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Attualità

Fognatura: obiettivo copertura al 100%

In vista dei finanziamenti 2021-2027, l’Autorità idrica regionale dispone la progettazione per i Comuni indicati come priorità 1. Finalmente saranno servite anche le marine di Tricase?

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L’Autorità Idrica Pugliese ha individuato le priorità di intervento sugli agglomerati e i Comuni ed ha chiesto all’Acquedotto Pugliese di procedere con la progettazione per il completamento nei Comuni e negli agglomerati urbani individuati, Questo per poter procedere ai lavori in vista dell’imminente ciclo di programmazione di finanziamenti pubblici 2021-2027, per i quali il Ministero dell’Ambiente ha già effettuato una ricognizione dei fabbisogni finanziari per mezzo delle Regioni, nonché di un utile inserimento nella prossima fase programmatoria.

«L’obiettivo» si legge nella delibera dell’Autorità idrica, «è predisporre l’avvio di una nuova fase di progettazione di interventi di completamento e d’estendimento del servizio idrico e fognario, nonché di potenziamento dello stesso, teso al conseguimento del valore dell’indice di copertura pari al 100%».

Gli agglomerati prioritari selezionati presentano un indice di copertura inferiore al 98% e «sono stati ordinati in ragione del valore crescente dell’indice ed in base anche degli abitati compresi, tenendo conto che l’intervento di completamento, estendimento e potenziamento delle infrastrutture a rete, per un abitato che presenta un indice di copertura basso, dovrà essere esteso a tutto l’agglomerato di appartenenza, ai fini del conseguimento complessivo dell’obiettivo del 100%».

L’Autorità idrica pugliese ha predisposto che l’Acquedotto Pugliese «quantifichi le spese di progettazione  e di realizzazione d’interventi di completamento, estendimento e potenziamento delle reti idriche e fognarie per singolo abitato, ai fini di un loro utile inserimento nella prossima fase di programmazione».

Tra gli agglomerati indicati come “priorità 1” e oggetto di progettazione per usufruire del nuovo ciclo di investimenti anche Tricase, indicata sia come Comune che come agglomerato da intendere come comprensorio servito dal locale depuratore.

Come stabilito dalla delibera dell’Autorità idrica si punta al completamento della rete fognaria e se si vuole passare dall’attuale 95% al 100% di copertura si dovrà finalmente mettere mano alle marine così come una legge europea imponeva già dal 1999 e così come paesi più piccoli (con marine più piccole) vicina a Tricase hanno già fatto da tempo. Meglio tardi che mai…

«Il coronamento di un lavoro durato oltre due anni» ha dichiarato il sindaco Carlo Chiuri, «che ci ha visto raggiungere un obiettivo importantissimo. Ringrazio l’Autorità idrica e l’AQP che non hanno mai lesinato attenzione e impegno per la risoluzione di queste problematiche e lo confermano gli ulteriori lavori effettuati nel frattempo nel nostro agglomerato. La copertura totale, marine comprese, era (ed è) una questione troppo importante perché rimanesse ancora irrisolta»..

Tra gli altri agglomerati indicati come priorità 1, quello di Galatina (all’interno oltre a Galatina coperta per l’88% in zona 1 e per il 95% in zona 2) anche il Comune di Soleto il cui servizio oggi copre appena il 59%), quello di Zollino (Zollino 72% e 81%, Sternatia 62%), quello di Vernole (Vernole 80%, Castrì di Lecce 71%, Caprarica di Lecce 84%), Collepasso (74%) Melendugno (Melendugno 77% e 81%, Calimera 75%),   Montesano Salentino (Montesano 86 e 83% e Miggiano 87%), Taurisano (85%), Carpignano Salentino (Carpignano 87 e 88%, Martano 86%), Castro (Castro 89 e 94%, Ortelle 87%, Andrano 89%, Spongano 90%), Corsano (Corsano 91 e 93%, Alessano 87%, Tiggiano 96%), Otranto (90%), Galatone (Galatone 93%, Seclì 95%), Tricase (94%), Supersano (Supersano 94 e 95% e Ruffano 94%), Casarano (Casarano 96% e Matino 96%).

Attualità

Naintendì: pranzo pasquale per le persone bisognose di Cutrofiano

Omar Candido: “Contributo doveroso alla mia comunità. Spero di poter fungere da apri pista e altri ristoratori possano fare lo stesso in altri paesi”

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Il pranzo di Pasqua offerto gratuitamente alle persone bisognose del suo paese (ovviamengte da portare a casa con l’ausilio di volontari, nel rispetto delle prescrizioni anti contagio).

È la bellissima iniziativa di Omar Candido, titolare del Ristorante Hotel Naitendì di Cutrofiano.

Omar, da noi contattato, si è subito schernito: “Non vorrei eccessiva pubblicità anche perché ritengo l’iniziativa solo un contributo doveroso alla mia comunità”.

Il ristoratore ha accettato di parlarne, però, perché spera che il suo gesto “possa fungere da “apri pista” e che altri ristoratori, in altri paesi, possano fare la stessa cosa”.

