Ci sono tantissime definizioni ed altrettante visioni del teatro, ma ognuna di esse presuppone la presenza di un elemento fondamentale: la passione. Capita così che, proprio per questa passione, un gruppo di amici, più o meno cresciuti, decidono un giorno di due anni fa di fondare una Compagnia teatrale. Le motivazioni sono ovviamente tante: voglia di stare insieme, voglia di fare qualcosa di bello, ma soprattutto voglia di riscoprire le proprie tradizioni. “Li cumpari” è tutto questo, ma soprattutto è la volontà di fare un teatro popolare diverso. Tanti sono infatti quelli che si cimentano con le tavole di un palcoscenico, così come tante sono le piccole Compagnie che, soprattutto in estate, tirano su la classica rappresentazione teatrale di “noialtri”: un personaggio che balbetta, un altro un po’ deficiente, una comare pettegola, doppi sensi e parolacce quanto basta. “Li cumpari” vuole essere altro: in questi ragazzi c’è la volontà di andare oltre l’ovvietà delle commedie da Oratorio e con “A tiempi mei”, loro prima importante fatica, lo hanno dimostrato.
Sei repliche a teatro “tutto esaurito”, con pubblico pagante ed una in una Piazza Diaz a Casarano oltremodo gremita, forniscono la misura di quanto il pubblico abbia compreso che qui l’obiettivo è un altro. Si ride nelle due ore di spettacolo, e si ride tanto, ma in questo spettacolo c’è anche la musica della nostra tradizione e soprattutto c’è un messaggio d’amore nei confronti degli anziani che qui, oltre che dispensatori di saggezza, vengono amati come memoria storica di ciò che eravamo solo qualche anno fa. “Li cumpari” replicherà questo spettacolo sabato 13 marzo a Taviano, presso il Teatro Fasano: ad accompagnarli, la musica popolare salentina degli “Robba te smuju” di Uccio Aloisi. Val la pena fare un tuffo nel passato!
Antonio Memmi



