest della provincia di Lecce. Strumenti che non hanno senso se i lavoratori non sono individuabili, se non c’è una struttura di accoglienza dignitosa che li ospita nella stagione della raccolta. Una soluzione va trovata, ormai con urgenza, insieme a tutte le istituzioni. Perché i lavoratori a Nardò ci sono – a centinaia -, vivono in condizioni vergognose (basti pensare che non hanno nemmeno l’acqua), e noi li renderemo visibili”.