Da oltre due settimane i lavoratori del Gruppo S.E.S. (SEVAR Srl-GRANDI srl -ITALGECRI srl) di Nardò sono in presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda per protestare contro i 24 licenziamenti decisi dalla proprietà senza preventiva consultazione con le parti sociali e senza valutare lo strumento degli ammortizzatori sociali. Di fronte all’atteggiamento di totale chiusura dell’azienda alla trattativa, ieri, mercoledì 14 ottobre, l’assemblea dei lavoratori ha deciso, con il sostegno della FILLEA CGIL, di proclamare lo sciopero delle maestranze che avrà inizio domani mattina, venerdì 16 ottobre. Per la mattinata di domani, inoltre, è convocato un tavolo presso la Provincia di Lecce per affrontare la vicenda alla presenza delle parti sociali e istituzionali.
La situazione in cui versano i lavoratori è ormai nota. Nel corso del 2009, sono stati 14 i lavoratori licenziati, tra cui 2 delegati sindacali, da parte delle ditte SEVAR srl e Italgecri srl e da settembre l’Azienda ha comunicato di volere licenziare altre 10 unità lavorative (su un totale di 31 unità) con qualifica di operaio, attualmente impiegati con la terza ditta del gruppo, la GRANDI srl. Detti licenziamenti sarebbero motivati dalla mancanza di commesse sufficienti per mantenere gli attuali livelli occupazionali.
Eppure nelle scorse settimane la stessa GRANDI srl ha rinnovato 7 contratti a tempo determinato. Un comportamento quanto meno contradditorio, secondo la FILLEA CGIL. Nel frattempo infatti vengono notificati licenziamenti di personale con contratto a tempo indeterminato disattendendo precedenti accordi, siglati in sedi ufficiali con le Organizzazioni Sindacali, che prevedevano incontri preventivi qualora ci fossero state difficoltà. I licenziamenti avvengono senza preventiva consultazione con le parti sociali e senza voler valutare lo strumento degli ammortizzatori sociali. La FILLEA CGIL, si oppone con forza all’atteggiamento assunto dall’Azienda e ribadisce che bisogna scrupolosamente attenersi a quanto già stabilito in fase di contrattazione a livello nazionale e territoriale tra le parti datoriali e sindacali, disconoscendo qualsiasi altra forma di contrattazione.



