Il Tribunale del Lavoro di Lecce con una recente decisione del 26/Ottobre ha respinto il ricorso in via di urgenza proposto dall’ing. Giovanni De Giorgi contro l’Amministrazione comunale di Vernole, con il quale il dipendente lamentava di essere stato demansionato e chiedeva di essere reintegrato nelle precedenti funzioni di Responsabile dell’Unità Operativa Edilizia – Urbanistica – Demanio – Sportello Unico delle Imprese ovvero dell’U.O. Lavori Pubblici. Il Giudice del Lavoro, accogliendo le argomentazioni difensive dell’Avv. Francesco Baldassarre, difensore del Comune di Vernole, ha stabilito che l’ing. De Giorgi non ha diritto a ricoprire le mansioni di dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, funzioni svolte per circa 20 anni, né tantomeno ha diritto al “risarcimento dei danni”; ed invece deve ritenersi pienamente legittima e corretta la scelta effettuata dall’Amm.ne comunale, guidata dal Sindaco Mario Mangione, di affidare allo stesso dipendente la responsabilità dell’Unità Operativa Manutenzione e Gestione del Patrimonio rispettando le sue competenze tecnico-professionali.
La decisione giudiziaria, che succede a distanza di pochi mesi da precedenti decisioni dello stesso Tribunale del Lavoro sempre favorevoli al Comune, afferma l’importante principio giuridico che nel settore pubblico, a differenza del settore del lavoro privato, l’equivalenza delle nuove mansioni affidate ad un dipendente rispetto a quelle per le quali è stato assunto, deve essere accertata tenendo conto di tutte le attribuzioni che rientrano nella categoria di inquadramento, così come individuate nei Contratti collettivi di comparto, mentre non hanno rilievo le mansioni concretamente e precedentemente svolte dal lavoratore prima della modifica effettuata dal datore di lavoro. Il Giudice del Lavoro dott.ssa Silvia Ferreri, dunque, richiamando una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, ha stabilito che la equivalenza delle nuove mansioni con quelle vecchie deve essere valutata tenendo conto di un concetto di equivalenza “formale”, in cui un ruolo chiave è svolto dalla contrattazione collettiva con le Organizzazioni sindacali.
Come ha rilevato l’Avv. Francesco Baldassarre, difensore del Comune di Vernole, ciò comporta che il datore di lavoro pubblico, ossia le Amministrazioni, rispetto al datore di lavoro privato, incontra meno limiti nell’esercitare il potere direttivo di modificare le mansioni dei propri dipendenti in ragione delle esigenze organizzative di ciascun Ente, purché, ovviamente, il lavoratore non sia adibito a svolgere attività proprie della categoria inferiore. In questo lungo braccio di ferro che ha visto più volte contrapposti nelle aule di giustizia il Comune di Vernole ed il dipendente Giovanni De Giorgi, il Sindaco Mangione e la sua maggioranza segnano un importante successo che peraltro sancisce indirizzi generali di principio a valere anche per la altre Amministrazioni comunali.



