Scrive il primo cittadino Silvio Astore: “Dopo la sentenza del TAR Lazio che blocca di fatto lo smaltimento degli scarti biostabilizzati prodotti presso l’impianto di Poggiardo gestito dalla Sud Gas nella discarica di servizio di Cavallino si prospetta la minaccia di un ennesimo drammatico inceppamento del ciclo dei rifiuti prodotti nell’ATO/Le2 con conseguenti gravi disagi per i cittadini. La crisi di oggi, duole dirlo, è il frutto delle scelte scellerate che più volte ho denunciato in questi anni e di cui era facile prevederne gli sviluppi.
Che l’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo non abbia mai funzionato regolarmente lo dico da anni, non solo io, ma anche i giudici, il TAR Lecce, prima, con la sentenza del novembre 2008, il Consiglio di Stato con sentenza del gennaio 2009 poi ed ora il TAR Lazio. Quest’ultima sentenza ha stabilito l’inadeguatezza del rifiuto stabilizzato nell’impianto di Poggiardo perché non regolare l’indice respirometrico utile, in sostanza il rifiuto è umido e non idoneo ad essere trasformato in CDR nell’impianto di Cavallino. Una serie di pasticci e di calcoli politici hanno purtroppo costellato fin dall’inizio la gestione del ciclo dei rifiuti a partire dalla chiusura dell’impianto di Nardò che, se fosse rimasto aperto, avendo ancora ampie volumetrie disponibili, fino all’entrata a regime degli impianti previsti, avrebbe certamente evitato la sequela di problematiche che ne sono scaturite con l’impennamento dei costi e i disagi a carico dei cittadini.
Alla luce di quanto accaduto risultano quindi assurdi i trionfalismi pronunciati sulla presunta fine dell’emergenza rifiuti dal Commissario per l’emergenza rifiuti Vendola e dall’Assessore all’Ambiente regionale Losappio. Cosi come risultano essere abbastanza ridicole le difese di ufficio all’operato regionale da parte del frastagliato e contraddittorio schieramento di centrosinistra fino a ieri indaffarato a mettere fuori . gioco Vendola, disapprovandone evidentemente l’operato. Di certo c’è che l’emergenza purtroppo non è mai finita e i costi per lo smaltimento dei rifiuti sono lievitati negli ultimi tre anni registrando un incremento complessivo di 34 milioni di euro”.



