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Cronaca

Invasione di insetti nelle marine di Ugento

Venerdì sera nel caos tra Torre San Giovanni e Lido Marini: centinaia di piccoli insetti neri invadono le marine

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Un venerdì sera insolito quello di ieri tra Lido Marini e Torre San Giovanni.

Le marine di Ugento, dopo il calare del sole, sono state invase da centinaia di insetti che hanno creato il caos tra la gente.

Probabilmente emersi da canali e bacini che percorrono l’abitato delle marine, gli insetti hanno improvvisamente raggiunto abitazioni, negozi ed anche ristoranti e bar. Costringendo molti dei presenti a mettersi al riparo e rendendo impossibile cenare all’aperto.

La presenza di insetti sgraditi, in questo periodo dell’anno, non è una novità. Già nelle scorse estati episodi simili si erano verificati in diverse parti del Salento. Ed anche in questi giorni la presenza di questi piccoli animaletti è registrata in vari paesi, anche dell’entroterra.

Fa specie però la presenza massiccia di ieri sera nelle marine di Ugento, caso al momento unico in queste settimane.

Cronaca

Slot Machine e Scu: confiscati beni per 12 milioni

Guardia di Finanza: maxi operazione nel Salento contro la sacra corona unita infiltrata nel settore delle slot machines

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Dalle prime luci dell’alba oltre 50 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, sono impegnati in una vasta operazione antimafia (denominata “HYDRA”) nelle province di Lecce, Taranto e Bari, in esecuzione di un decreto di sequestro, ai sensi del Codice Antimafia, richiesto dai magistrati della D.D.A. salentina ed emesso dalla Seconda Sezione del Tribunale di Lecce, a carico di 3 persone, ritenute socialmente pericolose in quanto contigue ai clan della “Sacra Corona Unita”.

Le indagini, condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Lecce, hanno dimostrato la riconducibilità a 3 fratelli di Racale di una società a responsabilità limitata della vicina Melissano, leader nel settore del gaming e delle scommesse.

La consorteria criminale indagata, al fine di schermare i proventi derivanti dal lucroso business del gioco d’azzardo, ha costituito ad hoc una società formalmente intestata ai dipendenti di un’altra azienda “di famiglia” già, peraltro, colpita da una misura interdittiva antimafia.

Le investigazioni dei Finanzieri, che hanno esaminato centinaia di documenti, eseguendo numerose intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti, hanno dimostrato la totale gestione delle attività imprenditoriali da parte del “gruppo criminale” che provava a schermarsi dietro compiacenti prestanomi.

Gli investigatori hanno messo poi la lente di ingrandimento su operazioni commerciali sospette tra cui la cessione di un ramo d’azienda di un consistente valore commerciale, composto da apparecchiature da intrattenimento e dispositivi cambiamonete, a fronte di un lunghissimo e diluito pagamento  rateale  da  parte  di un prestanome che il Tribunale locale ha chiaramente dichiarato “economicamente incapace di avviare una così lucrosa attività partendo da zero”, segno che si trattava – evidentemente – di un tentativo per “schermare” i reali proprietari salentini che intendevano in tal modo sviare eventuali indagini a loro carico.

I Giudici leccesi, nel decreto, hanno precisato come ciò non sia bastato a fuorviare gli investigatori del G.I.C.O di Lecce; infatti, chiariscono «gli inquirenti evidenziavano in merito l’assoluta anti-economicità delle citate scelte commerciali, soprattutto considerando che la società interdetta, all’epoca leader nel mercato del gaming, in tal modo cedeva ad una società concorrente una quota significativa del proprio parco di apparecchiature a fronte di una rilevante dilazione dei pagamenti che avrebbe favorito l’azienda acquirente proprio nella sua fase di avviamento…», rendendo questo comportamento del tutto ingiustificato dal punto di vista commerciale e meramente preordinato a “nascondere” la realtà portata alla luce dai militari delle Fiamme Gialle salentine coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.

Il Tribunale di Lecce, considerata la c.d. “sproporzione” tra i redditi del titolare della società – come detto mero prestanome – ed il valore della stessa, e tenuto conto che, in realtà, questa altro non era che una ditta “pulita” creata ad hoc proprio per consentire la prosecuzione delle attività illecite dei fratelli di Racale colpiti da misure interdittive e di prevenzione antimafia, ha disposto il sequestro delle quote societarie nonché dell’intero compendio aziendale della società che è titolare di oltre 1.500 slot machine dislocate nel centro e sud Italia, per un valore complessivo prudenzialmente stimato in oltre 7 milioni di euro, ritenendo che la stessa abbia rinvenuto i propri iniziali investimenti proprio nei capitali illeciti accumulati nel tempo dalla precedente S.r.l. «divenendo oggetto di utile reimpiego degli stessi in un’ottica volta a creare un soggetto giuridico ove riversare le sostanze finanziarie lontano dalla visuale investigativa degli inquirenti», recita testualmente il Tribunale di Lecce.

Contestualmente, i militari del G.I.C.O. stanno procedendo alla notifica della sentenza di confisca di un patrimonio (una trentina di immobili, quote societarie e conti correnti) del valore di oltre 5 milioni di euro, riconducibile ai citati germani – emessa in data 08.10.2019 da Tribunale di Lecce / II^ Sezione Penale, nell’ambito del medesimo procedimento di prevenzione – per procedere poi all’effettuazione della conseguente misura ablativa trascorsi 10 gg. dall’avvenuta notifica agli interessati.

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Cronaca

Miggiano, asfalto cede al passaggio di food truck

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Attimi di paura nella giornata di ieri a Miggiano a margine di Expo2000.

Uno dei food truck che ha preso parte alla fiera, un fast-food ambulante, è improvvisamente affondato nell’asfalto. Al suo passaggio infatti il manto stradale, nei pressi di alcuni tombini, ha ceduto aprendosi in un piccolo cratere.

Per fortuna nessuna conseguenza per i presenti. Forze dell’ordine e guardie ambientali già sul posto sono intervenuti per coadiuvare i vigili del fuoco nelle operazione di sollevamento del mezzo per poi recintare la zona interessata.

Foto dalla pagina Facebook di Guardie Ambientali d’Italia Coordinamento Territoriale Provincia di Lecce.

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Castrignano del Capo

Leuca: sbarco all’alba

Arrivati nel porto leucano 50 migranti di nazionalità pakistana. Arrestati due ucraini, erano gli scafisti

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Sono sbarcato in 50 questa mattina all’alba nel porto di Leuca.

Tutti giovani e di nazionalità pakistana arrivati sulle coste salentine alle 4,30 del mattino.

Sul posto, per le operazioni di sbarco sono giunti guardia di finanza e vigili del fuoco del distaccamento di Tricase.

Arrestati i due scafisti, entrambi di nazionalità ucraina.

I migrtanti sono stati trasportati nei centri di accoglienza di Otranto e Bari.

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