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Tricase

Pesce fresco: seminario a Tricase

Organizzato dall’Associazione Magna Grecia Mare

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Valorizzazione della freschezza del pesce attraverso lo strumento dell’etichettatura”, è il titolo di una giornata seminariale organizzata dall’Associazione Magna Grecia Mare di Tricase nell’ambito del percorso “Fresh Fish”, promosso dalla Direzione Generale della Pesca e Acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e realizzato dal Polo Scientifico-Didattico di Cesena, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, in partenariato e collaborazione con la stessa Magna Grecia Mare.

Affinché la freschezza del pesce, attributo fondamentale di qualità”, fanno sapere gli organizzatori del seminario, “possa essere garantita a tutti i livelli, è necessario dotare ogni attore della filiera di regole di autocontrollo efficaci, da affiancare a norme e regolamenti cogenti. Inoltre, per assicurare competitività agli operatori, garantendo nel contempo la sicurezza al consumatore, occorre calibrare le misure di mantenimento della freschezza senza appesantire il sistema. Un flusso informativo chiaro e specifico, attuabile attraverso il sistema di tracciabilità ed etichettatura, è dunque la chiave di volta affinché il consumatore, anello finale di questa catena, possa scegliere un prodotto in totale sicurezza, attraverso indicazioni chiare e precise, necessarie a riempire un “vuoto” di certezza, e che fughino credenze consolidate ma infondate.

La giornata è dedicata a tutti gli operatori che, tramite lo strumento dell’etichettatura, intendono valorizzare il prodotto ittico fresco incanalando la corretta informazione verso i consumatori finali, agli stessi consumatori ed alle loro associazioni, alle associazioni rappresentanti gli operatori del settore ittico”.

L’appuntamento, patrocinato dalla Città di Tricase, è fissato per lunedì 26 novembre, alle ore 10, presso le Scuderie di Palazzo Gallone a Tricase.

Apertunra della giornata alle 10 con i saluti e l’introduzione del sindaco di Tricase, Antonio Coppola e di Francesco Capozzi, Coordinatore Scientifico del Progetto. Dalle 10,15 gli interventi dei relatori: Maria Severina Liberati su “La regolamentazione comunitaria ridisegna la filiera ittica: Tracciabilità ed etichettatura a garanzia del consumatore”; Pier Paolo Gatta su “Pesca e acquacoltura sostenibile”; Corrado Barberis su Fresco. (E con licenza di friggere)”; Alessandra Bordoni su “Il valore nutrizionale dei prodotti ittici: quanto influisce la freschezza?”; e, infine, Antonio Errico su “Modalità di pesca e qualità del prodotto fresco tradizionale”.

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Attualità

Verbale, ti aspetto al varco

Ztl a Tricase: pioggia di ricorsi, il giudice di pace accoglie: “Difetto di presegnalazione”. La segnaletica disposta lungo il tratto stradale che porta al varco, è assente o non idonea

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Corsi e ricorsi storici a Tricase. Non filosofici o di vichiana memoria ma di altra natura, più letterale. Laddove i corsi (a proposito di “Vico”) sono più che altro delle stradine, ed i ricorsi, se non proprio storia, fanno giurisprudenza.

Parliamo della Zona a Traffico Limitato che regola la circolazione nel centro storico di Tricase. Destinata per nascita a far discutere, tra opinione e norma, non manca mai di far parlare di sé.

In otto mesi di vita, da maggio ad oggi, ha portato la polizia municipale di Tricase ad elevare centinaia di verbali per infrazioni commesse ai suoi tre varchi d’accesso. Legittimi? Non sempre. È del mese di dicembre, infatti, una sentenza del Giudice di Pace di Tricase (causa civile nr 512/2019), emessa dall’avv. Anna R. Costa, che dà ragione ad un automobilista incappato in infrazione e conseguente sanzione.

La sentenza chiama in causa un verbale che vede l’automobilista introdursi nella ZTL dal varco di Via Tempio. Quest’ultimo, pur avendo “circolato in area ZTL”, ottiene la ragione dal giudice di pace in quanto “sussiste il difetto di presegnalazione ed avviso della presenza dell’apparecchio di rilevamento infrazione”.

In altre parole, la segnaletica disposta lungo il tratto stradale che porta al varco, è assente o non idonea. Nel caso in questione, si direbbe che non è affatto idonea. Come la stessa sentenza spiega (e come stabilito dall’articolo 79 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della Strada), “il cartello deve essere posto in uno spazio minimo di 80 metri (…) per consentire all’automobilista una corretta visione di lettura sia di giorno che di notte” e per permettergli “di avere il tempo adeguato per individuare il punto esatto in cui inizia il rilevamento della delimitazione del traffico e avere lo spazio per retrocedere e/o arrestare il proprio transito, senza peraltro creare pericolo per gli altri utenti della strada, così da evitare il soggiacere alla sanzione prescritta”.

Un cartello non disposto a distanza prestabilita, pertanto, rientra a pieno titolo tra quegli elementi che inficiano la legittimità dell’intero sistema di delimitazione al traffico in una determinata area.

La segnaletica, ricorda il giudice, “sia sempre idonea per dimensioni, visibilità, leggibilità e posizionamento (…). La violazione di uno solo di questi parametri può provocare l’illegittimità dell’accertamento sanzionatorio”.

