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Cronaca

Morte 15enne di Montesano: indagato il cugino

Incidente sulla 275 – L’inchiesta per omicidio colposo parte da uno dei pochi dati certi: l’uomo alla guida dell’auto su cui viaggiava Gianluigi

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Non si trova il suv? Riflettori sul cugino. Non una logica conseguenza, ma la triste realtà, dettata dalla prassi giudiziaria.

Si arricchisce di un altro triste capitolo la storia della morte di Gianluigi Coppola, il ragazzino di Montesano Salentino, appena 15enne, deceduto in seguito ad un incidente sulla Ss 275, nei pressi del Mercatone Uno.

A poche ore dal suo ultimo respiro, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati per la sua morte il nome del cugino, il 22enne alla guida della Fiat Idea a bordo della quale entrambi viaggiavano quel venerdì 4 marzo.

L’indagine, per omicidio colposo, deve partire dai punti fermi, e l’unica certezza, al momento, resta il fatto che al volante quel giorno ci fosse il cugino di Gianluigi, anche lui di Montesano.

Un peso di cui il ragazzo e la famiglia, già tormentati dal dolore, avrebbero fatto volentieri a meno se è vero, come è vero, che a mandare in tilt la Fiat Idea dei due giovani, quella sera, fu la manovra azzardata di un suv. Un sorpasso laddove non c’era nè modo nè spazio, su quella strada che fino ad oggi ha già contato tante manovre del genere e troppi epiloghi nel sangue.

La caccia a quell’auto, descritta come un suv e identificata dai tanti presenti al momento dell’incidente solo nel colore, il nero, non è ancora terminata. Scattò la sera stessa dello schianto, quando prima ancora di avere il tempo di realizzare cosa sarebbe potuto accadere a Gianluigi di lì a pochi giorni, lo zio lanciò un appello sui social di cui ancora (e soprattutto) oggi rituona forte l’eco: “Aiutateci a trovare quel suv…”.

Cronaca

Tricase, via dei Pellai: tutte le ruote forate!

Durante la notte danneggiate oltre una decina di auto parcheggiate nella zona

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Mistero nella notte tra via dei Pellai e Largo dei Pellai a Tricse.

Durante la notte, secndo alcuni testimoni intorno alle tre (“a quell’ora i miei cani abbaiavano e non volevano saperne di smetterla“) ignoti hanno passato in rassegna tutte le auto parcheggiate in zona forando le gomme di molte vetture parcheggiate (almeno una decina le auto danneggiate, ad alcune delle quali sono state tagliate tutte e quattro le ruote).

Immaginabile lo sbalordimento dei residenti che al risveglio hanno preso contezza di quanto accaduto e soprattutto hanno cominciato a fare i conti con i disagi che ne conseguono dal non poter utilizzare l’automobile.

Resta da capire se, some si pensa, sia un semplice atto vandalico, messo in pratica da qualche imbecille che non sapeva come trascorrere il suo tempo, o se (difficile pensarlo) possa essere un gesto che nasconda un significato che a prima vista sfugge.

Sul posto i carabinieri di Tricase che hanno aperto le indagini

Giuseppe Cerfeda

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Casarano

Non aprite quella finestra!

Casarano di notte: forse plastica, forse rifiuti, o la cattiva abitudine di bruciare i rimasugli delle lavorazioni agricole o forse…

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È un fantastico ottobre che ha le temperature della primavera piuttosto che autunnali e, complice anche la diminuzione delle zanzare, sarebbe bello poter passare le serate lasciando spalancate le finestre.

Sarebbe. Il condizionale è d’obbligo perché spesso le sere e le notti casaranesi sono caratterizzate da un intenso odore forte e spesso nauseante che gratta in gola e fa star male.

Forse plastica, forse rifiuti, forse la cattiva (ed antica) abitudine di bruciare i rimasugli delle lavorazioni agricole o forse… di tutto un po’! Qualunque cosa sia, stiamo parlando di un vero e proprio tormento per coloro che vivono soprattutto nella zona nord di Casarano.

In verità basta fare un giro su internet per capire che quella appena esposta non è una questione prettamente casaranese ma altri casi simili si sono già verificati a Copertino e a Leverano, tanto da indurre i rispettivi sindaci a sporgere denuncia contro ignoti per far sì che le Forze dell’ordine possano avviare formale indagine.

In realtà non è nemmeno facile intuire cosa a Casarano possa accadere perché, a differenza di quel che accade in quella zona della Campania, che un tempo era conosciuta come “terra di lavoro” e che oggi invece, anche all’estero, viene riconosciuta come “terra dei fuochi”, da noi non ci sono cumuli di spazzatura non raccolta a cui la malavita possa dare fuoco.

Così come, l’indomani mattina, non si ha notizia di ritrovamenti di tracce corpose dei falò notturni.

Nel frattempo, però, soprattutto sulle bacheche di Facebook, si rincorrono le denunce degli odori nauseabondi che costringono a chiudere le finestre. Le forze dell’ordine hanno già intensificato i controlli per individuare la causa e soprattutto gli eventuali artefici ma è un po’ come beccare il numero esatto alla roulette perché appiccare il fuoco è non attimo e poi, in assenza di una formale denuncia (in grado di dare avvio ad indagini strutturate), si può solo sperare nella flagranza del reato.

A questo punto appare ovvio come siano due le cose da mettere in pratica e che da più parti vengono sollecitate: chiedere al sindaco (responsabile principale della salute pubblica dei propri cittadini) di sporgere una denuncia contro ignoti e poi (anzi, principalmente) vigilare!

Ognuno di noi, tanto di notte quanto di giorno deve segnalare subito ai carabinieri ogni attività sospetta di piromani che, oltre che essere dei criminali che attentano alla salute pubblica, sono anche degli imbecilli che respirano la stessa aria che inquinano. Attiviamoci affinché si possano aprire serenamente le finestre e difendiamo il nostro diritto di respirare.

Antonio Memmi

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Cronaca

Indagato Totò Ruggeri

Presunti illeciti sulla nomina del Commissario di un’Azienda per i Servizi alla Persona. L’assessore regionale: «Ho piena fiducia nella magistratura a cui sono certo di potere chiarire ogni passaggio»

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«Ho piena fiducia nella magistratura a cui sono certo di potere illustrare ogni passaggio di un procedimento rientrante completamente nelle prerogative della politica. Procedimento che, tra l’altro, non si è mai concluso perché la nomina non è mai stata fatta».

Così l’assessore regionale al welfare, il salentino Salvatore Ruggeri, ha inteso rendere pubblicala notizia di un’informazione di garanzia ricevuta come persona sottoposta a indagini dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia.

Le indagini sono riferite  ai presunti illeciti sulla nomina del Commissario dell’Azienda per i Servizi alla Persona “Castriota e Corroppoli” di Chieuti, in provincia di Foggia.

L’ex senatore di Muro Leccese ha anche dato la sua piena disponibilità ad incontrare quanto prima i magistrati inquirenti «per fornire loro ogni chiarimento utile».

 

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