Nella situazione drammatica che stiamo vivendo”, sottolinea, “è giusto che ognuno dia una mano per quanto è nelle sue possibilità. Io non sono un dottore, non sono un infermiere: il mio campo è la cucina e, quindi, fornisco il mio contributo, provando a dare una parvenza di normalità, almeno il giorno di Pasqua a quelle persone che oggi sono in grande difficoltà”.

Per realizzare la sua idea, il ristoratore di Cutrofiano ha giustamente coinvolto gli enti sul territorio per individuare le persone effettivamente bisognose: il Comune di Cutrofiano, il Comando dei Vigili Urbani, la Caritas, e le due Parrocchie di riferimento.

Omar Candido, infine, rivolge “un ringraziamento particolare alle attività che stanno contribuendo alla realizzazione di dell’iniziativa”.

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Attualità

Un ecografo portatile per l’ospedale di Galatina

Acquistato tramite raccolta fondi promossa dal club per l’Unesco di Galatina con la collaborazione dell’Associazione “Doniamo Aiutiamo Vinciamo”

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Il Club per l’Unesco di Galatina ODV, comunica che, grazie alla propria raccolta fondi e con la fattiva collaborazione dell’Associazione “Doniamo Aiutiamo Vinciamo” si è potuto acquistare un ecografo portatile, il Samsung HM70 With Plus con sonda CA1-7AD, apparecchio di ultima generazione che verrà donato al reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale “S. Caterina Novella”, fondamentale e urgente per la diagnosi precoce della polmonite da Covid-19.

L’apparecchio il cui costo è stato di € 17.080,00 (costo coperto pariteticamente dal Club per l’Unesco di Galatina e dall’Associazione “Doniamo, aiutiamo, vinciamo”) resterà nella disponibilità del nostro Ospedale, al servizio di Galatina e di ogni cittadino della provincia che ne abbia bisogno.

Un grande esempio di collaborazione fra associazioni che in questo periodo si sono messe a disposizione di medici e infermieri nella lotta contro il Covid-19.

Dall’Unesco di Galatina, “un sentito ringraziamento pertanto a quanti, tra soci, amici, simpatizzanti e cittadini, hanno contribuito sino ad ora alla raccolta fondi, ed a quanti continueranno a farlo”.

Per continuare ad aderire alla raccolta fondi promossa dal Club per l’Unesco di Galatina basta versare il proprio contributo su:

Conto Corrente di Banca Intesa San Paolo, con la seguente intestazione: Club per l’UNESCO di Galatina ODV; IBAN IT13O030690960610000 0172 126 Causale: Donazione a favore dell’Ospedale di Galatina, Emergenza Coronavirus (la donazione è detraibile dalle imposte sul reddito; è pertanto necessario conservare la ricevuta del bonifico)

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“Mia mamma, 90 anni, ha bisogno di cure ma con il coronavirus…”

L’S.O.S. di Antonio da Lucugnano: “Prima della pandemia veniva un ortopedico a casa ogni settimana per alleviare il dolore a gambe e spalle e permettere alla mamma di tirare avanti. Ora non sappiamo più come fare…”

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L’emergenza sanitaria lo abbiamo ribadito più volte non è solo quella solo strettamente connessa al coronavirus ma, in gran parte, ne è una diretta conseguenza.

Come nel caso di Antonio, un nostro lettore di Lucugnano che ci segnala la sua storia anzi, la storia di sua madre che, “a 90 anni è costretta a subire enormi sofferenze alle ginocchia e alle spalle e per questo avrebbe bisogno delle cure di un ortopedico”.

Cosa puntualmente accaduta fino a qualche tempo fa, con un medico dell’Asl che una volta a settimana si recava in casa dell’anziana e provvedeva a quelle operazioni necessarie (estrazione del liquido) per alleviarne il dolore per sette giorni.

Poi, però, la nostra vita è cambiata all’improvviso per colpa dell’infido virus.

Antonio sconsolato racconta: “Da un mese l’ortopedico non viene più. Dall’Asl hanno sospeso tutto. Ho provato a chiamare la Croce Rossa a Lecce ma, dopo aver spiegato la situazione, mi hanno rimbalzato al 118. Rispiego nuovamente tutto, così mi mandano un’ambulanza a casa”.

Tutto risolto? Macchè…! “Il medico giunto a bordo dell’ambulanza ci dice che non può fare granché e che ci vorrebbe un ortopedico. Intanto fa alla mamma una fisiologica contro il dolore. Telefona ad un altro medico e mi dice di richiamarlo al pomeriggio (già  questo altro medico era venuto a casa mia altre volte). A pomeriggio chiamo e il dottore mi dice che a casa non sarebbe venuto. E mi invita a portare la mamma al Pronto Soccorso, cosa che mi era stata fortemente sconsigliata dai sanitari venuti al mattino…”.

Dunque”, riflette amaro Antonio, “ora io dovrei decidere il destino di mia madre e scegliere se farla morire per l’infezione alla gamba o esporla al rischio di contrarre il coronavirus”.

Infine l’appello di Antonio: “Comprendo l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e la situazione inedita che ha messo tutti in difficoltà. Immagino, però, che nella stessa condizione di mia madre ci siano tante altre persone che in questi giorni non sanno come uscirne. Per tutte loro e non solo per mia mamma bisogna fare qualcosa e anche subito, credo sia umanamente e moralmente doveroso”.

(foto in alto di repertorio)

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