Nel caso in questione, facente riferimento ad una infrazione dello scorso mese di ottobre, il giudice rammenta come, la parte resistente (il Comune di Tricase) pur avendo “indicato nel verbale di contestazione che l’area pedonale è preventivamente segnalata con cartello fisso collocato con adeguato anticipo, non ha provato documentalmente che la presegnalazione è stata posta ad una distanza minima di 80 metri dall’inizio della zona a traffico limitato”.

I più informati, o magari chi vi era già cascato, forse lo sapevano già: negli ultimi mesi numerosi ricorsi sono stati accolti dal giudice di pace. In ballo poi anche la questione del tabellone luminoso. Tiene banco, in quel caso, la fraintendibile interpretazione della dicitura “varco attivo” o “varco non attivo”.

Dopo varie sentenze altalenanti, che in alcuni casi avevano definito il display semplice elemento integrativo e coadiuvante alla segnaletica fissa facente fede, e che in altri invece lo avevano effettivamente ritenuto oggetto di disguido, ha vinto la corrente confondista.

Sulla scia di una pronuncia della Cassazione del 2008 che sottolineava che per superare l’equivoco normativo bisognava che “dichiarante e destinatario (legislatore e destinatario della norma) fossero d’accordo sul significato della dichiarazione che li collega comunicativamente”, il Ministero dei Trasporti ha recentemente deciso di dare un valore condiviso ed inequivocabile a quella flagellata segnaletica luminosa.

Come stabilito dalle “Linee Guida sulla regolamentazione della circolazione stradale e segnaletica nelle zone a traffico limitato” dello scorso 28 giugno, il cosiddetto PMV (pannello a messaggio variabile) non deve più riportare la scritta “varco attivo” o “varco non attivo”.

Nel caso di ZTL non permanente ma variabile nel tempo e con controllo elettronico (come appunto a Tricase), in aggiunta alla segnaletica verticale prescrittiva, il PMV deve riportare le seguenti diciture: “ZTL attiva” quando è vigente il divieto; “ZTL non attiva” quando non è vigente il divieto.

Nel caso in cui la tecnologia utilizzata lo consenta, le due diciture devono essere riportate rispettivamente in colore rosso l’una e verde l’altra (nonché anche in lingua inglese quando si ritiene rilevante la presenza turistica straniera).

Ebbene sì, dalla succitata sentenza della Cassazione che già nel 2008 coglieva nel segno, son dovuti passare 11 anni per trovare un banalissimo punto d’incontro comunicativo che mettesse d’accordo controllato e controllore sul senso della segnaletica.

Oggi quindi tutto chiaro, direte voi. Macché: se vi state chiedendo quale sia la scritta che ad oggi compare sui pannelli elettronici del centro storico tricasino, sappiate che non è né la vecchia né la nuova. Nè “Varco attivo” né “Ztl attiva”. I PMV recitano solamente “attivo” e “non attivo”.
Forse una via di mezzo per ciò che riguarda la facilità di interpretazione. Certamente una terza via, più breve del dovuto. Come quella che intercorre tra i cartelli di presegnalazione e il varco. Per la gioia degli avvocati e dei multati.

Lorenzo Zito

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Attualità

Tricase, depuratore: stop ai cattivi odori!

Ok ai lavori di copertura e trattamento aria. Pronti 800mila euro. Il sindaco Chiuri: «Investimento importante. Entro l’anno avranno finalmente fine le emissioni odorigene»

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L’Autorità idrica pugliese ha deliberato in favore dei lavori di copertura e trattamento aria del Depuratore di Tricase come previsto dal progetto predisposto dall’Acquedotto Pugliese per un importo complessivo di 800 mila euro.

Lo ha annunciato il sindaco di Tricase Carlo Chiuri con un post sulla sua pagina facebook esternando tutta la sua soddisfazione: «Stop ai miasmi, grazie a Regione Puglia, AIP ed AQP, in particolare all’Ing. Marcello Rainò e al Dott. Desio Carparelli, finiranno una volta per tutte le emissioni odorigene provenienti dal depuratore di Tricase. Un importante investimento che rende possibile la copertura ed il trattamento dell’aria del depuratore. Entro l’anno», conclude il primo cittadino, «dovremmo vedere l’opera realizzata»

Il progetto prevede la copertura dei due sedimentatori circolari primari mediante strutture piane, fisse, interamente realizzate in leghe d’alluminio; l’installazione di un impianto di deodorizzazione a servizio dei due sedimentatori primari; il confinamento della stazione di scarico bottini mediante la realizzazione di un capannone in carpenteria e tamponature con pannelli di tipo sandwich; l’installazione di un impianto di trattamento dell’aria a servizio della struttura di confinamento della stazione di scarico bottini; adeguamento dell’impianto elettrico per l’alimentazione delle nuove apparecchiature previste dal progetto.

L’intero intervento sarà realizzato a cura e spese di Acquedotto Pugliese e non interesserà in alcun modo il bilancio comunale.

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Cronaca

Gambero Rosso premia il gelato di G&Co

Tre coni: massimo riconoscimento al Sigep di Rimini per le gelataie salentine

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Premio Gambero Rosso Gelateria G&Co Tricase

Grande successo per la gelateria G&Co di Tricase alla Fiera di Rimini, Sigep 2020.

Al “41esimo Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè”, il gelato delle sorelle Ricchiuto ha ottenuto, da Gambero Rosso, ben 3 “coni”, ossia il massimo riconoscimento.

Di seguito le immagini della premiazione.

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